Pagina 1 di 1

Nobiltà civica?

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2013, 18:44
da PTurnone
Gentili Signori,
volevo sottoporre alla Vostra attenzione un mio dubbio personale.
I membri più antichi della mia famiglia (risalenti al XVI sec.) sono comunemente appellati, e nei registri degli archivi parrocchiali, e in alcune opere bibliografiche (tra le quali "Istoria cronologica della Franca Martina" di Isidoro Chirulli), "Messer", "Magnifico", "Nobile", "Signore" ecc. e le varie consorti presentano quasi tutte il trattamento "Donna". Molti erano Medici o Avvocati e occupavano svariati incarichi comunali.
Quello che mi chiedo è se si possa parlare di nobiltà civica nella Martina Franca del XVI-XVII sec. Antonio Cofano nel suo libro "Storia antifeudale di Martina Franca", parla di "nobili viventi" o "galantuomini" e, tra le altre cose, afferma che di nobiltà generosa o titolata non vi erano che i duchi. Qual è la differenza tra "nobili viventi" e "nobiltà civica"?

Un saluto cordiale

Re: Nobiltà civica?

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2013, 19:10
da Romegas

Re: Nobiltà civica?

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2013, 19:27
da GENS VALERIA
Non ho elementi per entrare in merito alla singola famiglia ( che ha comunque, certamente, caratterische di distinzione) tuttavia si può affermare che la nobiltà generosa è quella distinzione familiare che si trasmette di padre in figlio.
Secondo Bartolo di Sassoferrato “Tractutus de insigniis et armis,1358 (…)”  è essenziale l’appartenenza ad un “ufficium”, in quanto allo stesso era legata la “dignitas”, che a sua volta portava alla “nobilitas” (…) :
Quindi, la nobiltà civica ( familiare e generosa ) era qualità che veniva acquisita attraverso l'esercizio delle cariche pubbliche all'interno di una città o borgo che abbia avuto determinate caratterische .
Storicamente, per essere considerata nobile, una comunità doveva vivere in città o borgo libero ( non soggetto né ad altra città, né a famiglie feudali ) e godere giurisdizione sul contado circostante .
Durante il Regno Unitario ( ma anche prima ), spesso del tutto arbitrariamente, era indicata quale conditio sine qua non per considerare nobile il consiglio civico e conseguentemente le distinte famiglie che lo alimentavano, la cosiddetta separazione di ceto, la quale spesso fu riconosciuta o ignorata dalla legislazione del Regno d' Italia, in base sia ai singoli regolamenti statutari, sia a personalissimi criteri interpretativi, spesso influenzati dai campanilismi delle commissioni regionali della Consulta Araldica del Regno.
Martina Franca non mi pare abbia mai avuto caratteristiche di città libera ( non infeudata ) o di Comune, quindi escluderei l'ipotesi di appartenenza alla nobiltà civica da parte di famiglie di storica distinzione.

Re: Nobiltà civica?

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2013, 0:10
da PTurnone
Vi ringrazio per le dotte delucidazioni.
In che senso va dunque inteso il "Nobilis", il "Messer" o il "Dominus" anteposto al nome? Si tratta di una famiglia notabile di distinta civiltà o fa riferimento a un'origine aristocratico-feudale?

Re: Nobiltà civica?

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2013, 9:33
da GENS VALERIA
Se escludiamo la nobiltà titolata ( "non vi erano che i duchi" ) dobbiamo considerarli come appellativi , forme di cortesia.

Re: Nobiltà civica?

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2013, 10:08
da PTurnone
Grazie ancora di tutto, Gens Valeria!