Dubbio: situazione sociale degli antenati

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda smn » lunedì 17 giugno 2013, 17:15

Salve a tutti,
dopo qualche anno di ricerca, rimettendo assieme i vari pezzi, sono venute fuori delle incongruenze nelle posizioni sociali dei vari personaggi, che, almeno ad un inesperto come me, sembrano ben strane.
La famiglia in questione è del sud (Cicciano e Napoli in particolare) e quel che ho notato è che, soprattutto nel XIX sec., negli stessi luoghi convivono persone certamente imparentate (alla lontana) tra di loro che hanno status sociali spesso agli antipodi, faccio qualche esempio: nel 1833, a Cicciano, c' era un don Barbato Vacchiano, decurione cittadino, ricco possidente, etc. che si faceva scorrazzare qua e là da Agostino Vacchiano, il suo cocchiere...oppure, a Napoli, a pochissima distanza dal palazzo sulla riviera di Chiaia di don Bartolomeo Vacchiano, viveva un altro Bartolomeo (sempre Vacchiano), umile domestico, poi succeduto al padre calzolaio nella professione.
Di certo non si tratta di singoli elementi che si arricchivano via via perchè la condizione sociale nelle linee "benestanti" veniva sempre trasmessa di padre in figlio, almeno finchè non decaddero tutti agli inizi del XX secolo.

Come considerate queste incongruenze?

Cordialmente,
E.V.
smn
 
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 17 giugno 2013, 18:30

Bisogna stare attenti perché non sempre persone con lo stesso cognome sono parenti. Anzi, nel caso di famiglie importanti poteva accadere che queste davano il loro cognome a trovatelli.. dunque la ricerca va sempre segnita passo passo.
Consiglio di risalire il filo genealogico dei Vacchiano poveri per vedere se veramente si riallacciano agli altri. Penso ci sia più probabilità negativa ..
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda M.Brivio » lunedì 17 giugno 2013, 18:49

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Bisogna stare attenti perché non sempre persone con lo stesso cognome sono parenti. Anzi, nel caso di famiglie importanti poteva accadere che queste davano il loro cognome a trovatelli.. dunque la ricerca va sempre segnita passo passo.
Consiglio di risalire il filo genealogico dei Vacchiano poveri per vedere se veramente si riallacciano agli altri. Penso ci sia più probabilità negativa ..


Porto il mio giudizio relativo alle aree milanese, lecchese e comasca.
Non c'è un solo motivo per cui persone con lo stesso cognome (e, se dello stesso comune, forse anche parenti) potessero avere status sociali differenti, perchè tale discrepanza fra condizioni poteva essere dovuta ovviamente alla più o meno lontananza dal primo stipite comune fra due rami imparentati fra loro, a questioni ereditarie, a questioni di fortuna/caso e quant'altro.
Ne abbiamo parlato a proposito dei Suardi in una discussione di qualche mese fa, così come ne abbiamo parlato in un altro topic (relativo alla perdita o meno della nobiltà civica), in cui si era visto che, nel caso di altra famiglia milanese (i Mandelli, Conti dal XI secolo, si legga F.CALVI, Famiglie Notabili Milanesi), nell'800, a fianco a rami nobili e ricchi, vi erano altri rami, sempre (o quasi) considerati nobili ma facenti mestieri che l'opinione comune non riterrebbe more nobilium (facchini, giornalai, contadini, fabbri, falegnami). Può essere il caso di cognomi risalenti agli antichi consortili lombardi (ad esempio il cognome Perego), che nelle stesse zone (ad esempio Rovagnate, o Maresso, in Brianza) vedevano coabitare Perego ricchi, Perego nobili o notabili, Perego contadini, ma la maggior parte di essi discendenti (viste ricostruzioni storico-genealogiche di noti studiosi locali tra cui Borghi e Longoni) dalle stesse persone (se qualcuno volesse i riferimenti, gli stati d'anime per i secoli XVI e XVII sono spesso conservati negli archivi parrocchiali dei singoli paesi e diocesano di Milano)
In poche parole, ammesso che anche nella realtà descritta dal nostro amico si possano trovare analogie con i casi da me mostrati, non è poi del tutto infondata l'ipotesi secondo la quale persone portanti lo stesso cognome negli stessi paesi avessero probabilità così alte di NON essere imparentati fra loro, cocchieri o possidenti che fossero.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda smn » lunedì 17 giugno 2013, 19:18

