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"Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: giovedì 2 dicembre 2010, 23:35
da contegufo
Cari amici

Sappiamo che la nobiltà è cosa d'animo ed alberga negli individui al di là della classe sociale e della denuncia dei redditi. I suoi segni distintivi sono l'umiltà, la modestia insomma un atteggiamento defilato da basso profilo che però a volte inciampa nelle pieghe dell'onestà andando ad incrociare i sentieri del maligno.

Un titolo si ottiene per meriti da cui discende la parola NOBILE ma se appunto per qualche ragione si incappa nelle maglie della giustizia, che sentenza alla mano stabilisce comportamenti lesivi alle leggi statuali, al nobile andrebbe tolta la nobiltà ovvero andrebbe SNOBILITATO un po' come avviene per il prete indegno che si dice SPRETATO.
Risulta a nessuno degli interlocutori del forum casi del genere ?

Un noto editore lombardo morto nel 1972 sotto un traliccio dell'alta tensione per lo scoppio accidentale dell'ordigno che stava sistemando e il cui padre era stato nobilitato a Marchese di Gargnano da Vittorio Emanuele III nel 1940 previo versamento di un cospicuo assegno, non mi risulta che sia stato depennato come avrebbe dovuto avvenire da Umberto II così come conferiva, confermava e rinnovava titoli a distanza.

Esistono i meriti ma esistono anche i demeriti da cui il ritiro del titolo.....ma è mai successo?

Saluti a tutti

Re: "Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2010, 12:50
da fabrizio guinzio
Sì, è successo anche questo, ma occorre rammentare che riguarda la singola persona, non il casato; questo veniva punito in altra maniera, un corno("cornuti", ma per una congiura, ai Tiepolo, secoli dopo trasformato in corno dogale) nell'arme, il leone dello stemma divenuto "abortito" per un casato francese celeberrimo ma di cui non rammento il cognome, etc. Nel caso in oggetto è stato lui a non usare il titolo di casa ed a effettuare la transitio ad plebem, il foro della vasca del ceto nobiliare è senza tappo! A me sembra un personaggio folcloristico, non vedo motivo di procedure dall'alto, ha pagato con la vita le sue idee, la casa editrice omonima è benemerita per la cultura, la villa omonima è stata residenza del Duce durante gli ultimi anni della II Guerra Mondiale. Per quanto concerne i sacerdoti, sacerdos in aeternum, solo Dio può provvedimenti definitivi. A dire il vero, in ogni caso. Se per ogni "pecora nera"(o "rossa", se preferisci) si fosse dovuto procedere e non, per ogni casata, soppesare meriti e demeriti, sarebbe stato il caos! Ciao,

Re: "Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2010, 13:12
da Guido5
Caro “contegufo”,
che la nobiltà – fatta eccezione (si dice) – per quella “iure sanguinis” possa essere persa per infamia non c’è dubbio. Guarda questa pagina dal “Nobile romano”, il trattato d nobiltà di Giovanni Pietro de’ Crescenzi Romani (Bologna, 1693)

Immagine

Il problema è – credo – che ufficializzare l’infamia di qualcuno sia comunque antipatico, ragion per cui al “marchio d’infamia” si è preferita, con il tempo, una sorta di automatismo implicito, anche se a scapito della chiarezza.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: "Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2010, 14:50
da contegufo
Caro Fabrizio

Nel caso in oggetto è stato lui a non usare il titolo di casa ed a effettuare la transitio ad plebem,


Salvo presentarsi ad un congresso di Potere Operaio che si svolgeva in Sardegna, scendendo dal suo panfilo... Mah!
Sicuramente era meglio S.Francesco che pur ricco dava ai più poveri ma non si presentava loro a bordo di una portantina paludato a festa.

