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Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 20:38
da contegufo
Salve -1

A proposito di Antoni Gaudì
.....Tra i suoi capolavori, sempre a Barcellona, che esprimono una concezione spaziale dinamica originale,
sono da ricordare Casa Güell (1885-89) ( il conte Guell era un ricchissimo e colto industriale ammiratore di Ruskin e Wagner).....


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Stemma


Aspettiamo contributi più araldici e genealogici sulla nobile casata dei conti Guell dall'Amico Antonio.

Cordialmente

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 21:00
da adj
Sono un estimatore di Gaudì, ma questo stemma sembra più un'insegna da barbiere.

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(dal sito http://thehistoryofthehairsworld.com/is ... bieri.html)

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 21:47
da contegufo
Salve

Direi che l'interpretazione di Gaudì non ci lascia capire quali i colori e quali gli smalti tuttavia credo che l'intesa fra il committente e l'autore fosse all'unisono, nel lasciare ai posteri i dubbi del caso.
Anche la corona di Conte appare abbondante in quanto a minimalismo araldico...........
Sembra rovesciata (a 9 punte?) per proporre un quasi nido all'aquila sovrastante.

Comunque sia è esempio illuminate da proporre nei moderni testi di Araldica.

Saluti

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 22:33
da Antonio De Battisti
Caro Contegufo,
sono a ringraziarti della tua costante fiducia, ma non ho la bacchetta magica. Così, di primo acchito, ho rinvenute queste minute notizie facilmente reperibili.
Spero a tarda sera (devo ancora cenare) di apportarne altre, ma la vedo dura. Lascio volentieri, quindi, il testimone ad altri più attrezzati, considerando anche che da domani, per almeno due giorni, sarò assente causa forza maggiore.

Arma Güell : Partito : al I di rosso alla banda d'argento ; al II di rosso alla croce trilobata d'argento accantonata da quattro gigli nodriti d'argento.
Alias : Partito : al I di rosso a due bande d'oro ; al II d'azzurro a cinque stelle d'argento poste in decusse ; alla bordura d'argento con questo lemma in lettere di nero : " Si ergo me queritis sinite hos abire ".

http://ca.wikipedia.org/wiki/Comtat_de_G%C3%BCell
http://es.wikipedia.org/wiki/Eusebi_G%C3%BCell


Antonio

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 22:34
da Destavara
Salve,
chiedo scusa per l'intromissione, ma augurandomi che il modo di commentare quest'oggetto di Gaudì da parte di adj sia uno scherzo, o una provocazione benevola, volevo ringraziare contegufo per avere permesso (senza dubbio casualmente) anche a me di sapere che Gaudì fu abile anche a reinterpretare la disciplina araldica: non conoscevo ancora tale decorazione di Palacio Guell, Gaudiana in tutto e per tutto: una interpretazione tutta onirica, per un oggetto medievale e assolutamente liberty e assolutamente unico che ci regala la visione di uno stemma-scultura a tutto tondo... a fine '800... Scusate se è troppo (o poco) per... un'insegna da barbiere [yikes.gif]
Saluti, D.

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: domenica 29 gennaio 2012, 22:46
da Destavara
Sono andato a cercare notizie su palacio Guell, e sul web stesso ho letto che proprio questo stemma reca la scritta "Ieri pastore, oggi patrizio", motto riferito all'ascesa sociale di Guell.

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: lunedì 30 gennaio 2012, 23:22
da contegufo
Salve

Tutte le opere di Gaudì richiedono attenta analisi con accurata lettura critica e senza saperne di più ci si avventura in pareri probabili a cui manca la certezza di una più vasta informazione.

Nel caso in questione andrebbe prima di tutto stabilito se lo stemma era concepito fin dall'inizio così come oggi lo osserviamo fra le due aperture a profilo parabolico oppure è stato giustapposto in un secondo tempo.
A mio parere anche se il concetto di sobrietà in Gaudì non è prevalente sull'idea onirica nella sua progettualità lo stemma così com'è farebbe pensare ad un qualcosa aggiunto a riempimento di uno spazio vuoto che come tale avrebbe dato respiro alla facciata.
Comunque sia anche se giustapposto poteva esser leggermente meno invadente pur mantenendo le coordinate del proposito iniziale.
L'idea di proporre uno scudo bandato estrapolando un effetto tridimensionale rispetto alla pratica comune dell'immagine piatta (bidimensionale) è interessante nella sua innovazione facendolo assomigliare al cilindrico torciglione della tipica insegna dei barbieri (Adj).
Il tutto ha l'aspetto del divertissement in quanto lo scudo così come ci è stato descritto (Antonio De Battisti) non appare compiuto lasciando spazio solo alla partizione di sx ed immaginando il fondo a pattern esagonale quale metallo (oro?), (argento?).
Se poi osserviamo la posizione della corona, rivolta all'ingiù il sospetto prima accennato diverrebbe certezza nell'idea che simbolo di Conte avesse valore effimero tanto da esser addirittura capovolto proponendolo come nido dell'aquila (imperiale?).
Lo stemma assume quindi doppia valenza nell'esprimere contemporaneamente gloria e tributo al padrone-committente del'opera (Conte Guell) e una marcata autoironia racchiusa nel motto della casata "Ieri pastore oggi patrizio" (Devastara).

Cordialmente

Re: Gaudì e il Conte Guell

MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2012, 15:43
da Destavara
contegufo ha scritto:Salve...
...Nel caso in questione andrebbe prima di tutto stabilito se lo stemma era concepito fin dall'inizio così come oggi lo osserviamo fra le due aperture a profilo parabolico oppure è stato giustapposto in un secondo tempo.
A mio parere anche se il concetto di sobrietà in Gaudì non è prevalente sull'idea onirica nella sua progettualità lo stemma così com'è farebbe pensare ad un qualcosa aggiunto a riempimento di uno spazio vuoto che come tale avrebbe dato respiro alla facciata...
...Cordialmente



Salve,
nel concordare su molti aspetti delle sue considerazioni che qui non ho citato per intero, sarei però dell'opinione che lo stemma sia assolutamente autentico e parte integrante della facciata (al meno della parte inferiore in cui si identifica l'ingresso): lo stemma non è posticcio nè successivo, anzi si nota bene come esso sia parte integrante delle inferriate di protezione della finestratura del piano terra; infatti l'inferriata della finestra sottostante "diventa" lo stemma "tridimensionale", che però non è posto lì a mascherare un muro piatto, ma costitusce a sua volta l'inferriata di un'altra finestra, quella che consente di controllare dall'alto tutto l'ingresso del palazzo in tutta sicurezza. Altro raro caso di genialità, lo stemma serve anche a qualcosa d'altro rispetto ai canoni che ci aspetteremmo, con quanto di simbolico possiamo dedurre.
Gli elementi in sostanza sono fusi tra loro e non certo per caso, secondo me l'atto progettuale fu uno soltanto.
Saluti, D.