Vincenzo Loffreda ha scritto:Indietro, per il momento non sono riuscito ad andare, ma resta il fatto che da quanto in mio possesso, risulta chiaro che la mia famiglia (Loffreda), doveva essere ben inserita nella vita della piccola cittadina dove abito (Isola del Liri) già da tempo.
Complimenti per l'esito fin qui raggiunto. Allora presumo si sia imbattuto nel regio notaio Carlo Loffreda, il quale ebbe parte - lo segnalo, qualora non ne fosse a conoscenza - in un interessante rogito del febbraio 1688, con il quale Gregorio II Boncompagni cedette alla consorte, Ippolita Ludovisi, svariati censi. L'atto è registrato al protocollo 630, n° 13 dell'Archivio Boncompagni Ludovisi (conservato presso l'Archivio Segreto Vaticano), come riporta L. Alonzi,
Famiglia, patrimonio e finanze nobiliari. I Boncompagni (secoli XVI-XVIII), Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2003, pp. 211-212, n. 24.
Vincenzo Loffreda ha scritto:1)La famiglia in questione è assolutamente autoctona.
o
2) Proveniva da ...'qualche altra parte'...e nel caso, la più plausibile delle ipotesi mi pare sia da individuare nella vicinissima Campania, ove il cognome Loffreda è presente in maniera relativamente corposa.
Andando avanti nella ricerca, tenga comunque presente, in via generale, la voce "Goffredo" (di cui il suo cognome è palese variante) del noto
Dizionario dei cognomi italiani di Emidio De Felice (Arnoldo Mondadori, Milano 1978), che tra l'altro registra: <<...Alla base è il nome
Goffrédo, ant.
Gottifrédo, di origine germ(anica), che riflette, nelle diverse forme in cui è documentato sin dall'alto Medio Evo, tradizioni e processi di formazione vari, pur avendo sempre come etimo un personale germanismo formato da..."Dio", incrociato a volte con..."buono", e, come 2° elemento, ..."pace, amicizia", con un sign(ificato) originario, quindi, che potrebbe essere "[che è in] pace, amicizia con Dio, di Dio". La tradizione più antica è quella longobardica, e il nome è infatti largamente documentato tra il VII e l'VIII secolo nelle forme
Godefrit(u)s e
Godefrid(us). La seconda tradizione è francone, documentata nell'VIII e nel IX secolo nella forma
Godafrid(us), e su questi si sovrappone quella francese antica, per cui si impongono prima i modelli
Godefroy o
Godfroy, non ancora palatalizzato e poi, dall'XI secolo, soprattutto nel Sud con la presenza normanna e quindi angioina...i tipi già palatalizzati...
Geoffroy,
Geoffré,
Jaufred e
Jaufré, adattati in Italia, nell'XI e nel XII secolo, in
Joffredus,
Jaufredus,
Jaufré, e quindi...nel Sud
Gioffréda o
Giuffrida,
Gioffré o
Giuffré e
Giuffrì...>> (
Ivi, p. 140).
Per le ulteriori ricerche, in ragione del quadro storico-politico, può decidere come meglio muoversi: il suo territorio è appartenuto ai Della Rovere, per cui alcune fonti genealogiche si sono rinvenute nell'Archivio mediceo (Archivio di Stato di Firenze), e ai ricordati Boncompagni Ludovisi, per cui è utile andare al citato A.S.V. Consiglio però di partire dall'Archivio Diocesano di Sora, per poi cercare - rammentando che si trovava pur sempre nella
Terra Laboris olim Campania Felix - all'Archivio di Stato di Napoli, fermandosi magari a metà strada per visitare l'Archivio di Stato di Caserta.
Cordialmente,
Lorenzo