Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini


pierfe ha scritto:L'argomento del mio editoriale su Il Mondo del Cavaliere di Luglio-Settembre 2016 è proprio "Il desiderio di distinzione nella società umana", a differenza di molti che si occupano di queste materie mi sono sempre imposto di dire la verità e continuo su questa strada anche se ad alcuni non piace...
L'opera meritoria di questo forum - unico esempio sino ad oggi nel mondo - è quello di offrire i nostri esperti per aiutare gli appassionati anche se non sono soci delle nostre organizzazioni, e solo perchè questo gruppo di volontari continua questo utilissimo lavoro, i lettori apprendono quanto altrove dovrebbero pagare per ottenerlo.
Chi si occupa di questa materie pensa che attorno alla nobiltà, agli ordini cavallereschi, all'araldica o alla genealogia ci sia un mercato opulento nascosto perchè crede che tutto il mondo si occupi di queste materie.
Non è così, non conosco professionisti di questo settore (del passato e di oggi) che si sono arricchiti con questo lavoro; un tempo chi lavorava anche in questo settore lo faceva perchè aveva dietro le fortune di famiglia.
Parlando di araldica il Bureau of Heraldry del Sudafrica registra una decina di stemmi di persone fisiche (sudafricani uniti a quelli che lo chiedono dai vari Paesi del mondo), idem per il College of Arms di Londra, per la Lyon Court di Scozia, l'Ufficio Araldico del Canada e quindi dove sta il business? Direi che è una perdita per il Paese che mantiene un Ufficio Araldico.
In Italia dove a dire il vero esiste ancora la legge n. 651-652 del 1943 per i contenuti non nobiliari tanto è vero che viene usata per la concessione degli stemmi degli enti, e potrebbe essere usata anche per gl stemmi di distinta civiltà che non hanno contenuto nobiliare, ma quale utenza avrebbe un Ufficio Araldico... a mio giudizio poca, gli interessati potrebbero essere 2000 persone (intendo anche quelli che userebbero uno stemma per interessi commerciali), quindi vale la pena gestire un Ufficio Araldico che in 3 anni non pagherebbe più le sue spese di gestione?
Oggi l'Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio ha un solo funzionario che presto sarà in pensione, ma per 10 stemmi all'anno vale la pena pagare un funzionario che si occupi solo di questo?
Altra considerazione: lo stemma è una distinzione e spesso chi lo vuole usare non intende che la distinzione ha anche un costo, ma pensa che tutto è gratis (non parlo per me che svolgo per mio piacere personale questa attività senza voler guadagnare neppur un centesimo di euro, cosa che mi permette di dire quello che penso senza che alcuno possa limitare la mia libertà).
Ma è giusto che i consulenti, gli autori di stemmi vengano pagati perchè se una azienda chiede un logo ad un professionista lo paga, ed aggiungo molte volte lo strapaga. Come pure è giusto che se si vuole un riconoscimento pubblico con effetti di legge lo si debba pagare, magari con una tassa annuale come la licenza di pesca, l'abbonamento alla RAI, la registrazione di un contratto d'affitto.
Chi dice "ho il mio stemma di famiglia perchè un'organizzazione me lo ha creato e registrato (privatamente)" crede di avere qualcosa che nella realtà agli effetti della distinzione NON esiste, perchè lo stemma per essere tale quindi avere il suo valore legale deve oggi provenire da una autorità di Stato, fuori di questo è un sogno.
Nonostante quello che ho detto se vi fa bene continuate sulla strada che conoscete almeno potete sognare e sino a ora i sogni dovrebbero essere gratis.


Andrew Martin Garvey ha scritto:Per informazioni dovrebbe rivolgersi al Corpo della Nobiltà Italiana, non sono certo dell'indirizzo ma una volta era 6 via Passione, Milano (MI).
Sarebbe sempre un riconoscimento da parte di un ente privato.
Se la famiglia di una persona ha goduto di distinta civiltà o la nobiltà perché un discendente non è consapevole di tali posizioni sociali. La storia insegna che famiglie possono diventare anche poveri o decaduti ma poi se degli avi hanno poi esercitato arti meccaniche o vile no si perde la nobiltà, per non parlare della destinata civiltà che forse si perde più facilmente. Quindi, uno stemma avrebbe lo stesso valore oggigiorno? Non è meglio creare uno stemma ex novo basato su uno stemma alzata dagli propri avi per indicare una nuova posizione sociale?
AMG

Andrew Martin Garvey ha scritto:Il C.N.I per quanto sia un organismo serio è sempre un ente privato. Bisogna sempre tenere presente che The Armorial Register - International Register of Arms, (Formerly Peerage & Burke's Gentry International Register of Arms) è un'organizzazione privata è quindi priva di valore legale.
Personalmente trova strano, per dire inutile, che un cittadino vuole registrare un'arme in un altro paese se tale persona non ha nessun legame con questo paese (es. un italiano che registra uno stemma in Sud Africa). Se un italiano è nobile dovrebbe avere già il suo stemma (registrato o elencato nei vari elenchi nobiliari del Regno o in uno degli stati pre-unitari, quindi perché ricorrere a terzi?
Una volta il Lyon King of Arms (un ufficio statale) registrava stemmi di persone di origine non scozzese ma ciò, giustamente, non avviene più. Ora sola coloro che hanno legami stretti con la Scozia possono far matricolare un'arme e ciò succede molto raramente per casi eccezionali. Sul piano ufficiale, anche un inglese che ha un'arme ereditaria gentilizia regolamento registrato presso il College of Arms (che è una corporazione privata) dovrebbe matricolare il suo stemma in Scozia se vuole usare la sua arme in Scozia.
Andrew Martin Garvey
"Pensare che un visto ministeriale possa trasformare un'arme in un' arme autenticata non mi ha mai convinto: troppi errori un buona o cattiva fede ..."

contegufo ha scritto:"Pensare che un visto ministeriale possa trasformare un'arme in un' arme autenticata non mi ha mai convinto: troppi errori un buona o cattiva fede ..."
Basterebbe un autocertificazione per liberare terzi da eventuali responsabilità, ma avere la certezza dell'unicità di quello stemma appare assai vana!
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