da Vincenzo Loffreda » lunedì 25 ottobre 2010, 21:07
Gentile manfer63,
trascrivo fedelmente le informazioni (che spero possano esserLe d'aiuto) che ho trovato sulla figura del sacerdote ed erudito Giuseppe Ferrante.
Le ho tratte dal volume "Inventario del fondo antico - Biblioteca Diocesana <<Card. Cesare Baronio>> , Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo (a cura di Benedetto Volpe) , Sora, settembre 2004, p. 15 e 24.
Le copio anche le note incluse nella pagina in cui si parla del Ferrante.
Credo che la maggior parte di queste informazioni siano già di suo dominio, tuttavia mi pare significativo il fatto che Giuseppe Ferrante scrisse a proposito della vita di suo padre (Pietrangelo). Credo sia d'obbligo da parte sua (se non l'ha già fatto) procurarsi questo scritto.
" Una vera biblioteca nella biblioteca è costituita da circa duecento tomi "ex libris Josephi Ferrante" (numerosi già appartenuti alla Biblioteca De Simone), i cui titoli spaziano dalla seconda metà del Cinquecento a tutto il Settecento principalmente neglia mbiti del diritto, della teologia morale, della storia ecclesiastica, della agiografia della sacra scrittura, della eloquenza e della pastorale, riflettendo formazione e interessi di studio del professore di diritto canonico alla Sapienza, l'Archiginnasio romano, di censore dell'Accademia Teologica e di rettore dell'Almo Collegiop Capranica.
Nato a "Civitella presso Antino nella Marsica nel 1745", Giuseppe Ferrante all'età di sedici anni si era trasferito a Roma, dove conseguì le lauree in teologia e utroque iure, avendo come maestro il cardinale Leonardo Antonelli. La morte lo raggiunse prematuramente nel 1803, "sacerdote di esemplarissima modestia" (19). E' nostra opinione che i suoi libri siano passati al seminario di Sora anche grazie al nipote Pietro Ferrante, che ivi insegnò per più anni e morì il 16 marzo 1818 dopo essere stato arciprete della chiesa del vicino castello di Brocco (20).
Un'annotazione sul frontespizio del primo volume del Corpus Juris Civilis, pubblicato a Lione nel 1569, precisa "Ex libris Josephi Ferrante a di 10 ottobreo 1624", ad indicare una più antica provenienza patrimoniale. Alò 1609 e 1611 risalgono i deu tomi dell'edizione romana Dell'imitazione di Cristo dello spagnolo Francisco Arias, autore del Profitto spirituale, il manuale di comportamento che era presente in una versione italiana del 1600 nella bibliteca personale di Cesare Baronio (21). Il cardinale sorano utilizzava il Codice di Teodosio II il Giovane nell'edizione curata dal giurista Jacques Cujas (22), le cui letture filologiche del codice giustinianeo sono consultate dal Ferrante nell'edizione napoletana del 1715. Napoletana è anche l'edizioine del 1766 del Jus ecclesiasticum universum del canonista flammingo Zeger-Bernard von Espen (1646-1728), sacerdote e professore di diritto canonico all'univesrità di Lvanio, la cui opera è ritenuta ancora oggi di fondamentale importanza. ra gli studi sulla sacra scrittura hanno valore storico i due tomi sulle concordanze di George Bullock, stampati a Venezia nel 1585 presso gli eredi di Melchiorre Sessa(23). I problemi di teologia morale si estendono alle questioni medico -legali, nella edizione di Francoforte del 1644, del medico romano Paolo Zacchìa (1584-1659), che fu archiatra di Innocenzo X e protomedico dello Stato Pontificio. Alla eloquenza riconducono i ragionamenti morali del gesuita predicatore missionario Paolo Segneri (1624-1694), stampati a Firenze nel 1686, e il Discorso morale e mistico di San Leonardo da Porto Maurizio (1737). Altro ambito di interesse rappresentano le Istruzioni pastorali d'un vescovo al suo clero e popolo, Roma 1763, insieme c on i sei volumi della Biblioteca per li parrochi e cappellani di campagna Venezia 1789, a dimostrazione di una visione articolata della complessa formazione eclesiastica.
Uno studio attento sulla eredità del patrimonio librario di Giuseppe Ferrante farebbe buona luce sulla vivacità culturale che nel secolo dei lumi alimentò lintellighenzia europea , eruditi e polemisti compresi."
19 - Così lo ricorda il nipote, Aniceto Ferrante (1823-1883), oratoriano, vescovo di Gallipoli, in una nota a p. 108 della sua raccolta di Scritti vari...PRato 1882: "...sacerdote di esemplarissima modestia;onde si fu obbligati al Cardinale Tosti suo allievo, se si videro pubbloicate le sue Istituzioni Canoniche, già trev volte da poco riprodotte in Bologna".
In un album di famiglia, che è stato possibile consultare per la cortesia della Signora Ines, consorte dell'avv. Giovanni Diego Ferrante di Alvito, è riportato il curriculum vitae di Giuseppe Ferrante tartoo dalla prefazione della prima edizione del suo libro Elementa Juris Canonici insieme con il testo della lapide apposta sulla porta di Sant'Ivo alla Sapienza in Roma a cura dei suoi discepoli: IOSEPHO FERRANTE / IN ARCHIGYMNASIO ROMANO / SANCTORIS JURISPRUDENTIAE / ANTECESSORI / CONTRA OMNIUM VOTA / FIRMA ADHUC AETATE DEBITUM / DISCIPULI / QUOS AMAVIT COLUIT IUVIT / AD LACRYMAS RELICTI / AERE COLLATO DEBITUM FUNUS. Più avanti , nel citato album, è trascritto il seguente brano del Dizionario del Moroni, vol. 85, Tipografia Emiliani in Venezia 1856, pag.103: "Morendo nel 1803 Giuseppe Ferrante di Civitella di Sora, lettore dell'istituzoni cattoliche, con indicibile rammarico della scolaresca, questa a proprie spese glicelebrò solenni funeraliu nella chiesa dell'archiginnasio, a cui assistettero i di lui colleghi. Il discepolo ca. Antonio Fava di Voghera recin lode dell'illustre defunto l'orazione funebre e fu stampata " (si conserva nella biblioteca Vallicelliana di Roma). In una successiva notaq si legge: "Di Giuseppe si conservano manoscritti: la vita di suo padre Pietrangelo e cinque orazioni molto famose - concernenti l'anniversario della morte di Leone I. Lasciò la sua copiosa biblioteca al seminario di Sora".
20-Ivi, p.108.
21- Cfr.Szen, Baronio storico cit., p.34.
22-Ivi, p.36.
23- UnSessa, Iohannes Baptista, pubblica a Venezia nel 1498, la prima edizione di Epigramma libelli di Domizio Palladio Sorano [Domenico Farina], ora in M.Martini, L'opera poetica di Domizio Palladio Sorano, Centro Studi Sorani "Vincenzo Patriarca", Sora 1998.
P.S. Perdoni eventuali errori di battitura.
Sperando d'esserle stato utile la saluto cordialmente.
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Vincenzo Loffreda il sabato 1 settembre 2012, 21:53, modificato 1 volta in totale.