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patrizi e nobili

Inviato:
martedì 18 gennaio 2005, 18:50
da Andrea B.P.d.M.
mi hanno fregato.. in una conversazione avuta stamane, mi sono scordato la differenza tra il titolo di patrizio e quello di nobile generico e se c'e' differenza tra il patrizio civico ed il nobile civico.
Lo so che ho fatto una mera figura ma.. meglio tacere che errare!![/i][/b]

Inviato:
martedì 18 gennaio 2005, 19:03
da Grimaldi
Caro amico,
approfittando di questo topic e della sua disavventura vorrei accennare alle suddette differenze fra patrizio e altri nobili.
In generale, in uno stato monarchico (da parte i Patrizi delle Repubbliche oligarchiche come Genove, Venezia...), le distinzioni erano:
1) Patrizi:
- nobili abitanti di città regie (non sottoposte a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro);
- viventi nettamente separati dagli altri nobili locali e dal popolo;
- godenti dell'ascrizione ad un Seggio chiuso (al quale non potevano accedere altri se non voluti dai patrizi già ascritti):
- godenti del diritto monopolistico (esclusivo) dell'accesso alle cariche civiche locali (e spesso anche a certe ecclesiastiche);
2) Nobili di città (nobiltà civica):
- nobili abitanti di città regie (non sottoposte a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro);
- viventi separati dal popolo;
- godenti dell'ascrizione ad un Seggio Aperto (al quale potevano accedere però anche ALTRI NOBILI, richiedendolo al Seggio o al Sovrano se non erano stati accettati dai nobili già ascritti);
- -godenti del diritto esclusivo dell'accesso alle cariche civiche locali (e spesso anche a certe ecclesiastiche);
3) Nobili locali:
- nobili abitanti di città regie ma NON ascritti, nei vari casi, al patriziato locale o alla nobiltà civica esistente (non sottoposti a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro); oppure viventi (in maggioranza) in città FEUDALI;
- viventi separati dal popolo;
- uniti in un collegio nobiliare ma NON ascritti a nessun seggio (perchè localmente NON esistente oppure perchè Seggio chiuso);
- con l'opportunità di collaborare al potere locale (con il feudatario del luogo, ecc.);
Questo in generale.
Poi parleremo nel dettaglio.
Saluti.

Inviato:
venerdì 21 gennaio 2005, 18:40
da Grimaldi
Per chi potesse essere interessato al tema (in verità pochini, pare)
indico questi sue link alla nobiltà e patriziato nello Stato Pontificio
http://www.cnicg.net/pdf/spscn.pdf
http://old.lapadania.com/1999/marzo/28/280399p19a1.htm
Da leggere....

Inviato:
venerdì 21 gennaio 2005, 22:23
da antonio_conti
Grimaldi ha scritto:Per chi potesse essere interessato al tema (in verità pochini, pare)
Gentile Grimaldi,
in questo come in altri
Topic non sono intervenuto prima perchè lascio la risposta, su argomenti in cui non sono ferrato, a chi certo ha più competenza di me. Naturalmente l'interesse al tema c'è, eccome, seguo e cerco di imparare qualcosa.
Cordialmente
Antonio Conti

Inviato:
venerdì 21 gennaio 2005, 23:20
da San Celestino
xxx

Inviato:
domenica 23 gennaio 2005, 14:13
da Grimaldi
Infatti.
Anche se con differenze di termini fra varie realtà e vari Stati possiamo identificare come "nobili locali" coloro che, pur nobili, vivevano in genere in una città feudale (concetto che andava in conflitto con l'idea stessa di nobile=libero da feudatari), senza godere quindi di diritti amministrativi, anche se riuniti fra loro (ad esempio in collegi o confraternite riservate ai nobili).
Erano essi la maggioranza dei nobili, quelli generici, dalle cui fila potevano poi i casati che divenivano patrizi in città regie o magari titolati.
Sono costoro un campo poco studiato nello specifico e suscettibile per questo di tanti errori, confusioni, equivoci.
Spero possa nascere una discussione più approfondita su tale tema e cercare di capire insieme le varianti e le tipicità della nobiltà non feudale.
Saluti.