Franco Benucci ha scritto: ( La presenza nel Maggior consiglio ) (...) appunto ne costituiva la necessaria premessa: al momento di serrare, chi era dentro era dentro, chi era fuori era fuori. Il patriziato è nato dopo, ma le premesse di "nome antico ed illustre, collegato alla storia del ducato e della città" ovvero "ufficio pubblico di rilievo” (le due cose spesso coincidevano, come coincideranno poi) erano poste da prima: infatti tutte le prosopografie si dilungano su venivano da, costruirono questa e quella chiesa, erano tribuni ecc.
Quella che è passata alla storia come
Serrata del Maggior Consiglio fu in realtà una ... trasformazione costituzionale progressiva, non una
mannaia, non una “chiusura” improvvisa.
Nel 1297 inizia una trasformazione che circoscrive ad una
élite protetta da privilegi e ristretta l’appartenenza del ceto di governo. Nel 1223 ("seconda Serrata" ) viene regolata la esclusione delle famiglie che non avevano fatto parte del Consiglio negli anni precedenti al 1297 ma, solo una cinquantina d’anni dopo, vengono aggregate una trentina di famiglie distintesi durante la guerra di Chioggia.
Decisamente, non devo essermi spiegato bene sul concetto di nobiltà veneziana o meglio la qualità nobiliare delle famiglie che attorniavano il
dux, come
proto-ceto di governo della Serenissima ( e come riportato dallo Zorzi ) nonchè come da te giustamente e ottimamente argomentato, esisteva ben prima della “chiusura” :
Si può considerare l'esclusione solo di ciò che esiste e lo
status nobiliare civico esisteva da almeno un paio di secoli, molto semplicemente, all’inizio del Trecento, si va formando una vero governo oligarchico che durerà mezzo millennio.
Personalmente ( e non da oggi ) dovendo considerare la nobiltà cittadina di una famiglia, prendo in esame il periodo, anche remoto, nel quale si va formando una distinzione avente caratteristiche di comando e/o di governo.