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Varie sui diplomi di investitura...

MessaggioInviato: venerdì 19 agosto 2011, 16:42
da M.Brivio
Carissimi,
mi sfuggono alcune informazioni riguardanti gli atti di concessione di titoli (diciamo nel XVII e nel XVIII secolo). Cercherò di essere schematico.

Poniamo che il signor X sia stato creato Barone di Y:

1. Esisteva una particolare cerimonia di investitura di un feudo, o al signor X un bel giorno capitavano a casa le lettere patenti? (Dubito gli venissero date senza che lui ne fosse già prima al corrente, anche perchè, nel caso del documento che ho sottomano, l'investituro ha presentato delle carte, forse vincolanti, prima di ricevere l'atto, si veda il punto 2)

2. Oltre ad avere avuto particolari meriti nei confronti del Sovrano, il signor X doveva avere altri requisiti? Lo chiedo perchè mi è capitato tra le mani un atto di concessione in cui il Sovrano, per mano del suo cancelliere/notaio camerale o chi altro, prima di concedere effettivamente il titolo, elogia alcune virtù dell'investito e del suo nucleo familiare (figli, in questo caso), ed inoltre ribadisce l'ascendenza dell'insignito "ex certis fide dignis litteris testimonialibus coram nobis productis" da una famiglia omonima (e a quanto pare, proprio la stessa) già nobile ed investita di feudi.

3. è normale che il Sovrano concedesse titolo e predicato senza specificare dove si trovasse questa terra infeudata (per esempio, senza localizzare Y, ma dicendo solo che dava al signor X il titolo di Barone sopra il predicato di Y)?

4. Occorrevano sempre testimoni dell'atto in questione?

5. Quante copie si producevano dell'atto? Una presso gli archivi statali, e una alla famiglia?

6. Allegato al documento c'era sempre il disegno dello stemma, o una descrizione dello stesso?

7. Chi sceglieva come creare lo stemma? Il Sovrano? Il futuro investito?

Ok, la carne al fuoco è molta. Scusate, forse sono delle banalità, ma non so proprio come avvenisse, nella pratica, un'investitura. Grazie