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BECCARIA DI MILANO

MessaggioInviato: domenica 30 gennaio 2005, 17:17
da danti73
Gentili colleghi,
recentemente nel forum si è parlato dei principi Torlonia che grazie alla loro ricchezza comprò titoli nobiliari e feudi.
Sapevate che una storia analoga apparteneva agli antenati (questi materni almeno certi) del Manzoni?
La famiglia Beccaria aveva raggiunto ai primi del '700 un certo benessere dato dalle loro attività bancarie e mercantili. Così nel 1711 Francesco Beccaria, nonno di Cesare, nonno del Manzoni acquistò due feudi(Villaregio e Gualdrasco) e il titolo di marchese per se e i suoi discendenti, nonchè la nobiltà nel patriziato milanese molto aperto a questo genere di compromessi. Nicola Beccaria, zio di Cesare, riuscì ad entrare nel Collegio dei Giureconsulti di Milano innestando le due ultime generazioni del reale albero genealogico nell'albero genealogico dei nobili Beccaria di Pavia; la cosa venne accettata, come molte altre analoghe a Milano, dal Tribunale Araldico.

MessaggioInviato: mercoledì 2 febbraio 2005, 18:20
da Cottoneum
Dunque pure il Tribunale Araldico fu soggetto a svarioni ed abbagli?
In fondo era prevedibile, all'epoca il fantagenealogista era un mestiere... :D

MessaggioInviato: mercoledì 2 febbraio 2005, 19:39
da danti73
Non credo che si trattasse di una svista in quanto il Tribunale di Milano era famoso in quell'epoca come uno dei più facili per fare ottenere titoli e feudi fasulli ad un sacco di famiglie.
Il padre (putativo) del Manzoni, il conte Pietro, sarà stato pure di nobiltà provinciale ma almeno la sua famiglia non aveva avuto bisogno di comprare nessun titolo e nessun feudo.

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 14:33
da Cottoneum
danti73 ha scritto:Il padre (putativo) del Manzoni, il conte Pietro, sarà stato pure di nobiltà provinciale ma almeno la sua famiglia non aveva avuto bisogno di comprare nessun titolo e nessun feudo.


"Ripesco" la discussione e la "giro" su questo argomento: un antenato dei Manzoni, signori di Moncucco, era stato nominato conte, ma non vi è traccia dell'uso ufficiale di quel titolo nei secoli successivi. Allora il titolo di conte utilizzato per indicare il Manzoni era di cortesia?

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 15:16
da MMT
Carissimo Giovanni,
dei Manzoni di Moncucco parla l'Elenco Storico della Nobiltà Iatlia (SMOM 1960), che se da un lato riporta il dettagliato stato di famiglia, dall'altro tralascia il lato araldico, senza disegnare lo stemma.
I titoli sono:Signore di Moncucco (mpr); Nobile (m/f); con trattamento di Don e Donna.

Don ALESSANDRO MANZONI, Sig. di Moncucco, Nob. da cui:
1. Pier Luigi da cui:
--a) Lorenzo Sig. di Moncucco, da cui:
---i. Egle
--b) Vittoria ved. Brambilla
2. Enrico da cui:
--a) Eugenio, da cui:
---i. Erminia
--b) Alessandro da cui:
---i. Vittoria
---ii. Enrico
---iii. Adelchi
---iiii. Sofia
---iiiii. Alessandro, da cui:
----A Alessandra
----B Enrico
----C Achille
--c) Lodovico, da cui:
---i. Aldo
---ii. Erminia
---iii. Ada
--d) Enrichetta
--e) Bianca
--f) Lucia
3. Filippo, da cui:
--a) Cristina in Manzoni
--b) Giulio, da cui:
---i. Ivanoe


Del titolo comitale nemmeno l'ombra.

Michele Tuccimei di Sezze

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 15:40
da Cottoneum
Eppure su quanti libri si è letto il titolo di conte... forse perchè il titolo di conte è il più immediato richiamo per la nobiltà? Oppure un trattamento di cortesia esteso nei secoli?

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 16:08
da MMT
Gio Cairo ha scritto:Eppure su quanti libri si è letto il titolo di conte... forse perchè il titolo di conte è il più immediato richiamo per la nobiltà? Oppure un trattamento di cortesia esteso nei secoli?