Grazie per le risposte!
Comunque sui membri "poveri" del ramo napoletano ho già fatto delle ricerche, dalle quali è emerso che quegli elementi discendono, molto collateralmente, da un Don Felice Vacchiano, Eletto di Cicciano nel 1706-1709, membro ricco della famiglia, a sua volta discendente cognatico di Giulio Vacchiano, fratello del Magn. Don Paolo (fl. 1610-1660), capostipite del ramo napoletano (quello del primo Bartolomeo)...quindi sono imparentati, così come, probabilmente, lo sono tutti i Vacchiano del sud (non così tanti in realtà...), ma hanno ruoli sociali del tutto opposti, ed è proprio questa estrema stratificazione sociale di una singola famiglia a farmi venire dei dubbi...
Verissimo che vi era l' usanza di dare ai trovatelli il nome di famiglia: un tale Vincenzo ed una Francesca Esposito, adottati da don Lorenzo Vacchiano, ottennero il cambio di nome con tanto di regio decreto nel 1837.

Aggiungo che a Cicciano, non era affatto raro che, sia questa sia molte altre famiglie, avessero, contemporaneamente, membri appartenenti al 1°, al 2° ed anche al 3° ceto, il che fa credere che forse era normale...

Una domanda: è possibile che la presenza tra le file del casato di questi membri "decaduti" sia stata la causa per cui la famiglia non ottenne mai ufficiale riconoscimento di nobiltà (nonostante abbia ottenuto alcuni benefici feudali, abbia rivestito cariche nobilitanti, avesse la continuata vita more nobilium, etc.)?

Cordialmente,
E.V.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda M.Brivio » lunedì 17 giugno 2013, 20:35

Non credo fosse quello il motivo. La richiesta di solito veniva presentata da singole persone relativamente al nucleo familiare; gli altri eventuali rami non venivano esaminati.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda smn » lunedì 17 giugno 2013, 20:40

Ho capito...

Grazie di nuovo,
E.V.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 17 giugno 2013, 22:11

Sulla trasmissione del patrimonio e le strategie familiari c'è il classico G.DELILLE, Famiglia e proprietà nel regno di Napoli (XV – XIX sec.), Torino, Ed. Einaudi, 1988. Delille si occupa molto di famigli nobile e in alcune parti anche di famiglie povere. Le motivazioni per un abbassamento sociale possono essere molte ma Delille considera soprattutto quelle demografico-economiche. La morte prematura del padre gettava nella sventura i figli condannandoli a un matrimonio precoce, a una vita grama e probabilmente a una morte precoce a loro volta. Sulle cause di questa differenza sociale osserverei anzitutto la demografia della famiglia.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda smn » martedì 18 giugno 2013, 10:30

Grazie per il suggerimento! Cercherò di procurarmelo al più presto.

Cordiali saluti,
E.V.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda pierluigic » venerdì 21 giugno 2013, 12:45

.


Area toscana

Ribadendo che il pericolo omonimia e' da tenere sempre presente , considerare i rami poveri come famiglie diverse era la prassi nel passato prossimo ( e credo che questo forum abbia fatto molto per smontare questa quasi convenzione )

E' fortemente indicativo l'utilizzo della dicitura "famiglia estinta" utilizzata in passato in maniera molto semplicistica
I genealogisti dei secoli scorsi ( disponendo di mezzi hai loro limitati ) nella quasi totalita' seguivano genealogicamente solo le linee aristocratiche e/o nobili di una famiglia ( non prendevano in considerazione le linee povere quasi disonorassero la famiglia ) e quando queste si esaurivano dichiaravano tout court la famiglia estinta

Come merita sempre sottolineare chi si occupa della ricostruzione di storie familiari ha oggi a disposizione una quantita di fonti primarie tale che non puo' e non deve accettare aprioristicamente conclusioni troppo datate , troppo stereotipate e troppo poco documentate come quelle del passato
Era allora un altro modo di fare ricerca e questo modo spesso era scarsamente rigoroso e spesso fasullo per 1000 motivi che ora non serve stare ad elencare
Vi e' un unico modo di fare ricerca : utilizzare rigorosamente i dati genealogici , notarili, documentali……

Questi possono riservare molte sorprese ad un modo di pensare tradizionale

A priori si possono dire solo cose generiche che danno solo idee di larga massima
-----------

Uscendo poi dal quesito e spaziando
Considerare i rami poveri come famiglie diverse poteva talvolta avere risvolti legali non indifferenti : si pensi a quei fedecommesso legati al cognome che avrebbero potuto spostare masse ereditarie sottraendole a famiglie nell'orbita del potere ed imparentate a famiglie "estinte"


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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda antonio33 » venerdì 21 giugno 2013, 19:24

M.Brivio ha scritto:....(ad esempio il cognome Perego), che nelle stesse zone (ad esempio Rovagnate, o Maresso, in Brianza) vedevano coabitare Perego ricchi, Perego nobili o notabili, Perego contadini.....

