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Doppio cognome

MessaggioInviato: martedì 20 aprile 2010, 12:16
da Roger
Amici,

chiedo il vostro aiuto per quanto concerne la procedura di "ufficializzazione" del doppio cognome.
A Cosenza nel 1803 il gentiluomo Luigi Scinti, di Catanzaro, contrasse matrimonio con Donna Rachele Roger
di Cosenza.

A partire dal 1854 i discendenti da tale unione portarono il doppio cognome Scinti-Roger.
Da notare che nel frattempo l'unico dicendente maschio della famiglia Roger non era sposato
e mai si sposò non producendo pertanto eredi che potessero mantenere in vita il cognome.

Vorrei sapere se per ufficializzare l'unione dei cognomi in quel particolare periodo ed area geografica
fosse necessaria una particolare procedura burocratica con emissione di uno specifico Atto che
sancisse la cosa ed in tal caso dove dovrei dirigere le mie ricerche per recuperare tale documentazione. [clover.gif]

Ringrazio anticipatamente per il vostro cortese aiuto

Roger

Re: Doppio cognome

MessaggioInviato: martedì 20 aprile 2010, 13:48
da Salvennor
Per ciò che ho notato io, specie per la mia regione, non era necessaria alcuna procedura ufficiale per unire, dopo un matrimonio con prole, due cognomi.
E cioè perlomeno fino agli inizi dell'800.
Per esempio già prima dell'800, per alcuni forse già a fine 500 - 600, si formarono in tal modo i "nuovi cognomi" Guiso Gallisay, Siotto Pintor, Manca Guiso, Cartamantiglia (o anche Carta Mantiglia), e anche altri.
Per la penisola l'unico che ora ricordo è Capece Minutolo, che credo sia nato in epoche più remote forse.
Da non confondere con la consuetudine di usare per una generazione il cognome paterno accostato a quello materno, per esempio Alagon y Requesens, usato solo per una generazione. Più difficile è capire il motivo per cui un cognome materno rimane legato anche per tutte le generazioni successive, formando un nuovo cognome in pratica.

Re: Doppio cognome

MessaggioInviato: lunedì 10 settembre 2012, 19:30
da Carlettino
Non capisco quale sia l'utilità della domanda.
Se il nostro amico si chiama "Scinti" e vuole chiamarsi "Scinti Rogers", basta iniziare (presso il Tribunale) una pratica di rettifica del cognome dimostrando, con gli atti integrali di nascita e matrimonio, che gli ascendenti diretti avevano ambedue i cognomi.

Re: Doppio cognome

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 16:45
da Roger
La domanda ha una sua utilità.
Il mio cognome non è "Scinti" ma "Scinti Roger"
e semplicemente mi piacerebbe scoprire la procedura seguita dai miei avi per riuscire a metà del 1800 ad aggiungere al cognome del marito "Scinti" (gentiluomo di Catanzaro) il cognome della moglie "Roger" (nobildonna Cosentina, ma di origine Aragonese), in seguito al matrimonio contratto a Cosenza il 12 giugno 1803 , secondo una procedura che oggi è ancora utilizzata in Spagna.
Da segnalare che la famiglia "Roger" originaria di Barbastro in Aragona si mosse alla fine del 1500 in Italia, prima a Napoli e poi in Calabria dove ricevette dal Vicerè la Castellania del Castello di Cosenza, carica che di padre in figlio fu mantenuta dal 1598 al 1687; da notare inoltre che nel corso del secolo XIX la famiglia Roger si estinse per mancanza di eredi maschili.

Saluti

Roger

Re: Doppio cognome

MessaggioInviato: martedì 11 settembre 2012, 17:44
da ermete
penso di capire dove vuoi arrivare.

Nel 1803 l'anagrafe come la intendiamo noi non c'era. Mi è capitato di vedere una cosa simile alla tua nella quale il marito prese il cognome e il titolo della moglie con autorizzazione regia.
Secondo me può esserci un testamento della madre verso i figli o una richiesta per l'acquisizione del cognome e magari del titolo presso qualche cancelleria araldica dell'epoca.
Il caso che prima citavo riguardava proprio un cognome femminile di origine spagnola che lo stesso Re di Spagna, o chi per lui, autorizzo al marito Italiano. Io comincerei col cercare qualche testamento, forse da li riesci a trovare qualche indizio.
ciao
Andrea

Re: Doppio cognome

MessaggioInviato: mercoledì 12 settembre 2012, 12:50
da leone passante
Nell'Italia preunitaria far seguire il cognome materno a quello paterno era prassi frequente nel ceto nobiliare e financo borghese specie ma non soltanto nei territori che fecero parte della Corona di Spagna e non necessitava di particolari autorizzazioni.
Diverso era invece il caso dell'assunzione del cognome materno in luogo di quello paterno al fine di perpetuare una famiglia estinta nella linea maschile e godere dei relativi titoli nobiliari: ciò, costituendo una deroga alle regole successorie del diritto nobiliare, necessitava sempre di concessione regia.
Dopo l'unità e l'istituzione dei registri dello stato civile viene regolamentata anche l'assunzione del cognome materno di seguito a quello paterno. Ma l'uso di fatto del doppio cognome a prescindere da provvedimenti formali che lo sanzionassero continuava comunque ad essere frequente al di fuori degli atti pubblici e talvolta anche in questi.