Difatti anch'io ho studiato su libri che lo dicevano conte... e solo dai messaggi qui sopra ho scoperto che non lo fosse... probabilmente gli storici, poco amanti della genealogia, avranno confuso una famiglia omonima che è comitale.

Michele.

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 17:23
da Cottoneum
Ci sarà una genealogia completa dei Manzoni online?
O dovrò compiere altre visite alla bellissima Biblioteca di Brera?

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 20:58
da danti73
Gentili colleghi,
mi invitate a nozze in quanto il Manzoni è uno dei personaggi di cui occupo da anni.
I libri che avete studiato avevano in parte ragione in quanto Alessandro Manzoni apparteneva ad una famiglia insignita del titolo comitale, il suo antenato diretto cinquecentesco Giacomo Maria fu primo della sua stirpe a ricevere il titolo. Questi non solo era conte ma anche cavaliere aurato del Sacro Palazzo e Aula Lateranense, ascritto fra i nobili cittadini di Ravenna il 20 maggio 1570 con diploma siglato dal card. Legato a latere Alessandro Sforza. Un suo discendente di un ramo cadetto della famiglia, Giacomo, il 31 dicembre 1681 fu dall’imperatore Leopoldo creato barone del S.R.I. col predicato di Monteferro (Eiszemberg) in Bosnia, Grande di Boemia e magnate d’Ungheria, titoli trasmettibili ai discendenti di ambo i sessi.
Il bisnonno del celebre scrittore, Pietro Antonio, per concessione di re Carlo II di Spagna venne insignito del titolo di Regio feudatario di Moncucco nel Basso Novarese il 23 febbraio 1691. Suo figlio Alessandro Valeriano, nonno dell’omonimo scrittore, venne confermato nel titolo il 16 ottobre 1752 e riconosciuto nuovamente il 13 giugno 1771 e ammesso agli onori di Corte. Il padre del Manzoni, Pietro Antonio, venne investito da Vittorio Amedeo di Savoia con decreto del 10 luglio 1773 del feudo di Moncucco con titolo signorile concesso a lui e ai discendenti maschi legittimi in infinito per ordine di primogenitura con diritti e prerogative goduti dal padre.
Emilia, zia del Manzoni, sposò un suo consanguineo appartenente ad un altro ramo della famiglia, si chiamava Massimiliano Manzoni e insieme allo zio paterno dello scrittore, monsignor Paolo, canonico del Duomo di Milano, nel 1772 ottenne d’avere l’accesso alla Regia Ducal Corte di Milano, i due sono citati nell’elenco generale e calendario generale del 1776.
Alessandro Manzoni si disinteressò completamente dei suoi titoli, disse perfino che chi si ostinava a chiamarlo conte non aveva mai letto nulla scritto dalla sua penna.
Con o senza ragione tutti i Manzoni da Giacomo Maria all’immortale Alessandro furono chiamati comunque conti, sebbene non ci sia traccia della trasmissibilità del titolo comitale.
I Manzoni erano originari di Barzio in Valsassina, in questo luogo ebbero un ruolo primario di potenza finanziaria e sociale. Questo li portò anche ad un grado di prepotenza e superbia non indifferente riscattata soltanto dalla modestia di Alessandro. Pensate che i suoi antichi antenati pretendevano che la povera gente che passava di fronte casa loro si togliesse il cappello perfino di fronte al cane di guardia al portone. Questo del cane è solo uno dei più “simpatici” esempi della loro prepotenza, ne conosco molti altri che portarono anche alla nascita di un paio di proverbi poco lusinghieri che li riguardava. Questi avi erano dei veri e propri birboni alla pari del don Rodrigo, qualcuno ha ipotizzato che il Manzoni si ispirò al suo antenato Giacomo Maria proprio per la figura del prepotente dei Promessi Sposi, spulciando le sue vicende dall’archivio di famiglia.
Esiste anche una genealogia on-line della famiglia Manzoni sul sito sardimpex, dopo tanti anni di studio sono riuscito a risalire ad altre generazioni nell’intento di riuscire a collegare la famiglia originaria di Barzio a quella omonima dei conti di Lugo alla quale appartennero molti personaggi famosi, non ultimo l’artista Piero Manzoni. Purtroppo non sono riuscito a trovare il collegamento tra le due famiglie ma se non altro ho allargato la genealogia del grande scrittore.

