RFVS ha scritto:c
E' inutile, adesso, andare a Lucca perchè non hai ancora la certezza che i Castrucci di Alvito vengano da lì e quindi rischi - quasi certamente - di fare un buco nell'acqua.
Le ricerche si svolgono a ritroso quindi prima dei setacciare tutta Alvito e quando troverai tracce di provenienze precedenti allora ti sposterai.
Caro Riccardo, il tuo ragionamento è giusto; nella fattispecie, però, incide il fattore peste, in particolare quella regnicola del
1658.
Da quella data a ritroso, salvo rare eccezioni, il
filum sanguinis ad Alvito non si ricava più.
Comunque, nello specifico dei Castrucci alvitani le notizie provengono, in genere, dalla fonte (già citata dalla gent.ma Francesca) di cui al seguente link:
http://books.google.it/books?id=eR0TzZi4oDUC&pg=PR9. Essa è, tuttavia, nell'edizione ottocentesca daloeniana, notoriamente corrotta, senza presentare documentazione idonea, come del resto ha ricordato Guido5. Ma anche l'originale secentesco presenta corruzioni e intenti celebrativo-mitizzanti peculiari del periodo e non reca fonti documentarie utili a dirimere la questione.
Ad onor del vero, però, in un poco noto testo del
1574 si citano, tra le persone nobili
venute ad habitar da più bande ad Alvito, anche
li Castrucci, da Castelluccio. Tale opera è la
Discrittione d'Alvito et suo Contato raccolta parte dal trovato, parte dal visto et parte dallo inteso per Giulio Prudentio d'Alvito (in appendice a D. Santoro,
Pagine sparse di storia alvitana, vol. I, Jecco, Chieti 1908)
Soggiungo che le pergamene citate dal Pizzuti, cioè la fonte che ho ricordato nel mio precedente post, sono certo non siano più consultabili (e comunque il
Dizionario del canonino Pizzuti, che riprende quasi
in toto la
Descrizione castrucciana, è da prendere sempre con le molle).
Infine, lo stemma di pertinenza dell'infrascritta schiatta è il seguente:

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Lorenzo