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Famiglie Solimene & de Conciliis di Avellino

MessaggioInviato: sabato 27 luglio 2013, 22:25
da Delehaye
Carminantonio Solimene di Carlantonio sposa Maria Adriana de Conciliis, da cui Elena e Camilli Solimene
siamo all'inizio del 1800

parliamo di 2 famiglie molto note ad Avellino.
Carminantonio fu sindaco
Carlantonio avvocato

qualcuno sa dirmi se ci sono notizie degli stemmi e delle genealogie?

Re: Famiglie Solimene & de Conciliis di Avellino

MessaggioInviato: domenica 1 dicembre 2013, 1:03
da Delehaye
ripropongo il quesito... che rilancio...
genealogie, stemmi, titoli dei Solimene e dei de Conciliis...
inoltre, i Solimene (sindaci di Avellino) discendono dai Solimene (del pittore)? e come è il loro "legame"???

Francesco Saverio de Sanctis (1817-1883), Governatore della Provincia di Avellino (1861), Deputato al Parlamento del Regno d'Italia (1861-1886, per 8 Legislature) e 4 volte Ministro della Pubblica Istruzione nei Governi Cavour IV (1861), Ricasoli I (1861-1862), Cairoli I (1878) e Cairoli III (1879-1881), è "un viaggiatore disincantato che percorre le antiche contrade della sua Irpinia, confrontandosi senza timori con l'asprezza di un contesto dominato dalla gestione di un potere senza ideali. Una mirabile vocazione illuministica e una conoscenza non effimera dei retroscena gli offrono la possibilità di dominare le situazioni e di toccare con mano le contraddizioni del Mezzogiorno all'indomani dell'unificazione nazionale".
Questo viaggio avviene nel Gennaio 1875 e fu documentato nel suo scritto "Un viaggio elettorale in Alta Irpinia". In questo suo diario scrive:

"Vidi Don Carlantonio Solimene, Padre del Sindaco, e quella visita mi fece bene. Vedevo in Lui l'immagine di viva generazione quasi scomparsa. Viva ancora nella mia memoria. Giovinetto avevo un culto per certi grandi nomi. De Conciliis, il Senatore Capone, e i Lanzilli, e i Vegliante, e i Solimene, e altri, e giudicano la Provincia (n.d.r.: di Avellino) da quelli, e mi sentivo orgoglioso a dire: sono anch'io di quella Provincia."

sono riuscito a ricostruire questo:

1. ???maschio Solimene
1.1. Catello Solimene [Sindaco AV 1809/1809 e 1814/1815]
1.1.1. Carlantonio Solimene [Sindaco AV 1844/1846]
1.1.1.1. Catello Solimene [Sindaco AV 1868/870 e 1871/1884]
1.1.1.2. Carminantonio Solimene (*<1832 +>1860) [Farmacista] @ Maria Adriana de Concilii(s)
1.1.1.2.1. Camillo Solimene (*1810 +25.02.1882) [Direttore Dazi Diretti AV & Tesoreria Provinciale AV; Vicesindaco AV] @ Aurelia Capone (+>25.02.1882), figlia di ???maschio Capone, di Salvatore Pasquale Andrea Capone & Petrinilla Terribile, di Scipione Capone & Aurelia Bruni
1.1.1.2.1.1. Saverio Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.2. Emilia Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.3. Erminia Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.4. Olimpia Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.5. Chirica Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.6. Romilda Solimene (+>21.06.1922)
1.1.1.2.1.7. ???femmina Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.8. ???femmina Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.9. ???femmina Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.10. ???femmina Solimene (+>19.07.1883)
1.1.1.2.1.11. ??? Solimene (+<19.07.1883)
1.1.1.2.1.12. ??? Solimene (+<19.07.1883)
1.1.1.2.1.13. ??? Solimene (+<19.07.1883)
1.1.1.2.1.14. ??? Solimene (+<19.07.1883)
1.1.1.2.2. Elena Solimene @ Achille Barbatelli
1.1.1.2.2.1. Amorosa (Amorosina) Barbatelli @ Stanislao Salvi
1.1.1.2.2.1.1. Achille Salvi (*Teano 24.10.1858 +Pozzuoli 29.04.1935) [Capo Stazione FF.SS.; Pubblicista] @ Amalia Banchieri (*Napoli 22.04.1867 +Napoli 01.07.1931), figlia di Vincenzo Banchieri [Possidente] & Francesca Persico
1.2. Carminantonio Solimene (Sindaco AV 1820/1822)

ma questi Solimene possono derivare dai Solimene (Solimena), famiglia dell'importante pittore Francesco???

