Siegurd ha scritto:Cercando qualcosa è ufficiale il baldistricca registrato nel 1200, e dando un'occhiata a nomi sparsi i primi sono di origine tedesca:
Ildebrando,
Orlando,
Rodrigo,
Raimondo,
Ma forse è soltanto l'influenza di altre famiglie con cui si sono uniti data la forte presenza di famiglie di origine longobardica o francone
Senza dubbio l'onomastica di origine germanica a partire dall'altomedioevo godette di un così grande prestigio in Toscana (così come nel nord Italia e nelle zone del sud a presenza longobarda) che si diffuse anche tra le famiglie non di origine germanica. Da notare che molte famiglie di origine germanica, longobarda o franca, parlo per l'area fiorentina che conosco meglio, per innalzare il prestigio del casato si fecero però costruire genealogie ad hoc che li faceva discendere da gens romane (e dinastie greche in qualche caso) e non da lignaggi germanici.
Al contrario, qualche nome appartenente all'onomastica greco-latina si diffuse anche tra le famiglie di origine germanica:
in primis Bonifacio (latino
Bonifatius), forse perché era il nome di un santo germanico apostolo della Germania, e Orso, anche nelle forme Urso, Ursino e al femminile.
Riporto qualche estratto da "Nicoletta Francovich Onesti, L'antroponimia longobarda della Toscana: caratteri e diffusione, in "Rivista Italiana di Onomastica", VI, 2 (2000), pp. 357-374.", facilmente reperibile online. In estrema sintesi, in Toscana a partire dall'VIII secolo si registra la formazione di nomi ibridi longobardi-latini. E sempre a partire dall'VIII secolo nelle famiglie di origine longobarda iniziano gradualmente ad alternarsi sia nomi di origine germanica che di origine latina (o greco-latina). E quest'ultimo è un fenomeno che riguarda tutta Italia, non solo la Toscana.
"Sono inoltre assai frequenti nell'antroponimia toscana, soprattutto dell'VIII secolo, le formazioni ibride latino-longobarde come Boni-frid, Boni-chis, Cici-mari, Domni-chis, Dulci-pert, Flori-pert, Luci-fridus, Luci-pert, Magne-frid, Magni-pert, Magni-trudula, Mauri-pert e Mauri-pertulo, Rom-aldulo, Ursi-perto; l'uso di tali composti misti è assai meno diffuso nelle altre regioni. "
"(...) Per quanto riguarda la diffusione dei due diversi tipi onomastici, quello di origine longobarda e quello di tradizione latina, si constata che in Toscana, su un totale di 446 famiglie e discendenze rintracciabili in base alla documentazione disponibile (tutte di VIII secolo, perché prima per la Toscana non si hanno notizie di questo tipo), si trovano ben 186 casi di gruppi familiari e parentele che al loro interno impiegano indifferentemente nomi sia latini che longobardi. Gli altri 260 casi di famiglie toscane a noi note mostrano un'antroponimia interamente germanica. Di questi ultimi, la metà conserva ancora l'antica usanza di imporre nomi allitteranti, o che mostrano la ripetizione di temi ed elementi componenti, tra i membri di una stessa famiglia/discendenza. Ma vediamo alcuni esempi della mistura latino-longobarda all'interno di uno stesso gruppo familiare, che è significativa anche perché gli appartenenti a una stessa famiglia sono anche appartenenti a un medesimo strato sociale.
