“Sisto V stabilirà l’esercizio alternato dei due principi nel loro ufficio presso il Santo Padre per contare nel contempo sul servizio di due famiglie rivali. Il ruolo di principe assistente consisteva nel precedere il papa nel corteo pontificio e nel rimanere in piedi alla sua destra quando era seduto in trono, magari per ore e ore. Alla messa del papa, il principe gli porgeva una vaschetta d’argento per le abluzioni e gli portava, sotto un velo, le sacre specie per l’offertorio. Il principe indossava una magnifica uniforme «alla spagnola», con jabot e polsini di pizzo, spada e mantelletta di seta nera”. Vedi Chélini Jean, Il Vaticano ai tempi di Giovanni Paolo II.
Paolo VI, rispondendo nel 1964 agli auguri di Capodanno del patriziato romano, annunciò a questo che avrebbe posto termine alla sua esistenza quale corpo costituito in seno alla corte pontificia . “ Non siamo più , come ben sapete, il sovrano temporale attorno al quale, nei secoli passati, si riuniva l’ambiente sociale cui appartenete. (…) Non siamo più in grado di conferirvi uffici, benefici, privilegi, vantaggi derivanti dall’organizzazione di uno Stato temporale. Non siamo più in grado di accogliere i vostri servigi, inerenti a una amministrazione civile. Noi siamo umanamente poveri davanti a voi”.
Dopo il motu proprio "Pontificalis domus" (28 marzo 1968) furono soppresse tutte le cariche della casa pontificia tradizionalmente riservate alle famiglie romane; vennero mantenuti solo i due Assistenti al Soglio (non più detti Principi Assistenti)
Apporti dal mio lavoro di tesi.
Cordialmente