bretorno ha scritto:Anzitutto mi complimento per l'ottima idea di un forum dedicato alla genealogia ed all'araldica, studi complicati che sembrano riscuotere maggiore interesse all'estero che in Italia (!)
Mi interesso di ricerche in archivio dai tempi dell'università, ed oggi svolgo professionalmente attività di ricerca storico-archivistica con una mia piccola società. Da tempo penso che l'araldica sia appannaggio di esperti (come il moderatore di questo stesso forum), mentre per quanto riguarda la genealogia essa mi appassiona grazie al profondo intreccio con la microstoria del nostro Paese.
Venendo all'oggetto del mio messaggio, sarei interessato ad avere informazioni in merito all'esperienza diretta avuta nell'accesso ai registri di stato civile, in quanto, dilettandomi da tempo nelle ricerche genealogiche sulla mia famiglia, mi è capitato di svolgerne alcune su commissione e di aver avuto reazioni completamente differenti da parte del personale impiegato negli uffici anagrafe dei vari comuni toccati.
Da una parte (largamente diffusa) il totale abbandono e la risposta: fate voi, dall'altra il sospetto e l'affermazione di insormontabili problemi burocratici nell'accesso ai registri, anche trascorsi i canonici settant'anni.
C'è qualcuno che ha avuto esperienze di questo tipo? Qual'è il comportamento da tenere?
Ogni risposta che mi aiuti a capirci un po' di più sarà graditissima.
Cordiali Saluti
Norberto Gallo
Grazie per i complimenti riferiti al forum che ho gradito molto.
È vero che sono membro dell’Accademia Internazionale di Araldica, ma allo stesso tempo sono anche il segretario per gli aspetti scientifici dell’Accademia Internazionale di Genealogia e il Coordinatore del neonato Istituto Internazionale per gli Studi Genealogici e Storia di Famiglia.
Verissimo, in Italia la genealogia non ha ancora sentito l’eco della rivoluzione genealogica degli anni 70 in Francia, e fra gli appassionati a questa materia la maggioranza dell’utenza sembra ancora solo andare alla ricerca di un titolo nobiliare ormai di nessun valore legale in una Repubblica, dimenticando che se la nobiltà non può essere riconosciuta ufficialmente dallo Stato, la Storia di una Famiglia nessuno invece la può rubare ed essa si arricchisce ad ogni generazione di episodi e fatti che possono così – ad ogni generazione - incrementarne il prestigio.
Ho sempre contestato e contesto i falsari di genealogie e anche i loro discendenti che, ormai consci della falsificazione dei loro nonni o parenti, continuano imperterriti a mostrare di credere in quella nobiltà che non esiste e quindi dichiararsi quello che non sono... e per il momento taccio...
L’Italia ahimè pullula ancora oggi di troppi sognatori fuori dal tempo e di troppo poche persone concrete che hanno capito la vera importanza della Storia di Famiglia....
Sono convinto che nessuna associazione in Italia da 10 anni a questa parte (e di questo ne sono orgoglioso) ha fatto tanto quanto l’Istituto Araldico Genealogico Italiano, che con la Scuola di Genealogia, l’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia e la Federazione Italiana delle Associazioni di Genealogia e Storia di Famiglia ha lottato per portare il nostro Paese ad un livello accettabile all’estero in campo scientifico, facendo apprezzare dalla massa questi studi che sino a pochi anni fa erano solo considerati il perditempo dei ceti dominanti o dei loro discendenti o il trastullo di esaltati che vedevano in un documento ritrovato solo una possibile promozione sociale...
Tutti sanno che io sono un sostenitore della Storia di Famiglia per tutti e questo lo dico sia in Italia che nel mondo, non si perda (e non perdetevi) il I Colloquio Internazionale di Genealogia e Storia di Famiglia
http://www.iagi.info/IColloquio/index.htm che sarà veramente una ventata di nuovo in queste materie, le quali devono essere finalmente consacrate allo studio scientifico non solo della genealogia ma di tutte le discipline ad essa collegate.
Ricordo che in questo forum non è possibile farsi pubblicità come genealogisti professionisti, e noi dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e della Scuola di Genealogia consigliamo sempre a chi ce lo chiede di farsi le ricerche da soli, perché crediamo che sia una esperienza indimenticabile ed unica che lascia un ricordo indelebile fra i più importanti della vita.
Ancora sabato scorso in Piemonte al castello di mio cugino vedendo per la prima volta un suo albero genealogico redatto alla metà del secolo XIX (che sino a poco fa era conservato a Roma a casa delle zie), dove venivano riportati i numerosi matrimoni con la mia famiglia (per 5 generazioni hanno sposato le sorelle dei miei ascendenti diretti), ho avuto la sorpresa di scoprire un’altra variante dello stemma di un ramo della mia famiglia in uno di questi matrimoni. E non solo: vedendo il quadro della sua trisnonna che è una mia trizia e più volte cugina (ho contato 12 collegamenti diretti ascendenti con lo stipite comune) ho potuto rilevare che era il sosia di mia nipote figlia di mia sorella...
Tutto questo per dire che gli studi genealogici possono arricchirsi per tutta la vita.
Tuttavia sosteniamo pure che se uno decide di farsi fare una ricerca genealogica da terzi, in questo caso deve rivolgersi a professionisti seri che conoscano bene il loro lavoro e non propinino bidoni.
Del resto è giusto e morale che percepiscano il giusto compenso per il loro lavoro (che non è certo una cifra da poco).
Fatte queste premesse è benvenuto fra di noi e il suo contributo sarà certamente utile a tutti.
Fra di noi ci sono persone che hanno fatto l’esperienza di essere autori della ricerca della propria genealogia e certamente racconteranno della loro esperienza (sia nel forum che in privato).
Se è disponibile ad essere contattato dalle 18 alle 19 dal lunedì al venerdì con molto piacere la contatto telefonicamente e ci scambiamo idee ed esperienze in merito.
Pier Felice degli Uberti