A presto

Re: "Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2010, 16:42
da Salvennor
Anche nella mia regione nei secoli passati si sono verificate alcune situazioni di "perdita della nobiltà" personale, per via di decisioni dei Sovrani.
Una di tali situazioni ha come testimonianza la seguente scritta incisa su una lapide sita nel Castello di Cagliari

PARA PERPETVA NOTA DE INFAMIA DE QVE FVEREON TRAYDORES DEL REY
NVESTRO SENOR DON JAIME ARTAL DEL CASTELVI QVE FVE MARQVES DE
CEA DONA FRANCISCA CETRILLAS QVE FVE MARQVESA DE SIETEFUENTES
DON ANTONIO BRONDO DON SILVESTRE AYMERICH DON FRANCISCO CAO
DON FRANCISCO PORTVGVES Y DON GAVINO GRIXONI COMO REOS DE CRIMEN
LESE MAGESTAD POR HOMICIDAX DEL MARQVES DE CAMARASA VIRREY DE
CERDENA FVERON CONDENADOS A MVERTE PERDIDA DE BIENES Y DE
HONORES DEMOLIDAS SVS CASAS CONSERVANDI EN SV RVINA ETERNA
IGNOMIA DE SV NEFANDA MEMORIA Y POR SER EN ESTO SITIO LA CASA
DE DONDE SE COMETIO DELICTO TAN ATROZ A VEYNTE Y VNO DE JYLIO
DE MIL SEISCIOENTOS SESENTA Y OCHO SE ERIGIO ESTE EPITAPHIO

La nota di perpetua infamia, legata alla perdita delle prerogative nobiliari personali, per i maggiori responsabili di una congiura e relativi omicidi, volta pare a limitare i poteri della Corona in Sardegna.
Ecco alcuni link
http://it-it.facebook.com/topic.php?uid ... topic=9245

http://www.araldicasardegna.org/storia_ ... arassa.htm

E in quest'ultimo link si può visionare anche la foto della lapide. Vari congiurati persero la vita durante la repressione; tra i titolati solo la Zatrillas riuscì a scampare, perché trovò asilo in un convento oltremare.
Tra i borghesi fu giustizato anche il servo dell'Aymerich, un Cappai (servo nel senso di uomo di fiducia al servizio del feudatario, di uomo d'arme, di collaboratore nella gestione dei feudi, e non nel senso di schiavo costretto a lavare in terra ecc..).
Altri ebbero sanzioni minori, anche simboliche, come il mercante Antioco Brondo, costretto a demolire la propria dimora, dalla quale erano partite le archibugiate mortali verso il Vicerè.
Le teste dei giustizati rimasero appese presso le porte del Castello per ben 17 anni.

Re: "Snobilitato" che fa rima con "spretato"

MessaggioInviato: venerdì 3 dicembre 2010, 23:09
da contegufo
Cari amici

Forse un tempo non si andava troppo per il sottile (vedi il racconto dell'amico sardo) tuttavia che il “marchio d’infamia” risulti cosa antipatica non mi convince affatto dal momento chi si pone al di fuori della legge non può pretendere poi che se ne parli sottovoce e la gogna (mediatica) oggi come ieri ha un duplice ruolo essere di monito per chi volesse fare altrettanto e dimostrare che l'ordine costituito deve esercitare il proprio compito.

E' certo che di "nobili birboni" ce ne sono stati anche di recente ma il CNI che tanto pontifica, riconosce e certifica se ne è guardato bene da eliminarli "motu proprio" dai propri elenchi forse per dimostrare solidarietà alla categoria oppure perchè non sapeva?
Il che se fosse vero sarebbe preoccupante.
Se poi d'altra parte la stessa si sente erede della defunta Consulta Araldica del regno che fu, allora si dovrebbero anche rileggere gli articoli del Diritto Nobiliare Araldico sulla revoca di un titolo.
Ma è mai stato fatto?

Bene se chi ha sbagliato paga di persona anche se a volte lo sono per il mandante "i bravi".

Cordialmente