da PTurnone » venerdì 21 dicembre 2012, 14:10
Gentile Pantheon,
dubito che sussistano attinenze tra la mia famiglia e quella dei Tournon provenienti da Crescentino (se non ricordo male nobilitata nel XIX sec.). Avevo pensato piuttosto ad una possibile derivazione (molto antica, peraltro, e tutta da confermare) dalla Casata cavalleresca dei De Tournon.
Azzardo questa ipotesi perché sono riuscito a ricostruire il mio albero genealogico fino alla 15° generazione ascendente (ho consultato tutti i registri degli Archivi Parrocchiali della Basilica di San Martino, oltre il 1577 non si può accedere. Per risalire più indietro dovrò consultare altri documenti lì ubicati e l'Archivio di Stato tarentino). Una volta tanto, ciò che si tramanda in famiglia risulta essere storicamente attestato: si tratta di una casata martinese di distinta civiltà (almeno fino alla metà del XVII sec.), i cui vari membri occuparono importanti cariche comunali e professionali. Il mio avo diretto più antico, Messer Ambrogio "Turnona", fu padre di Giovanni Jacopo "Tornone", marito (1598) della possidente Aurelia d'Orimini (alla cui famiglia apparteneva il famoso Bosco Orimini, comprendente l'antico percorso che conduceva a Taranto). Il figlio di Giovanni Jacopo e Aurelia, Orazio, sposa in prime nozze Vitantonia Caroli e in seconde nozze Maria Sisto (entrambe esponenti di importanti famiglie dell'epoca, io discendo dalla seconda) e risulta essere in stretti rapporti con i Protonobilissimo, i Piccoli, i Blasi, tra gli altri.
Orazio era imparentato anche con il Magnifico Filippo "Turnona", avvocato (anziano intorno alla fine del XVI sec.); Giovanni Battista, medico, il Magnifico Dottore Filippo (Procuratore dell'Università) e il Magnifico Francesco furono eminenti personaggi degli inizi del XVII sec., facenti parte del partito ducale. Nel 1647, sull'onda dei moti di Masaniello, il Dottor Francesco "Turnone", odiatissimo dal popolo martinese in quanto partigiano del Duca Francesco I Caracciolo, fu defenestrato e trucidato in maniera barbara. La mia famiglia ha anche dato alla Chiesa due ecclesiastici insigni della Basilica di San Martino (l'Abate Dottor Franco, nominato dalla Repubblica di Venezia Cavaliere di San Marco intorno alla metà del XVII sec., e l'Abate Giovanni, ultimo proprietario dell'abitazione della famiglia, che nel 1725 costituirà il nucleo principale della Fondazione Caracciolo-De Sangro e si trasformerà nel Conservatorio di S. Maria della Misericordia, ossia delle Monacelle) e un importante sacerdote (Don Girolamo).
Molte di queste notizie, confermatemi dagli Archivi parrocchiali di Martina, sono riscontrabili in importanti opere bibliografiche sulla storia di Martina Franca (non ultimo il fondamentale lavoro di Don Isidoro Chirulli, "Istoria Cronologica della Franca Martina cogli avvenimenti più notabili del Regno di Napoli", Venezia 1755, e "Uomini e vicende di Martina" di Michele Pizzigallo).
I Turnone facevano quindi parte del partito ducale, e non mi stupisce che intorno alla metà del XVII sec. (dopo la defenestrazione del Dottor Francesco) siano quasi spariti dalla scena politica della loro città, trasformandosi (almeno i miei avi diretti) in piccoli proprietari terrieri per tutto il sec. XVIII (addirittura classificati come "braccianti" nel catasto onciario del 1754, pur se proprietari di alcuni vigneti). Nel XIX sec., il mio trisavolo Don Domenico (1869-1961) risulta essere nuovamente un personaggio di spicco, molto benestante e colto (aveva studiato a Roma e si imparentò con l'importante famiglia dei Grassi, discendenti dal famoso Don Paolo). Da suo figlio Orlando Martino, trasferitosi a Taranto nel 1961, discende mio nonno, mio padre e, in definitiva, la mia persona.
Fin qui i dati appurati storicamente e confermati dalla mia ricerca.
Abbiamo quindi una famiglia che presenta un cognome molto raro (presente attualmente in appena 11 comuni, peraltro spazialmente circoscritti) e che faceva parte delle famiglie più importanti di Martina Franca (che importanza aveva il trattamento "Magnifico" nel XVI sec. ?).
So che nel 1530, Consigliere della Comunità di Martina Franca fu un certo Pietrangelo Turnone (come appurato dal Chirulli e da Pizzigallo), ma mi è ancora oscuro il suo rapporto di parentela con il resto della famiglia. La più antica attestazione del cognome nella nostra penisola, per la verità, si ha nel 1249, allorquando un certo Guglielmo "Turnone", Maestro Camerlingo di Terra di Lavoro e Contado di Molise, confisca i beni di Pier delle Vigne per conto dell'Imperatore Federico II Hohenstaufen. In quel periodo alcuni personaggi della Casata francese dei De Tournon venivano, in latino, appellati "Turnone", "Turnona" ecc.; ma ovviamente una possibile discendenza è tutta da confermare (altrimenti si scadrebbe nella mera fantagenealogia, anzi dubito che nel mio caso si riesca ad arrivare così lontano nel tempo, anche con l'ausilio dell'Archivio di Stato).
Mi farebbe piacere leggere le opinioni dei vari utenti in merito e, se è possibile, conoscere lo stemma e qualche notizia sulla Casata Orimini o d'Orimini (che so essere di origine napoletana, anche se nulla ancora prova che vi sia attinenza con l'omonima famiglia martinese dalla quale discendo).
Un cordiale saluto
Pier Luca Turnone