Analoga situazione in Romagna.
Io mi sono fatto un'idea in merito: più la famiglia è antica, più è facile, in epoca recente, che ci sia differenza economica e sociale tra i vari rami.
Mi è capitato di notare antichi rancori tramandati tra i discendenti. Diciamo che, con lo stesso cognome, ci sono i Ricchi e i Poveri. La gente lo sa e, anche se la differenza esiste da almeno un paio di secoli, definisce la famiglia chiedendo: sei uno dei ricchi o uno dei poveri?
E se uno, sin da bambino, se lo sente chiedere ripetutamente, sapendo di appartenere al ramo sfortunato, soffre, ogni volta, per la vecchia ferita...

Saluto tutti.
Antonio
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda Gennaro » venerdì 21 giugno 2013, 20:29

antonio33 ha scritto:
M.Brivio ha scritto:....(ad esempio il cognome Perego), che nelle stesse zone (ad esempio Rovagnate, o Maresso, in Brianza) vedevano coabitare Perego ricchi, Perego nobili o notabili, Perego contadini.....

Analoga situazione in Romagna.
Io mi sono fatto un'idea in merito: più la famiglia è antica, più è facile, in epoca recente, che ci sia differenza economica e sociale tra i vari rami.
Mi è capitato di notare antichi rancori tramandati tra i discendenti. Diciamo che, con lo stesso cognome, ci sono i Ricchi e i Poveri. La gente lo sa e, anche se la differenza esiste da almeno un paio di secoli, definisce la famiglia chiedendo: sei uno dei ricchi o uno dei poveri?
E se uno, sin da bambino, se lo sente chiedere ripetutamente, sapendo di appartenere al ramo sfortunato, soffre, ogni volta, per la vecchia ferita...

Saluto tutti.
Antonio


Stesso posso dire del casertano
Forse qualcuno di voi avrà visto il mio topic aperto sulla famiglia Mirra presente in Campania, mi sono ritrovato nella situazione analoga a quella di SMN.
Non solo ho scoperto che tutte le famiglie Mirra della mia zona (notabili, possidenti, mezzadri,calzolai ecc) hanno lo stesso capostipite...ma nel paesino di mio nonno la differenza esiste tutt'ora e si è tramandata di generazione in generazione attraverso il "soprannome" di famiglia, che si basa sul censo:
Benestanti e Notabili= Mirracchioni
Piccoli proprietari, impiegati= Mirra
Bracciali, calzolai, vaccari= Mirritielli

Tanto semplice quanto efficace [arf2.gif]
Ultima modifica di Gennaro il venerdì 21 giugno 2013, 20:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda contegufo » venerdì 21 giugno 2013, 20:30

Salve

Rimettere in gioco rami e rametti estremamente collaterali in un ipotetica disputa ereditaria è operazione difficile per la mancanza di pezze d'appoggio.
Le parentele più prossime esistevano anche centinaia di anni orsono mentre quelle (da dimostrare) più lontane restavano tali.

A Lucca verso la fine del '700 una cospicua eredità (Benassai) trovò soluzione (prevista dalle leggi del tempo) con l'arbitrato del Vescovo pro-tempore Filippo Sardi che "illuminato dallo Spirito Santo" designò erede di tutte quelle fortune il proprio nepote secondogenito che avrebbe dovuto così proseguire la famiglia in via di estinzione accollandosi cognome e stemma al fine unico di "servire la Repubblica".
Era infatti il Vescovo di Lucca che doveva pescare fra i cadetti delle nobili familgie lucchesi sorteggiando il fortunato
Ma non andò così o meglio alla sorte si sostituirono presunte volontà interpretate a proprio favore dall'alto prelato.
Sbucarono pretendenti da ogni dove perfino un Castacane degli Antelminelli di Fano, prete e un Benassai di Siena che però fu solo ritenuto omonimo per quanto di nobile schiatta e d'altra parte nemmeno lui poté provare agganci col defunto.
Il fidecommesso istituito dallo zio del de cuius impediva che l'eredità potesse passare nè alle donne nè ai chierici per cui due membri della famiglia Mansi che in linea teorica potevano ambire al patrimonio furono esclusi in quanto all'epoca canonici di San Martino (Duomo di Lucca).
Tuttavia questi si insediarono nella villa di campagna rimediando di fatto un usufrutto che cessò alla loro morte.
Poi "la sentenza del Vescovo" avvenuta solo nella prima decade dell'800 concluse la contesa.