Abbiamo per esempio il caso, a Lucca (765), di un tale Fortes, figlio di Adoald, che sposa una Alitruda ed ha due figli: Atripert e Teuderad. Il vescovo di Siena Adeodato (715) era cugino del gastaldo senese Godebert. I fratelli Macciulu e Pinculu erano figli di un Alchis (730 Pisa). Un certo Pettu (764 Lucca) era figlio di Alto e padre di Baroncello e Pettula. A Chiusi (763) un certo Baroncello era fratello di Audepert, ed avendo sposato una 'ancilla' Boniperga, detta anche Teudirada, ne ha i figli Bonipert e Leopert. Il 'clericus' Filipert (737 Lucca), figlio di Barucioni, era fratello di Deusdede e Deusdona, ed ebbe un figlio Wilipert. L'aldio Beninato (736 Tuscania) sposò una donna libera di cui non sappiamo il nome, e ne ebbe i due figli Faichisi e Pasquale. Una Bonosula (761 Lucca) era sorella di un Sanduli, a sua volta padre del 'caballario' Mauripertulo e di Lucitrudula, e si noti come tutti i membri di questa famiglia abbiano nomi al diminutivo. Ursoni, fratello di Ghisolf (732 Lavaiano [Pi]), era padre di Auderat e del 'vir devotus' Baronta. Un certo Mindilo (730 Siena), figlio di Godiosuli, aveva i figli Raculo 'porcarius' e Ursulo. L'arciprete di Lucca Sichimund era figlio di un Gundoald (713) e fratello di Theutpert, del gasindo Ratpert, di Godepert, e del vescovo lucchese Talesperianus, il quale aveva un figlio Ursus 'vir devotus', a sua volta padre delle figlie Anstruda e Ursa, badessa. Auripertulo e Geipergula, fratello e sorella, erano figli di un certo Marcianuli minore (761 Lucca; anche qui tutti i familiari hanno nomi al diminutivo). Il nobile pisano Waltfridus (754), più noto come s. Walfredo fondatore del monastero di S. Pietro a Palazzuolo presso Monteverdi in Maremma, era figlio di Ratchausus e mise il nome del nonno al figlio Ratcausus, mentre gli altri suoi figli ebbero nome Gumfredi, Ratchisi, Taiso e Benedictus. (...)
La diffusione di ambedue i tipi onomastici all'interno degli stessi gruppi familiari non è comunque una particolarità toscana, è una tendenza che nell'VIII secolo è ormai largamente generalizzata in tutta l'Italia longobarda. Sarebbe interessante vedere se, nel passaggio da una generazione all'altra, prevalgano i nomi di tipo longobardo dati ai figli da padri di nome latino, o viceversa. In realtà non sembra di cogliere in questo senso alcuna tendenza particolare; i casi di padri dal nome germanico che hanno figli con nomi latini o misti (cfr. Gaudimari padre di Filicissimi, 760 Pescia), più o meno equivalgono, dal punto di vista quantitativo, ai casi inversi di padri dal nome latino che battezzano la prole con nomi di tipo longobardo o misto (cfr. Barutta padre di Gumprandus, 738 Lucca). Talvolta il tipo onomastico salta una generazione, come nel caso di Adoald nonno di Atripert ma padre di Fortes; o come nel caso di Godiosuli nonno di Ursulo ma padre di Mindilo. Si tratta comunque di mescolanze delle tradizioni onomastiche che si sono completate nell'VIII secolo; precedentemente erano rare: per esempio prima del 700 si hanno solo due casi del genere, ovviamente fuori di Toscana perché per quell'epoca non si hanno notizie di parentele in questa regione, come quello del duca del Friuli Lupus (662), padre di Arnefrit e Theuderada."
"(...) Nel periodo avanzato e finale del regno longobardo troviamo dunque una commistione dei diversi tipi onomastici all'interno delle stesse famiglie, una diffusione delle formazioni ibride (come Bonuald, Flavipert, Cospertulo, Arnucciolo etc., indice del compiuto assorbimento linguistico) piuttosto accentuata proprio in Toscana, e infine un uso abbastanza indifferenziato delle due tradizioni onomastiche, latina e germanica, attraverso le varie classi sociali. Le connotazioni etniche sembrano scomparse, nel senso che non hanno più connessioni col tipo di nome, e comunque l'antroponimia non è uno strumento che possa rivelarle. I nomi di origine germanica, diffusi facilmente come si diffondono inizialmente i modelli imposti dalle classi dominanti, si sono già avviati a far parte del comune patrimonio antroponimico italiano; più tardi, in seguito all'apporto degli antroponimi franchi, verso la fine del primo millennio in Italia i nomi di origine genericamente germanica saranno, specie per i maschili, molto diffusi, e frequentissimi nella nostra regione. Non pochi sono continuati fino ad oggi; molti altri, e soprattutto i più antichi, risalenti all'età longobarda, pur se andati in disuso come nomi personali, continuano molto spesso nei cognomi italiani e toscani, come Bonichi, Boniperti, Gozzoli, Magnolfi, o Romualdi."