Caro Antonio,
ecco qualche notizia tratta dalle Genealogie dello Zanotti.
La famiglia Lettimi proveniva da Maiolo. Il primo personaggio che lo Zanotti rintraccia è Gian Francesco che dal 1626 è agente a Poggio Berni per il Duca Francesco Maria della Rovere
Parentesi su Poggio Berni.
Paolo II nel 1465 riconosce a Violante da Montefeltro, vedova di Malatesta Novello, le donazioni che questo le aveva fatto in vita, tra cui quella di Poggio Berni. Violante vende la tenuta della Tomba di Poggio Berni ai veneti fratelli Zani, dai quali nel 1473 il cardinale Stefano Nardini la acquista per il nipote conte Cristoforo Nardini di Forlì. Nel 1489 i Nardini cadono in disgrazia e per evitare il carcere cedono molti beni, tra cui Poggio Berni, alla Camera Apostolica che rivende la tenuta a Giovanni della Rovere, cognato del duca d'Urbino e padre del futuro duca Francesco Maria. Nel 1493 Giovanni della Rovere vende a Domenico Doria, che dopo pochi mesi rivende a Guidobaldo I duca d'Urbino; alla morte del duca i beni sono della vedova Elisabetta Gonzaga, che nomina erede il fratello Alessandro. Nel 1526 Alessandro Gonzaga vende alla nipote Eleonora, moglie di Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino. Poggio Berni rimane dei della Rovere (a parte una brevissima parentesi dei Carpegna) fino a quando Vittoria della Rovere, nipote di Francesco Maria II, sposando il granduca Ferdinando II de Medici, porta alla famiglia granducale la tenuta, alla quale resta fino all'estinzione della casata, nel 1738. Resta agli Asburgo-Lorena fino al 1763, quando viene venduta nuovamente alla Camera Apostolica, che nel 1778 la rivende ai principi Albani. Nel 1889 il principe Cesare Albani vende il Palazzo e le pertinenze all'avvocato Marcosanti (la tomba di Poggio Berni infatti al giorno d'oggi è conosciuta come Palazzo Marcosanti). Il Palazzo nel 1974 verrà poi venduto ai Valloni.
Chiusa parentesi.

Il figlio di Gian Francesco,
Andrea, fu notaio e per diversi anni Segretario della Comunità riminese. Sposò Caterina di Sebastiano Calbini. Testò nel 1678. Maria di Gian Francesco sposò Giacomo di Fantino Fantini della Valle di S. Anastagio. Andrea ebbe per fratelli Rinaldo, Giovanni (sp. a Lodovica di Lodovico Ragusi) e Giustina.
Claudio Almerico di Andrea
ottenuta che ebbe rinuncia da Elisabetta Parri per lo stupro preteso commesso da lui nella Persona di Lei, che a 30. Ottobre 1683 ne cassò ogni querela contro desso avanzata nella Curia vescovile, facendosi però preventivamente costituire la Dote di scudi 40, che sborsò Giulio Sebastiano Turri fratello uterino di esso Claudio Almerico [...] andò ad abitare a Verucchio, dove abitava anche Giulio Sebastiano. Sposò Giulia del Cap. Francesco Maria Massaioli, e morì il 30 luglio 1716. Giulia Lucrezia di Andrea sposò Camillo Antonio Pasini
Fisico di Lonzano che abitava a Rimini fin dal 1689.
Andrea di Claudio Almerico venne aggregato alla nobiltà cittadina nel 1770. Sposò Francesca di Gaudenzo Ceci, notaio riminese. Delle sorelle, Lucia sposò Carlo Cesare Ressi (?), nobile di Cervia e Cinzia fu monaca nel monastero di S. Eufemia. Andrea morì ultraottuagenario il 18 marzo 1797.
Da Andrea nacquero Claudio, Giovanni, Giulia (sp. Pietro Guiccioli, nel 1747 le venne assegnata una dote di 1000 scudi), Lucia (sp. dott. Giuseppe Baldini, nel 1750 le venne assegnata una dote di 1000 scudi), Cinzia (sp.Vincenzo Stefani di Pesaro, dote di 2400 scudi) e Marianna (sp. dott. Fisico Giuseppe Luigi Poggiolini nobile di Imola, nel 1769 una dote di 2400 scudi). Claudio nel 1780 acquistò alcuni beni nel territorio di Verucchio dal conte Roberto Sassatelli.
Da
Claudio e dalla contessa Bianca Frissino (?) nacquero Ottavio, Girolamo e Ludovico, viventi all'epoca della compilazione dello Zanotti.
Saltiamo al nostro patriota Andrea Lettimi (1814-1896) (evidentemente un nome ricorrente in famiglia), che dal matrimonio con Lucia Zavagli (1825-1882) ebbe Ludovico (1852-1882), Claudio (1849-1887) autore e traduttore di poesia, Giovanni (1855-1903), pianista, lasciò in eredità al comune, affinchè vi alloggiasse le scuole di musica, il proprio palazzo in via Tempio Malatestiano (l'attuale Palazzo Maschi-Marcheselli-Lettimi, in rovina) e Costanza (1856-1913) sposata a Domenico Francolini. Delle decorazioni del grande salone nobile rimangono alcuni lacunari con storie di Scipione l'Africano, opera di Marco Marchetti da Faenza, esposti presso il Museo della Città.
Questo lo stemma Lettimi:

un saluto

Luca