C'è da dire che "quel nepote" mai sostituì il proprio cognome con quello dei Benassai nè assunse titolo (Marchese) nè stemma.
Evidentemente la riconoscenza non faceva parte del suo "nobile" bagaglio!
L'intento lodevole dell'istitutore il fidecommesso non fece però i conti con la storia e che la Repubblica di Lucca sarebbe finita con l'arrivo dei francesi nel 1799.

Saluti

Cfr. Una successione ab intestato di Cesare Sardi (Biblioteca Governativa di Lucca)
Ultima modifica di contegufo il giovedì 27 giugno 2013, 13:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda pierluigic » sabato 22 giugno 2013, 1:26

.


Come sei bravo Antonio a scrivere ! e' un piacere leggere le tue righe

------

Per Contegufo

Credo che dovrei aggiungere qualcosa al topic

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=5903&hilit=buonaventura

che ha per oggetto una lapide che gli amici del forum decifrarono per me che non cavavo un ragno dal buco

Ora credo di aver capito qualcosa in piu' cioe' perche' la lapide oggetto del topic era stata affissa da Buonaventura (da non dimenticare che era avvocato ) e di aver capito che la riconoscenza entrasse solo in parte nella motivazione

Il fedecommesso che legava il castello di Fiano ai Carnesecchi maschi era antico : istituito ai primi del cinquecento da Ginevra Carnesecchi
Di generazione in generazione di padre in figlio il castello era pervenuto a Francesco , senatore e uomo estremamente ricco , morto nel 1691 senza alcun figlio
Sua moglie Sestilia Del Rosso eredito' tutte le sostanze del marito trasmettendole ai Del Rosso che si presero tutto ( proprio tutto anche le tombe )
Credo che Buonaventura che apparteneva ad un diverso ramo dei Carnesecchi ( pure questo aristocratico ) facesse fuoco e fiamme per recuperare il tesoro

Credo gli riuscisse di recuperare solo questo castello e quindi la lapide piu' che segno della gratitudine fosse il suo modo di ribadire i motivi del legittimo possesso cioe' il fedecommesso di due secoli prima

Buonaventura vede morire tutti i suoi figli

Il castello passa ad un ramo di Carnesecchi di Pietrasanta

Decisamente il castello porta sfortuna ai Carnesecchi perche' anche questo ramo si estingue

Qui con un gioco di prestigio probabilmente avvalorato dal governo granducale il castello passa ad un ramo degli Aulla pisani disceso per via femminile dai Carnesecchi di Pietrasanta ( anche qui obbligo di assumere il cognome poi non rispettato ) questo nonostante esistessero dei Carnesecchi poveri sicuramente parenti di quelli ricchi ed aventi diritto all'eredita' che nessuno si prese davvero la briga di cercare

La ragione non basta averla bisogna aver forza sufficiente a farla valere

Mi sembra una storia istruttiva anche se un po al limite del fuori tema


Pierluigi
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda antonio33 » sabato 22 giugno 2013, 3:09

[offtopic.gif]
pierluigic ha scritto:.
Come sei bravo Antonio a scrivere ! e' un piacere leggere le tue righe

:oops: :oops: :oops:

Un tale Padoàn, esimio professore, critico severo ed in esilio, non concorderebbe....
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Re: Dubbio: situazione sociale degli antenati

Messaggioda smn » giovedì 27 giugno 2013, 13:01

Ringrazio tutti per le esaurienti risposte e per i numerosi esempi che chiariscono la diffusione di queste anomalie.
In questi giorni ho ridato un' occhiata alle varie carte ed ho trovato prove della diffusa tendenza in questa famiglia (ed a quanto pare in molte altre) di lasciare tutti i beni al primogenito (o comunque ad un solo figlio), cosa che nel XIX secolo, dopo l' unità, produsse ben 13 cause in tribunale intentate da membri collaterali o da parenti acquisiti contro uno degli ultimi proprietari della famiglia, che, visti i suoi agganci (era avvocato, ex-giudice, ed aveva concesso, già da parecchi anni, alla Corte d' appello, che in quel caso lo giudicava, il suo palazzo come sede processuale...), aveva sempre ottenuto sentenza positiva, lasciando tutti i parenti a bocca asciutta...

Cordialmente,
E.V.
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