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Un'autorizzazione al matrimonio?

MessaggioInviato: sabato 25 giugno 2011, 8:59
da scifoni.d
Buon giorno a tutti i membri. durante l'ultima ricerca di cui mi sto occupando è emerso all'interno di un processetto matrimoniale del 1809 questo curioso documento che sottopongo alla vostra attenzione e di cui gradirei ogni chiarimento possibile. Si tratta in apparenza di una autorizzazione a celebrare, a presenza di testimoni, il matrimonio. Quello che mi incuriosisce soprattutto [hmm.gif] è il tipo di rapporto che poteva intercorrere tra le due persone autorizzante-Apollonia Casale- ed autorizzato-Marco Bafato- (che sembra di tipo medievale o residuo di tale età) e quando tale pratica era richiesta da parte degli organi ecclesiastici.
L'ambito di provenienza del documento è lo Stato Pontificio in specifico la diocesi di Velletri.
vi ringrazio fin d'ra per le cortesi risposte [king.gif]

http://imageshack.us/photo/my-images/83 ... 58ww.jpg/#

Re: Un'autorizzazione al matrimonio?

MessaggioInviato: sabato 25 giugno 2011, 19:28
da Sindaco
In mancanza di altri elementi, la butto lì...
Per sposarsi era necessario il consenso di un genitore, normalmente il padre.
In questo caso l'autorizzante potrebbe essere la madre, e l'autorizzato il figlio minore, magari orfano di padre.
Dai nominativi contenuti nel processetto sarà facile valutare se ho azzeccato o meno [hmm.gif]

Re: Un'autorizzazione al matrimonio?

MessaggioInviato: domenica 26 giugno 2011, 10:26
da scifoni.d
Buon giorno Sindaco. Anzi tutto mi scuso per la carenza di informazioni postate [notworthy.gif] e vado a rimediare..
Lo sposo,Marco; era nato nel 1786, da Benedetto (+1837) e Felicita (+1791), alla data del matrimonio il suo parroco dichiarò che fino all'aprile del 1803 era vissuto presso la sua curia natale. a 16 anni e mezzo quindi lasciò la sua dimora....lo ritroviamo ventitreenne al suo matrimonio a Velletri (ove era evidentemente emigrato o giunto alla fine di una serie di spostamenti....).
Ora grazie al tuo suggerimento sono giunto a due ipotesi: [hmm.gif]
1 Egli andò sotto tutela della detta Apollonia Casale, in quanto minorenne alla data dell'emigrazione (e penso anche a quella del matrimonio in quanto la maggiore si raggiungeva a 25 se non erro), magari impiegato come inserviente o lavorante generico presso una famiglia abbiente.
2 Apollonia Casale acquisisce su Marco una specie di patria potestà attraverso un meccanismo che non conosco e che, nonostante un genitore fosse ancora in vita, gli consenti di autorizzare il matrimonio.
Con queste ipotesi e dati in più si può provare ora a delineare una situazione più chiara??

Re: Un'autorizzazione al matrimonio?

MessaggioInviato: giovedì 7 luglio 2011, 13:17
da Sindaco
La prima ipotesi mi sembra decisamente plausibile.
I servitori e i "dipendenti" domiciliati presso la famiglia dei "datori di lavoro" erano considerati parte della famiglia, anche nei censimenti, specialmente nel '700.
Ragionevolmente, potrebbe trattarsi di un caso del genere.
Se così fosse, sarebbe interessante cercare, tra gli atti notarili del paese di provenienza, un eventuale contratto di lavoro, con cui di norma il padre si impegnava a mandare il figlio a lavorare per tot anni presso la casa di Tizio con la mansione x o y.
Con un po' di fortuna, e sempre ammesso che questa sia la strada giusta, si potrebbero trovare notizie interessanti! [thumb_yello.gif]