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 21:33
da Cottoneum
danti73 ha scritto:Pensate che i suoi antichi antenati pretendevano che la povera gente che passava di fronte casa loro si togliesse il cappello perfino di fronte al cane di guardia al portone. Questo del cane è solo uno dei più “simpatici” esempi della loro prepotenza, ne conosco molti altri che portarono anche alla nascita di un paio di proverbi poco lusinghieri che li riguardava. Questi avi erano dei veri e propri birboni alla pari del don Rodrigo, qualcuno ha ipotizzato che il Manzoni si ispirò al suo antenato Giacomo Maria proprio per la figura del prepotente dei Promessi Sposi, spulciando le sue vicende dall’archivio di famiglia.


Io sapevo anche che Giacomo Maria venne accusato di mandare gli untori in Milano...

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 21:43
da Karl von Blaas
Condivido con lei la passione per il Manzoni e per la sua parentela. Debbo comunque precisare che in realtà il Manzoni non venne mai chiamato, almeno in case e dai suoi intimi (compresa la servitù), "conte", ma solamente "Don", che era il trattamento che venne riconosciuta alla sua famiglia dal Tribunale Araldico, che tra l'altro respinse per ben due volte l'ammissione di detta famiglia al patriziato milanese, adducendo il fatto che i Manzoni non risiedessero a Milano da tempo sufficiente.

Addirittura la Giulia, la sua madre, veniva chiamata Donna o Signora, mai marchese, anche dopo la morte di Don Pietro. E tenete presente che nell'antico regime le mogli spesso mantenevano il loro titolo d'origine quando particolarmente prestigioso.

Il titolo comitale non era trasmissibile, in quanto non abbinato al titolo di cavaliere aurato, bensì di cavaliere laterenense.

Cordiali saluti

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 21:59
da MMT
Era quindi un titolo ad personam!?



Michele T.d.S.

MessaggioInviato: lunedì 7 marzo 2005, 22:50
da danti73
Concordo con il signor von Blaas riguardo al fatto che gli intimi del Manzoni non lo chiamarono mai conte, infatti ho specificato che la cosa era comune nel luogo di origine. Comunque anche fuori dalla cerchia provinciale d'origine c'era qualcuno che usava chiamare don Alessandro "conte", è lo stesso Manzoni a testimoniarlo con la frase da me riportata.
I Manzoni di Barzio si portarono dietro il titolo, come dicevo prima a ragione o a torto, anche quando passarono da Barzio al Caleotto, don Pietro fu l'ultimo dei suoi a voler conservare questa abitudine.
Riguardo a Giacomo Maria c'è una lunga serie di storie simili a quelle vissute dal don Rodrigo del romanzo, ma c'è un personaggio della famiglia di nome Ercole che in cattiveria superò tutti, e pensare che era anche lo zio paterno di un'anima superiore come quella della poetessa Francesca Manzoni.

Il conte Pietro Verri e il signor Alessandro Manzoni

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 14:00
da Emanuele Pigni
Gentilissimi colleghi,

pochi giorni fa mi è capitato di vedere una monografia dal titolo interessante:

Sulla tortura, e singolarmente sugli effetti che produsse all'occasione delle unzioni malefiche, alle quali si attribuì la pestilenza che devastò Milano l'anno 1630 : osservazioni del conte Pietro Verri, ripubblicate per far seguito alla 'Storia della colonna infame' descritta dal signor Alessandro Manzoni (Milano : G. Silvestri, 1843)

Si noti: "conte Pietro Verri", "signor Alessandro Manzoni" (neppure "don"). Non escluderei che l'editore avesse chiesto al Manzoni stesso come volesse essere qualificato...

Con i miei più cordiali saluti.

Emanuele Pigni

MessaggioInviato: martedì 8 marzo 2005, 14:16
da MMT
Carissimo Pigni,
probabilmente andò proprio così: fu lo stesso Manzoni a farsi anteporre il "signor" invece che "conte" o "don" o "signore".
Questo atteggiamonto sarebbe coerente con quanto narrato dal sig. d'Antino.


Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze