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Chiarimento di un'anomalia...

MessaggioInviato: venerdì 9 agosto 2013, 11:28
da smn
Salve a tutti,
nel tentativo di inquadrare, socialmente parlando, gli antenati scoperti nelle mie ricerche, mi è sorto un dubbio, a causa di alcuni elementi che mi sono parsi anomali.

Nei vari contesti sociali (Napoli e Cicciano in Campania, Papasidero in Calabria, etc.) abitati dalla mia famiglia, avviene spesso che i familiari, pur vivendo more nobilium ed esercitando cariche ed uffici "nobili", non sono, se non molto di rado, riportati con i vari trattamenti (Don, Magnifico, etc.), che, al contrario, altri abitanti del luogo, spesso pari se non inferiori per condizione sociale (possedimenti uguali o minori, cariche di pari prestigio, etc.), portano con regolarità.
Perfino quando esercitano cariche che di per sè (al di là della vita more nobilium, che comunque possedevano) comportavano alcuni trattamenti, a loro non venivano attribuiti, mentre per altri, nell' esercizio delle stesse cariche, vengono impiegati sempre. Anche i membri della famiglia che hanno intrapreso carriera ecclesiastica non usano il "don" tipico dei sacerdoti (anche con cariche molto più alte del semplice sacerdozio).

Tutto questo mi è parso strano, non tanto per la mancanza in sè, quanto per l' apparente disparità di attribuzione (non solo nelle epoche più restrittive, XV-XVI sec., ma anche quando le attribuzioni erano più "alla leggera", XVIII-XIX sec.) tra persone socialmente "pari". Cosa potrebbe significare?

Grazie in anticipo,
un cordiale saluto,
E.V.

Re: Chiarimento di un'anomalia...

MessaggioInviato: venerdì 9 agosto 2013, 11:59
da Delehaye
prependerei più per un caso, o sul fatto che quegli attributi non potevano/dovevano spettare... piùttosto che ad un "complotto" contro la famiglia...
;)

Re: Chiarimento di un'anomalia...

MessaggioInviato: venerdì 9 agosto 2013, 12:14
da smn
Di certo nessuno si sarebbe scomodato a "complottare" contro una famiglia come la mia...credo neppure il caso, che sarebbe dovuto intervenire tante volte in luoghi ed epoche molto differenti tra loro...
Sullo spettare o meno dei trattamenti, al di là di quelli che la consuetudine attribuiva ai "nobili viventi" e ricchi proprietari, credo che il don ai sacerdoti, o il magnifico don ai capitani/governatori regi, il semplice magnifico agli ufficiali della corona, et similia, fossero prassi più che radicata, che infatti si verificava senza eccezioni per altre famiglie nelle medesime condizioni...il che mi è parso anomalo...

Mille grazie per la risposta e cordiali saluti,
E.V.

Re: Chiarimento di un'anomalia...

MessaggioInviato: venerdì 9 agosto 2013, 13:38
da GENS VALERIA
Direi che comunque i trattamenti usati non lo erano solo basandosi sulla "consuetudo loci" ma anche sul preciso periodo storico.
Va considerato altresì che il concetto di "more nobilium" è estremamente vago e variabile
v. viewtopic.php?f=3&t=2343&hilit=
Saluti cordiali

Re: Chiarimento di un'anomalia...

MessaggioInviato: venerdì 9 agosto 2013, 14:27
da smn
Sono perfettamente d'accordo sulla variabilità del mos nobilium, per questo dicevo di andare "al di là" dei trattamenti che si davano in base al censo, preferendo quelli conferiti per le cariche ricoperte.
D' accordissimo anche sull' importanza di contestualizzare storicamente i trattamenti, oltre che geograficamente. Provo a fare degli esempi:

-sec. XVI: a Cicciano si incontra un membro della famiglia che è Balivo della Commenda gerosolimitana di Cicciano, carica cui si accede per nomina del commendatore e che richiede vita "more nobilium". E' la seconda carica più importante del luogo, eppure il tizio non porta alcun trattamento, quando i reggimentarii, cioè il Sindaco e gli Eletti, cariche minori, scelti dalla comunità, sì.

-sec. XVII: Napoli, un familiare è Regio Capitano cum mero et mixto imperio di una terra demaniale in Calabria, ed, in quanto Regio Partitario del Ferro, aveva una rendita annuale di circa 15000 ducati: nessun trattamento. Il suo predecessore nelle stesse cariche: Magnifico Don ...; il suo successore: Magnifico Don...;

-stessi anni, ambito ecclesiastico: il fratello del precedente, sacerdote, è Prefetto Palatino e Giudice del Vescovado di Melfi, Priore melfitano e forse Vicario Apostolico, eppure non porta neppure il don spettante ai presbiteri. Ed, invece, un suo sottoposto, un segretario cappellano del vescovado, è detto dominus reverendissimus.

-sec. XVIII-XIX: in quest' epoca ho letto che i trattamenti erano dati molto "alla leggera" e che, soprattutto il don, spettava a chiunque avesse una minima rilevanza sociale. Detto questo: a Cicciano, un familiare, ricco possidente, decurione cittadino, niente trattamenti, ma circondato da colleghi (decurioni) "don". A Napoli: qui gli esempi sono numerosi, molti ufficiali della corona e militari senza trattamenti, quando negli elenchi tutti li possiedono, oppure svariati possidenti che negli elenchi di alcune confraternite religiose (riservate ai nobili viventi) sono riportati senza "don", "signore", etc.

Non so che peso avessero i trattamenti in ambito sociale nelle varie epoche, ma questa "avversione" dei membri della famiglia per tali qualifiche mi pare strana...soprattutto perchè continuata in epoche e luoghi diversi.

Ancora grazie molte per le risposte,
Cordialmente,
E.V.