Con ordine.
antonio33 ha scritto:in attesa che si pronunci l'esperto riminese.
Tilius ha scritto:Rimango io pure in attesa del parere di bardo, autorità massima in ambito riminese (e non solo).

Chi troppo in alto sal, cade sovente precipitevolissimevolmente.
Delehaye ha scritto:dall'Impero ebbero le concessioni di Signoria dall'Imperatore Ottone III di Sassonia
Non mi soffermo per ora sulla questione tedesca dei Malatesta, sulla loro presunta origine teutonica, e sul loro arrivo al seguito degli Ottoni dato che mancano i documenti e Montanari basa le sue affermazioni su cronache di molto posteriori al periodo di cui tratta.
Delehaye ha scritto:il tutto sugellato, in fine, nel 1247, dal primo matrimonio di Malatesta II da Verrucchio detto "il Centenario" o da Dante "Mastin Vecchio" (figlio del suddetto "Cavaliere" federiciano) con la ricca Concordia dei Pandolfini (figlia del Vicario Imperiale Messer Arrighetto o Enrichetto dei Pandolfini, grande possidente terriero in Romagna).
La prima moglie di Malatesta
de Verucolo fu sì una tal Concordia, probabilmente figlia di Arrighino, vicario imperiale in Romagna, il quale con un certo grado di sicurezza può essere identificato con un Enrighetto visconte, presente in molti documenti riminesi tra il 1218 e il 1246. Ma in nessun documento troviamo accennata la famiglia di costui. L'aggregazione del vicario imperiale alla famiglia Pandolfini nasce da un equivoco creatosi in seguito alla confusione tra le varie mogli del Malatesta, che furono due e non tre, come una certa letteratura ottocentesca ha affermato e malamente ha cercato di provare.
cfr. A.F. Massèra,
Note malatestiane, in
Archivio storico italiano, serie V, tomo XLVII, Firenze 1911, pp. 3-48.
Faccio una riflessione. Non credo che un
non nobile possa conferire dignità cavalleresca ad una seconda persona. Nel 1442, in occasione delle proprie nozze con Polissena Sforza, Sigismondo Pandolfo Malatesta crea cavaliere Pier Giovanni Brugnoli (o Bornioli), cesenate, suo segretario almeno dal 1433, che in atti del 1448-49 comparirà come conte di Senigallia e in altri ancora del 1458-59 come conte di Morro (A.F. Massèra (a cura di),
Cronache malatestiane dei secoli XIV e XV, in
Rerum italicarum scriptores, tomo XV, p. II, Bologna 1924, p. 86). Qualche anno dopo, nel febbraio del 1448 Sigismondo
fè cavalero el nobel giovene miser Antonio, figliolo de Francesco degli Atti (
Ibidem, p. 125). Del resto, nel 1433 Sigismondo Pandolfo e il fratello Domenico furono creati cavalieri dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, di ritorno da Roma dove era stato incoronato da papa Eugenio IV (
Ibidem, p. 64).