la spigolatrice ha scritto:Gentilissimo Franz Joseph von Trotta,
ebbene sí ci ha visto giusto: sono proprio loro... etc
Gentile Signora,
è stato davvero un caso a dispetto di qualsiasi "saggezza alpigiana" a cui accenna il sempre gentile Sergio

. Conoscevo l'arma perchè sono interessato alle vicende della nobiltà lombardo-veneta fedele all'Impero d'Austria anche nella "sfortuna"... Conoscevo quindi di "fama" i "nostri"

che si situano nella più antica nobiltà non titolata bresciana e il cui "uso" - più che il possesso - del titolo di conte potrebbe essere relazionato a quanto scrissi in altro topic proprio l'altro giorno:
viewtopic.php?f=6&t=11519Franz Joseph von Trotta ha scritto:Non dimentichiamo i "trattamenti di cortesia", ove appartenenti a quella variegata galassia della nobiltà non titolata - casate di origine feudale ben più antiche di molte "titolate", illustri patriziati cittadini, o anche "nobili dei conti" - in società erano - e sono - talvolta qualificati come "conti" sebbene il titolo non fosse effettivamente detenuto.
Una gentilezza tra gentiluomini insomma, che sorvola garbatamente sulle perle più o meno mancanti

.
Quanto alle fonti li citano quasi tutti i più noti repertori di araldica bresciana tra cui il Monti della Corte che ho nella mia biblioteca e credo che anche l'Enciclopedia bresciana dedichi loro una voce.
Detto questo, il giallo estivo

potrebbe avere risoluzione solo comprendendo se la persona che Le interessa appartiene ai rami nobili della stirpe ancora viventi di cui, storia a parte, so pochino, ma non è irragionevole supporne l'effettiva discendenza trattandosi di famiglia antica e poco ramificata. L'omonimia, almeno in area bresciana, mi parrebbe meno probabile che in altri casi.
Se il Suo amico invece è austriaco sembrerebbe implicito dedurre che appartiene al ramo nobile finito lassù.
Saluti,
FJVT