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La casata De Paulis di Vaglio Basilicata

MessaggioInviato: giovedì 22 luglio 2010, 12:38
da Caterini Carlo
La famiglia De Paulis era molto antica e ricca ed è menzionata nella visita pastorale del Cardinale Giovanni Michele Saraceno del 29/05/1544, per il possesso di diversi luoghi sacri in Vaglio. Marco Antonio de Paulis ,sulla lapide che porta la data del 1531, apposta nei pressi della porta d'ingresso della sua casa palazziata, afferma che la sua famiglia proviene da Argetia o Argenzia.Il Giustiniani indica che Arienzo in provincia di Caserta, era denominata anticamente Ara Cinthiae, per la presenza sul suo territorio di un tempio dedicato alla dea Diana. Il luogo era anche chiamato Ara Gentium tramutato successivamente in Argetia o Argenzia come menzionato dalla lastra. Arienzo era il luogo d’origine della famiglia De Paulis, la quale giunse a Vaglio Basilicata al seguito dell’Arcivescovo Marino De Paulis di Caivano, loro familiare, che ottenne la cattedra Acheruntina nel 1444 per nomina di Eugenio IV, in sostituzione del conterraneo Manfredi di Aversa. Il suo blasone mostra un leone rampante attraversato da una fascia obliqua e sormontato dalla mitra episcopale, come lo stemma mostrato da tutte le casate De Paulis del Regno di Napoli, il quale era sormontato dalla corona nobiliare al disotto dell’elmo di tre quarti.
L’Arcivescovo era figlio di Giovanni Paolo de Paulis che fu Capitano di Capua, Giustiziere dell’ Abruzzo Citra, Reggente della Gran Corte della Vicaria e Senatore della città di Roma.
Un ramo di questa famiglia si trasferì da Vaglio Basilicata ad Oppido Lucano con Camillo De Paulis, suocero di Giovanni Berardino Caterini; in virtù del matrimonio con Elisabetta Carullo, distinta gentildonna appartenente all’antichissima famiglia Carullo di Oppido Lucano. Egli possedette,anche in quel luogo, notevoli proprietà, tra le quali una casa palazziata antistante la chiesa madre, tuttora esistente e ben conservata; come riferisce Francesco Giannone nel suo libro: "Memorie Storiche dell'antica terra di Oppido in Basilicata": << Arciprete et Curato De Paulis- Distinta e ricca famiglia, ora estinta, oriunda da Vaglio di Basilicata, come appare dai fuochi del 1642, in cui figura con D. Giovanni Francesco De Paulis del Vaglio. Nei fuochi del 1658 veggosi annotati i fratelli D. Ettore - Sacerdote et della chiesa di questa terra “ e Camillo De Paulis, con la nota marginale: - Il detto Camillo de Paulis persona civile possedeno con detto Arciprete fratello, cento bacche, ottocento pecore, 20 bovi, appartamenti di case, vigne, masserie con territori, animali d’imbasto, cavalli a sella ecc." >>
La famiglia De Paulis ebbe il possesso ad Oppido Lucano del giuspatronato della quarta cappella, all’interno della chiesa madre, dedicata a San Domenico. Appartennero alla stessa famiglia di Oppido Lucano tre Arcipreti tra cui il menzionato, Don Ettore dal 1652 al 1664, seguito da Don Arcangelo dal 1665 al 1669, e da Don Domenico dal 1670 al 1710. Furono sindaci di Oppido Lucano, D. Giovanni Battista dal 1663 al 1664 e D. Francesco Saverio dal 1792 al 1793. Fu Procuratore dell’Università di Oppido Lucano nel 1738 D. Saverio De Paulis e Luogotenente nel 1768 il Dottor Gerardo De Paulis.
Il cognome dei De Paulis é ancora presente, attualmente, nei dintorni di Arienzo dove esistono alcuni palazzi gentilizi a nome della famiglia. Altri rami della famiglia De Paulis ebbero in possesso la signoria di Sessa Aurunca e godettero nobiltà nell’Impero Austriaco, in Calabria, in Puglia, nel Lazio, in Abruzzo ed in molti luoghi della Campania. Il blasone più antico, del periodo normanno, é del barone Giovanni De Paulis e riporta un volatile sotto una stella appollaiato sulla cima di tre monti posti in piramide. Il blasone dei De Paulis di Colle Sannita riporta tre stelle in basso, un leone rampante sul lato destro ed una mano che impugna una spada sul lato sinistro: in questo luogo, nella piazza principale, esistono tuttora tre bellissimi palazzi di questa nobile famiglia, di cui uno è sede municipale. Il terzo blasone, comune a tutti i De Paulis del Regno di Napoli é simile al blasone dell’arcivescovo di Acerenza Marino De Paulis; infatti mostra un leone rampante attraversato da una fascia obliqua.

Caterini Carlo. Gens Catherina de terra Balii. Edizioni Scientifiche Calabresi. Rende 2009.