antonio33 ha scritto: Così, non so esattamente il motivo, egli fuggì nel Granducato di Toscana, sembra a Cortona o, più probabilmente, a Canino. Qui venne ospitato da un facoltoso notaio, il quale aveva una figlia (unica) bella ma un poco claudicante (lussazione dell'anca?). Tra i due giovani nacque una, diciamo così, forte simpatia. Il notaio, che oltre ad essere tale, evidentemente era politicamente ben introdotto, riuscì a far condonare la condanna al carbonaro innamorato.
Ho approfondito la questione, ma le fonti sono un po' scarsine in quanto a documenti...
Quindi vi vendo (soprattutto a Lea con la quale condivido l'antenato) i fatti come mi son stati raccontati da mio padre, che, essendo rimasto orfano di madre nel '18 per la spagnola, spesso si trovava a Ca' Battaglia dagli zii che, senza figli, adoravano il nipotino di tre anni, al quale sempre furono molto legati. Tomaso (o Tommaso?) Bianchini Massoni, parente tramite i Sensoli di mio padre e pure tramite i Bianchini ripetutamente, è la fonte del racconto, da prendere un poco con le molle.
Francesco Sensoli avrebbe partecipato ai moti di Rimini del 23 settembre 1845, capitanati da Pietro Renzi.
I rivoltosi, durante una partita di pallone, senza spargere sangue, riuscirono ad impadronirsi della città. Il giorno dopo venne proclamato il governo provvisorio. La faccenda durò solo tre giorni. Al primo sentore dell'avvicinarsi delle truppe del Papa i ribelli se la diedero a gambe, fuggendo. Molti di loro si rifugiarono in Toscana. Francesco Sensoli, invece, si nascose in un rudere della valle del Foglia, la Torre Cotogna, dove venne aiutato per qualche giorno da alcuni contadini del posto. Ma un amico, di cui non farò il nome, lo tradì denunciandolo. Fu così che, tramite l'aiuto di un prete (?), riuscì a riparare prima in Toscana e poi dal notaio di Canino.
Nel '46, dopo la morte di Gregorio XVI, divenne Papa il Cardinale Mastai Ferretti, col nome di Pio IX. Fu incoronato il 21 giugno.
Piacque molto ai liberali. Provvide a perdonare un po' tutti coloro che avevano partecipato a varie sommosse, condonando le pene a chi era disposto a ravvedersi e a rinnegare, firmando un documento, i valori per cui si era battuto.
Fra quelli che accettarono questa sorta di condono, vi fu anche il nostro Francesco Sensoli.
Ecco, più o meno, questa sarebbe la vicenda.
Purtroppo però non ho carte che documentino questi particolari. Solo racconti riportati.
Saluto tutti. Antonio

