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....si puó vedere che ivi vengono annotati vari personaggi nobili dei quali era nota la povertà e per tale ragione dovevano esercitare la professione di pastore, di zappatore o di agricoltore, ma non per questo, essi ed i loro discendenti possono essere considerati decaduti dalla nobiltà.

contegufo ha scritto:....si puó vedere che ivi vengono annotati vari personaggi nobili dei quali era nota la povertà e per tale ragione dovevano esercitare la professione di pastore, di zappatore o di agricoltore, ma non per questo, essi ed i loro discendenti possono essere considerati decaduti dalla nobiltà.
Questi Signori si sono persi oppure esistono ancora?
Saluti


decio mure ha scritto:Gentili amici forumisti, considerato che la Repubblica non riconosce i titoli nobiliari, e che (da quanto ho capito finora) lo stemma di famiglia non ha nessuna validità giuridica, e quindi non gode di nessuna tutela legale, vi chiedo: se ad esempio decido di produrre vino e chiamo la mia cantina "Conte di Vattelapesca" con tanto di stemma dei conti di Vattelapesca, cosa possono fare i legittimi eredi contro questa "usurpazione"? Si tratta di un caso che è realmente avvenuto nella mia città, dove gli eredi hanno preferito solo farci una risata sopra chi gli ha "rubato" titolo e stemma.
Vi ringrazio per la cortese e competente attività, è sempre un piacere frequentarvi.

T.G.Cravarezza ha scritto:Effettivamente la questione è interessante.
Un tempo il sovrano destinava un feudo ad un suo feudatario che ovviamente usava l'arma e il predicato del feudo e per cui godeva diritti (raccolta tasse...) e doveri (proteggere il feudo et cetera).
Nel momento in cui quel feudo passa ad altri o termina di essere feudo per volere del sovrano (che sia un re o una repubblica, poco importa), i passati detentori quali diritti possono accampare? E quali diritti possono vietare ai nuovi "proprietari"?
Cioè, il feudo di Vattelapesca, nei secoli passati di proprietà della famiglia Rossi conti di Vattelapesca, oggi non è più ovviamente feudo, ma il terreno su cui esisteva il feudo è oggi proprietà della ditta "Bianchi" che ritiene di poter intitolare l'eventuale ristorante/agriturismo/tenuta vinicola... con il predicato dell'antico feudo.
Chi ha quindi ragione? I passati feudatari che si ritengono i legittimi detentori del titolo concesso loro da uno Stato non più esistente (ancora oggi che lo Stato non ne riconosce il valore legale, per cui non godono dei passati diritti/doveri legati a quel titolo) o i nuovi proprietari terrieri che insistono i loro diritti sul possesso garantito dalle leggi dell'attuale Stato?
Secondo me entrambi. I primi per un mero ricordo storico/morale possono, giustamente, continuare a usare l'antica arma e, in privato, il titolo concesso ai loro avi (loro sì legittimi detentori del feudo e del titolo); i secondi perché oggi come oggi hanno la proprietà materiale dei terreni su cui insisteva quel feudo e quindi possono usare i simboli che in passati erano legati a quei terreni e che ne hanno fatto la storia.
Ci saranno quindi i "Rossi", discendenti dei conti di Vattelapesca e la Ditta "Bianchi" che denomina il suo ristorante/albergo/agriturismo/vino "Conti di Vattelapesca".
Non ci trovo nulla di così strano né sbagliato.

), ma tu hai frainteso.Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy
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