Carlo III de Mari, principe di Acquaviva
Buongiorno a tutti.
Secondo le cronache della città di cui sono originario, Acquaviva in Terra di Bari, nel 1806 don Carlo III de Mari, principe di Acquaviva, prende atto della fresca legislazione “anti-feudale” del nuovo regime Napoleonico –scusate le semplificazioni-, vende tenute, terreni e palazzo principesco e sparisce dalla storia.
In primo, luogo, sarebbe interessante riscovarlo da qualche parte nella genealogia, la quale riesce spesso a illuminare luoghi in cui il faro grosso di sua madre Storia fatica ad entrare, ma anche mi (vi) chiedo: che fine fece il titolo, in seguito al 1806?
La curiosità nasce dal fatto che lo trovo nominato nell’atto di battesimo del bisnonno di mio nonno, nel 1810. Di questo avo “fu compadre il Sig D. Pasquale Perrone Agente Gen.le del principe di Acquaviva”.
In primo luogo, la frase può essere interpretata nel senso di una procura? Il Perrone è compadre per procura, per cui agente del principe, o ha la qualifica “professionale” di agente generale del principe?
E poi, chi è il prinicipe di Acquaviva nel 1810? Ancora il de Mari? Questo mi incuriosisce un bel po’, perché il padre del battezzato, Leonardo Bellisario, fu sindaco di Acquaviva dal 1806 al 1809, cioè nei primi anni del regime di Giuseppe Bonaparte, regime che aveva spodestato il principe: perché il primo sindaco “napoleonico” sceglie l’agente del principe “cacciato” (o addirittura il principe per procura) come padrino del figlio?
So che non ci dormirete la notte adesso che vi ho posto la questione, e anche voi avrete necessità di capire
un cordiale saluto
Secondo le cronache della città di cui sono originario, Acquaviva in Terra di Bari, nel 1806 don Carlo III de Mari, principe di Acquaviva, prende atto della fresca legislazione “anti-feudale” del nuovo regime Napoleonico –scusate le semplificazioni-, vende tenute, terreni e palazzo principesco e sparisce dalla storia.
In primo, luogo, sarebbe interessante riscovarlo da qualche parte nella genealogia, la quale riesce spesso a illuminare luoghi in cui il faro grosso di sua madre Storia fatica ad entrare, ma anche mi (vi) chiedo: che fine fece il titolo, in seguito al 1806?
La curiosità nasce dal fatto che lo trovo nominato nell’atto di battesimo del bisnonno di mio nonno, nel 1810. Di questo avo “fu compadre il Sig D. Pasquale Perrone Agente Gen.le del principe di Acquaviva”.
In primo luogo, la frase può essere interpretata nel senso di una procura? Il Perrone è compadre per procura, per cui agente del principe, o ha la qualifica “professionale” di agente generale del principe?
E poi, chi è il prinicipe di Acquaviva nel 1810? Ancora il de Mari? Questo mi incuriosisce un bel po’, perché il padre del battezzato, Leonardo Bellisario, fu sindaco di Acquaviva dal 1806 al 1809, cioè nei primi anni del regime di Giuseppe Bonaparte, regime che aveva spodestato il principe: perché il primo sindaco “napoleonico” sceglie l’agente del principe “cacciato” (o addirittura il principe per procura) come padrino del figlio?
So che non ci dormirete la notte adesso che vi ho posto la questione, e anche voi avrete necessità di capire
un cordiale saluto


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