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Conti Negroni

MessaggioInviato: martedì 3 aprile 2012, 22:37
da Romegas
Cerco notizie di due personaggi di questa famiglia romana, oriunda bergamasca, di nome Giuseppe e Luigi che appartenevano alla Guardia Nobile Pontificia, il primo nel 19° secolo, il secondo nel 20° secolo, mi sembra con il grado di esente. Ringrazio anticipatamente chi mi viene in aiuto.
Piero59

Re: Conti Negroni

MessaggioInviato: martedì 3 aprile 2012, 23:32
da Antonio De Battisti
Gentile Piero59,
ben magro il mio bottino e, come se non bastasse, riguardante unicamente la figura di Giuseppe ... Mi auguro intervenga una voce più esperta a suffragare il Suo quesito.

Fonte : Spreti
[...] Il conte GIUSEPPE Negroni, erede dell'ultimo duca D. Luigi Caffarelli, fu autorizzato da Sua Santità Pio IX ad assumere il cognome ed il titolo di duca Caffarelli. L'attuale duca Don Francesco Caffarelli è un Negroni. [...]

http://roglo.eu/roglo?lang=it;i=443022
http://www.genealogics.org/getperson.ph ... 1&tree=LEO

Cordiali saluti

Re: Conti Negroni

MessaggioInviato: mercoledì 4 aprile 2012, 10:25
da antonio33
Sarei molto interessato anch'io ai conti Negroni, in particolar modo al ramo di Vetralla.
Qualcuno ha notizie?
Ringraziando, saluto tutti.
Antonio

Re: Conti Negroni

MessaggioInviato: giovedì 5 aprile 2012, 0:50
da Delehaye
qui c'è MOLTO: viewtopic.php?f=3&t=4058

Terreni annessi al podere detto Cinque Camini, sito nella suburbio di Roma presso il Colle del Truglio, limitati a ponente dal vicolo degl'Irlandesi, e dalle altre parti dall'istesso podere di Cinque Camini, di proprietà del signor conte Pier Luigi Negroni (1878).

Enrico Negroni, figlio di Ferdinando Negroni, morto il 22 luglio 1854 nella rivoluzione di Parma.

Il 18 dicembre 1889 il Tribunale di Frosinone dà incarico all’ingegnere civile Boldi Marco, con studio tecnico a Roma, di eseguire una perizia giudiziaria nella causa civile tra il marchese Anton Filippo Ferrari e il conte Pier-Luigi Negroni “… per un diritto esclusivo di pesca vantato dal 1° nel fosso Amaseno, a confine dei territori di Strangolagalli e di Monte S. Giovanni e precisamente alla foce del Fosso istesso nel fiume Liri,”10.
Anche in questo caso si vantano antichi diritti, come vedremo, che risalgono molto indietro nel tempo, ma che vengono messi in discussione, essendo i tempi cambiati.
Per chi non conoscesse lo scenario in cui si svolsero i fatti, spiego che l’Amaseno è un fiumiciattolo (viene chiamato fosso) che nasce nei pressi di Rendinara, a circa mille metri d’altezza, ai confini con l’Abruzzo, costeggia la Certosa di Trisulti, scende verso l’Abbazia di Casamari, lambisce Monte San Giovanni Campano, per finire nel Liri nei pressi di Strangolagalli. Oggi è quasi scomparso. In passato però aveva più importanza ed è ricordato da Virgilio nel libro VII dell’Eneide per la leggenda di Camilla e di suo padre Metabo11.
Nei pressi della confluenza dell’Amaseno nel Liri, la famiglia del marchese Ferrari vantava un diritto esclusivo di pesca, che “… nell’Agosto del 1593, la Comunità di Monte S. Giovanni, donava al Capitano Pomponio Ferrari, in compenso dei molti servizi ch’egli aveva resi a quella universalità”12.
In passato molto pescoso, il Liri era diventato già nell’Ottocento povero di pesce, essendo cresciuta la popolazione (e quindi i pescatori), le tecniche di pesca divenute più raffinate e l’industria (cartiere specialmente) più sviluppata. Pertanto il marchese Ferrari s’ingegna di avere ancora abbondanza di trote, cercando le condizioni migliori di pesca. Quali sono le cause che allontanano il pesce dall’Amaseno e dal “nassaro”? Ne vengono elencate diverse: rumori molesti, tagli degli alberi, spari di cacciatori, ecc. … Copertamente il Marchese incolpa di questo mancato introito giornaliero di pesce (si parla di kg. 40) i proprietari dei fondi situati sulle due rive dell’Amaseno, cioè il conte Negroni, che ha fondi sulla riva destra, e il conte Lucernari, che ha fondi sulla riva sinistra.
Il rimedio? Non si dovranno tagliare alberi nel periodo della pesca, dovranno tracciarsi stradelli lontano dalle rive, in modo che i pesci non vedano i pescatori e non scappino, non si dovranno fare rumori molesti. Questo è ciò che l’ingegnere perito propone al tribunale.
A noi non interessa l’esito della controversia. Sono interessanti le notizie sul luogo13, su diritti ancora esistenti e non più accettabili, su abusi (come quello di cancellare con l’aratro uno stradello), sul modo di pescare. Si parla ancora delle nasse, delle reti usate (si deplora che per avidità di lucro vengano pescati i pesci troppo piccoli che impoveriscono il fiume), specialmente del “nassaro”, un sistema di chiusura totale dell’Amaseno con nasse speciali, che, unito alle reti, impedisce al pesce di fuggire.
Ancora più interessante la descrizione della fauna ittica presente nel Liri (le trote entrano dal Liri nell’Amaseno per la riproduzione in quanto le acque del torrente sono più calde): “Il Liri ha sempre avuto fama di pescoso e senza dire delle lamprede, degli Storioni, delle trote, e dei crostacei, per cui, nel suo corso inferiore (Garigliano), andava famoso nella antichità; nel tratto che c’interessa ha sempre dato, fino a non molti anni fa abbondante prodotto di trote (Trotta fario Linn.o), di Squali (Squalus cavedanus B. p), di barbi (Barbus plebejus Val.), rovelle (Leuciscus aula B. p), anguille (Anguilla vulgaris).”14
Le grandi riforme napoleoniche non riuscirono sempre a spazzare via subito privilegi goduti per secoli: passarono altri decenni prima che lo Stato imponesse la sua giurisdizione su strade, ponti e fiumi.
10 A.S.F., Tribunale di Frosinone, Verbali di Istruttoria, reg. 363, b. 321, pag. 2 ( la numerazione delle pagine è mia, n.d.a. ).
11 Cfr. Valentino Visca, Monte San Giovanni Campano e Canneto nei secoli, 2008, vol. I, pagg. 9-13.
12 ASF, Tribunale di Frosinone, ecc..,pag. 12.
13 Anche in questo episodio riferito si parla, come nel precedente, di un mulino, che si doveva raggiungere attraversando l’Amaseno. L’importanza dei mulini nel passato era notevole. L’autore di questo articolo sta lavorando sulle antiche mole di Fontana e spera di farne una pubblicazione.
14 ASF, Tribunale di Frosinone, pag. 11.