0. Solimene di Salerno => Serino => Solofra (di origine ebraica: Sulayman => Selomoh => Salomone => Solimene)
...
1. Orazio Solimene (*Serino 1578 +22.08.1668) @ Angela Perreca (*1582 +22.02.1672)
1.1. ??? Solimene
1.2. ??? Solimene
1.3. ??? Solimene
1.4. ??? Solimene
1.5. Angelo Solimene (*Canale di Serino 17.11.1629 +Nocera de' Pagani ??.02.1716) [Pittore] @(01.10.1655) Marta Resignano (Marzia de Grisignano)
1.5.1. Francesco Giuseppe Solimena (detto Abate Ciccio) (*Canale di Serino 04.10.1657 +Barra 05.04.1747 [Pittore; Architetto]
1.5.2. Tommaso Solimena (*Nocera de' Pagani 14.03.1659 +04.10.1736) [Giudice della Gran Corte della Vicaria & del Grande Ammiraglio del Regno] @ Angiola ???
1.5.2.1. Marta Solimene [Religiosa nel Monastero di Sant'Anna a Nocera]
1.5.2.2. Cristina Solimene [Religiosa nel Monastero di Sant'Anna a Nocera]
1.5.2.3. Scolastica Solimene [Religiosa nel Monastero di Sant'Anna a Nocera]
1.5.2.1. Orazio I Solimena (*Nocera de' Pagani 1716 +??.02.17??; infante)
1.5.2.2. Gabriele Solimena (+21.06.1775) [Nobile di Nocera de' Pagani; Barone di Altavilla (Silentina); 1° Marchese di Altavilla (Silentina) con Regal Assenso del 22.03.1741 e con la cessione di 62.000 ducati al Re Carlo III di Borbone del feudo già di Troiano Spinelli Conte di Bovalino e Duca di Castelluccia moprto senza eredi; Dottore in Legge; Pittore; celibe]
1.5.2.3. Gennaro Solimena (+20.11.1786) [2° Marchese di Altavilla; Barone di Drago; Presidente Onorario della Real Camera della Sommaria] @ Francesca Farina [Nobile dei Baroni di Casalnuovo]
1.5.2.3.1. Tommaso Solimena [3° Marchese di Altavilla]
1.5.2.3.2. Francesco Solimena [Tenente Colonnello]
1.5.2.3.3. Angela Solimena (*Barra 20.04.1749) @ Giuseppe Capano (+21.09.1795) [Principe di Pollica; Conte di Celso; Barone di Cannicchio; senza eredi]
1.5.2.4. Orazio II Solimena (+??.02.1792) [Avvocato; Pittore; celibe]
1.5.3. Antonia Solimena (*Nocera de' Pagani 17.01.1661)
1.5.4. Anna Solimena [Priora]

0. De Conciliis di Atripalda => Avellino (di origine ebraica: Yekutiel => Concilio => de Conciliis)

"Come indica un documento del 1694, le strutture architettonicamente più rilevanti del Casale erano quelle di proprietà degli Imbimbo. Questi avevano infatti «uno palazzo maggiore in più e diversi membri con cortile, sito e posto dove si dice lo Casale nuovo, seu Largo della SS.ma Annunziata, vie pubbliche da quattro parti», e un altro «palazzo similmente in più membri dove si dice lo Casale nuovo». Erano questi gli edifici principali del quartiere, uno prospiciente direttamente sul Largo, e l’altro, più arretrato, all’interno del Casale. Su quest’area, dal sempre crescente valore locativo, nella seconda metà del XVIII secolo si appuntò l’attenzione di una famiglia emergente, quella dei de Conciliis. Agiati mercanti dell’arte della lana, anch’essi come gli Imbimbo di remota origine ebraica (il nome originario Yekutiel fu prima tradotto con Concilio, e poi latinizzato in corrispondenza con le fortune della famiglia), si erano stabiliti prima ad Atripalda e poi ad Avellino nei primi anni del ‘700 dall’originaria Caprecano, casale di Sanseverino, riuscendo rapidamente a costituirsi un largo patrimonio immobiliare e un’ancora più rilevante disponibilità finanziaria grazie alla lucrosa gestione delle attività industriali e commerciali dei Caracciolo (Dogana, mulini, gualchiere ecc.). Il passo decisivo fu però costituito dall’assunzione, nel 1780, della carica di «Agente ed Erario» del principe da parte di Filippo de Conciliis (1746-1833). Grazie ad uno straordinario quanto per lui assai proficuo “conflitto d’interessi” (come si direbbe oggi), Filippo diveniva infatti allo stesso tempo gestore dell’azienda feudale e assuntore diretto, anche se tramite società costituite da familiari e prestanome, dei principali cespiti della stessa. Ciò determinò una straordinaria concentrazione di potere nelle mani di Filippo e dei suoi familiari, che controllavano allo stesso tempo anche il Capitolo della Cattedrale e l’amministrazione cittadina. Di fatto, i de Conciliis divennero i veri padroni della città, e lo restarono sino alla reazione del 1821, che ne ridimensionò drasticamente il potere, almeno a livello politico. Ne derivò una profonda spaccatura dell’élite avellinese, che da allora si divise in una fazione, largamente maggioritaria, capeggiata dai de Conciliis (Solimene, Pionati, Imbimbo, Greco), alla quale si contrapponeva un’altra, minoritaria ma assai combattiva (Rossi, Barra, del Franco, Criscuoli). La dialettica tra questi due gruppi contrapposti, sin qui non rilevata dalla storiografia locale, era destinata a dominare per lungo tempo la realtà politico-sociale della vita avellinese, precipitando poi nel conflitto del 1799. "