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mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:tra l'altro il Senatore Giovanni senior rifiutò il titolo che voleva concedergli Re Vittorio Emanuele III, è tutto dire...)
A MIO PARERE PROVA DI GRANDE INTELLIGENZA!!

eugubino ha scritto:mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:tra l'altro il Senatore Giovanni senior rifiutò il titolo che voleva concedergli Re Vittorio Emanuele III, è tutto dire...)
A MIO PARERE PROVA DI GRANDE INTELLIGENZA!!
Su cosa si basa questa considerazione?

mct ha scritto:eugubino ha scritto:mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:tra l'altro il Senatore Giovanni senior rifiutò il titolo che voleva concedergli Re Vittorio Emanuele III, è tutto dire...)
A MIO PARERE PROVA DI GRANDE INTELLIGENZA!!
Su cosa si basa questa considerazione?
Sul fatto che gli Agnelli sono una grande famiglia di Industriali...
se avesse accettato il titolo i maligni li avrebbero considerati/sfottuti quali una famiglia nobile PARVENU!!
(a mio parere è stato molto lungimirante)
Davide Shamà ha scritto:mct ha scritto:eugubino ha scritto:mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:tra l'altro il Senatore Giovanni senior rifiutò il titolo che voleva concedergli Re Vittorio Emanuele III, è tutto dire...)
A MIO PARERE PROVA DI GRANDE INTELLIGENZA!!
Su cosa si basa questa considerazione?
Sul fatto che gli Agnelli sono una grande famiglia di Industriali...
se avesse accettato il titolo i maligni li avrebbero considerati/sfottuti quali una famiglia nobile PARVENU!!
(a mio parere è stato molto lungimirante)
mi pare opinabile questo ragionamento, specie in periodo di monarchia. Perchè esistono numerose casate di recente nobilitazione (vedere i Filiasi o gli ancora più recenti Pavoncelli) che di sposarono benissimo con dinastie antiche e titolatissime. E non sfigurano. Oppure i Volpi di Misurata, di recente trattati, che s'imparentarono con i Ruspoli. Per non parlare di quelle casate ebraiche (tutte con titoli ottocenteschi) che fecero matrimoni "misti". Mi pare che nella nobiltà cosidetta moderna la validità della medesima si ha con il tipo di titolo concesso e dal momento in cui viene emesso il documento di concessione. Per il resto, antichi o recenti, penso conti relativamente. Antiche casate, penso a molta nobiltà napoletana del XVIII/XIX secolo, ebbero origine da magistrati, da intrallazzatori, speculatori o anche peggio. Perfino casate celebri fecero fortuna in maniera poco ortodossa (penso ai d'Aquino di Caramanico, un cui componente fece soldi speculando sulla farina e il pane dei napoletani e che ebbe molti problemi all'epoca di Masaniello).
Lo stesso accadeva nella Francia del II Impero o con le tarde concessioni di Francesco Giuseppe I e Carlo I d'Austria (con i "von" tutti a norma di legge !). Non ci vedo un dramma, si è nobili dal momento in cui si viene creati tali dal sovrano.
Se vogliamo proprio fare le pulci, allora diciamo che un principe che sposa una semplice nobile potrebbe sfigurare(ma dipende molto anche in questo caso!)
Paradossalmente il compito della monarchia è anche quello di incrementare i titoli e la nobiltà, che col tempo tende a estinguersi e di creare, così, consenso attorno a sé.

mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:mct ha scritto:eugubino ha scritto:mct ha scritto:Davide Shamà ha scritto:tra l'altro il Senatore Giovanni senior rifiutò il titolo che voleva concedergli Re Vittorio Emanuele III, è tutto dire...)
A MIO PARERE PROVA DI GRANDE INTELLIGENZA!!
Su cosa si basa questa considerazione?
Sul fatto che gli Agnelli sono una grande famiglia di Industriali...
se avesse accettato il titolo i maligni li avrebbero considerati/sfottuti quali una famiglia nobile PARVENU!!
(a mio parere è stato molto lungimirante)
mi pare opinabile questo ragionamento, specie in periodo di monarchia. Perchè esistono numerose casate di recente nobilitazione (vedere i Filiasi o gli ancora più recenti Pavoncelli) che di sposarono benissimo con dinastie antiche e titolatissime. E non sfigurano. Oppure i Volpi di Misurata, di recente trattati, che s'imparentarono con i Ruspoli. Per non parlare di quelle casate ebraiche (tutte con titoli ottocenteschi) che fecero matrimoni "misti". Mi pare che nella nobiltà cosidetta moderna la validità della medesima si ha con il tipo di titolo concesso e dal momento in cui viene emesso il documento di concessione. Per il resto, antichi o recenti, penso conti relativamente. Antiche casate, penso a molta nobiltà napoletana del XVIII/XIX secolo, ebbero origine da magistrati, da intrallazzatori, speculatori o anche peggio. Perfino casate celebri fecero fortuna in maniera poco ortodossa (penso ai d'Aquino di Caramanico, un cui componente fece soldi speculando sulla farina e il pane dei napoletani e che ebbe molti problemi all'epoca di Masaniello).
Lo stesso accadeva nella Francia del II Impero o con le tarde concessioni di Francesco Giuseppe I e Carlo I d'Austria (con i "von" tutti a norma di legge !). Non ci vedo un dramma, si è nobili dal momento in cui si viene creati tali dal sovrano.
Se vogliamo proprio fare le pulci, allora diciamo che un principe che sposa una semplice nobile potrebbe sfigurare(ma dipende molto anche in questo caso!)
Paradossalmente il compito della monarchia è anche quello di incrementare i titoli e la nobiltà, che col tempo tende a estinguersi e di creare, così, consenso attorno a sé.
Come sempre il suo è un ragionamento che non fa una piega, ma a mio personale (ribadisco personale) giudizio un titolo nobiliare diventa "degno" dopo 250 anni... (forse è una visione un po UTOPISTICA, visto che tutti hanno un'inizio!);cosa ancor più difficile è far accettare un titolo alla "NOBILTA'"
personalmente conosco molte famiglie che sulla carta hanno titoli nobiliari riconosciuti tra 1880 e 1940, che vengono derise e sfottute... (e sono certo che se gli Agnelli si fossero fatti riconoscere il titolo figurerebbero al primo posto!)
T.G.Cravarezza ha scritto:Gentili Signori,
forse il discorso che vuole sostenere l'"antico" MCT è che il Sovrano, concedendo un titolo a persona non titolata, non la nobilita, ma semplicemente riconosce ufficialmente la nobiltà insita in quella persona e in quella famiglia, già esistente da tempo e riconosciuta dalla comunità locale. E' un concetto che molti sostengono e su cui io stesso concordo. Il Sovrano è fonte di onori e quindi può creare titoli. Ma la nobiltà la crea l'individuo e la sua storia. Non, beninteso, il singolo, ma l'intera storia della sua famiglia, i suoi avi con la continua ricerca delle virtù e con la continua vita vissuta nobilmente. Cosicchè, dopo generazioni, quella famiglia viene riconosciuta dall'autorità sovrana come nobile, non tanto per le gesta del singolo, quanto per le gesta delle intere generaizoni che hanno perseguito i fini cavallereschi e nobili.
Ecco perchè famiglie che ottennero titoli prematuramente, cioè grazie alle gesta del singolo, fecero fatica a farsi riconoscere dalla comunità nelle prime generazioni.
Specificato ciò, però, è anche ovvio che da qualcuno bisogna anche incominciare. Forse, se fosse continuato il regno e se gli Agnelli avessero continuato a vivere in modo degno, oggi, dopo varie generazioni di Agnelli, sarebbe corretta la "confermazione" della loro nobiltà.
Cordialmente
Davide Shamà ha scritto:
molto utopistica, perchè negli effetti non accadde. Come la mettiamo con alcune famiglie, e gli esempi si sprecano, che divenute nobili si trovavano sposate bene dopo una generazione - o anche meno - ? E' sempre stato così ! Perchè all'onore si sommavano interessi economici o politici che dinastie illustri non poteva sottovalutare. E parlo del periodo XVI-XIX secolo (momento in cui con il sangue blu non si scherzava !) Oppure tutti quei papi di origine bassa o dubbia, che fecero la fortuna dei parenti sposandoli a illustri personaggi solo perchè parenti di Sua Santità (della Rovere, Borgia, Cybo, Pamphili, Borghese ecc.) Bastavano i denari e il potere politico per diventare illustri da subito.
Diciamo piuttosto che quanto segnala è una spocchia tutta moderna (cioè venuta dopo la fine del feudalesimo) della vecchia guardia nei confronti dei nuovi titolati !

T.G.Cravarezza ha scritto:Gentili Signori,
forse il discorso che vuole sostenere l'"antico" MCT è che il Sovrano, concedendo un titolo a persona non titolata, non la nobilita, ma semplicemente riconosce ufficialmente la nobiltà insita in quella persona e in quella famiglia, già esistente da tempo e riconosciuta dalla comunità locale. E' un concetto che molti sostengono e su cui io stesso concordo. Il Sovrano è fonte di onori e quindi può creare titoli. Ma la nobiltà la crea l'individuo e la sua storia. Non, beninteso, il singolo, ma l'intera storia della sua famiglia, i suoi avi con la continua ricerca delle virtù e con la continua vita vissuta nobilmente. Cosicchè, dopo generazioni, quella famiglia viene riconosciuta dall'autorità sovrana come nobile, non tanto per le gesta del singolo, quanto per le gesta delle intere generaizoni che hanno perseguito i fini cavallereschi e nobili.
Ecco perchè famiglie che ottennero titoli prematuramente, cioè grazie alle gesta del singolo, fecero fatica a farsi riconoscere dalla comunità nelle prime generazioni.
Specificato ciò, però, è anche ovvio che da qualcuno bisogna anche incominciare. Forse, se fosse continuato il regno e se gli Agnelli avessero continuato a vivere in modo degno, oggi, dopo varie generazioni di Agnelli, sarebbe corretta la "confermazione" della loro nobiltà.
Cordialmente

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