Luigi Negroni sposa Donna Sofia (+ 1926), settima figlia del Conte Don Girolamo Rusca (+ 1857), Giudice del Tribunale di Lugano, avvocato, Tenente Colonnello, Tesoriere del reggimento Veliti delle Regie Guardie Imperiali, Colonnello capo di divisione del Ministero della Guerra del Governo Provvisorio milanese del 1848, e di Marianna Riva, figlia del Conte e Generale Raffaele Riva.





Il Negroni è un cocktail alcolico dal tipico colore arancione, ideato a Firenze nel 1919-20 dal conte Camillo Negroni.
Negli anni ’20 il Conte frequentava il Caffè Casoni, ora chiamato Caffè Giacosa, di Firenze e, stanco del solito aperitivo Americano, chiese al barman Fosco Scarselli, dell’aristocratico Caffè, una spruzzatina di Gin in sostituzione del seltz al suo Americano in onore agli ultimi viaggi londinesi.
E così nel caffè di Via de' Tornabuoni, quello che per il conte era «il solito», divenne per gli altri un'Americano alla moda del conte Negroni ovvero un «Americano con un'aggiunta di gin», e prese il nome del conte che tanto lo amava. Oggi come allora il cocktail è considerato uno dei più famosi aperitivi italiani, e in tutto il mondo viene ordinato semplicemente Negroni.[senza fonte]
Cavalcando l'onda del successo, un imprenditore, certo Cavaliere Guglielmo Negroni, nato a Villanova sull'Arda vicino a Busseto nel 1889, ma non parente del conte Camillo, nel 1919 fondò a Treviso (TV), Italia, l'Industria Liquori Negroni, oggi denominata Distillerie Negroni e realizzò tra i vari prodotti l'omonimo Antico Negroni 1919.





qui lo stemma dei conti Negroni: spaccato nel primo d'argento a due mori al naturale posti di fronte, tenenti tre frecce una in palo e due decussate; nel secondo d'argento a tre sbarre d'azzurro
(link http://digilander.libero.it/sandrobasse ... nimori.gif e http://digilander.libero.it/sandrobasse ... abbate.gif)
e qui la loro storia: http://www.sandrobassetti.it/monterubia ... groni.html

Re: Conti Negroni

MessaggioInviato: giovedì 5 aprile 2012, 19:18
da antonio33
Grazie.
Mi piacerebbe sapere quale dama di casa Negroni sposò tale Giandomenico Baciocchi, che dovrebbe essere nato nel 1706.
Dovrebbero essere vissuti a Vetralla. Altro non so.
Ringrazio ancora. Antonio