Come cambia un cognome...

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Come cambia un cognome...

Messaggioda claudio2574 » giovedì 30 giugno 2011, 23:01

Buonasera,
pongo subito la domanda e poi descrivo da cosa deriva.

In che modo veniva fissato, o cambiato, un cognome nel XVII secolo?

Nella ricerca che sto facendo sulla mia famiglia, che di cognome fa Giorgi, ho risalito una dozzina di generazioni con l'ausilio di atti notarili, pensando di trovare ad un certo punto che il capostipite venisse da un paese vicino, come sembrava da certi indizi.
Invece ho trovato una cosa diversa; me ne dispiace un po', ma non posso cambiare le carte per far apparire quello che mi piace...

L'atto più antico che finora ho trovato è del 1601; sembra una divisione in accordo tra due fratelli, chiamati Giovan Battista e Paolo del quondam Giorgio Testori ("q. Georgei Textoris").
L'anno dopo c'è un dotale di Paolo "q. Georgei Text."
Poi un buco di alcuni anni. Nel 1610 due atti, un dotale e un contratto di apprendistato, di Gio.Battista "q. Georgei Text."
Altro buco. Nel 1631 una vendita di casa riassume 4 generazioni: Giuseppe e suo figlio Angelo, di Paolo q. Giorgio. E' sparito "Testori". (A proposito: il fatto che sia citato esplicitamente "Angelus eius filius" senza l'indicazione di "minore" mi fa pensare che alla data questi avesse almeno 25 anni. E' corretto?)
In altri atti del periodo, i nomi di Giovan Battista, Paolo e dei successori di Paolo (Giuseppe, Angelo) tornano ancora, ma di "Testori" non c'è più traccia. Rimane solo "q. Georgei".
In un elenco di riunione (1647), che nomina praticamente tutto il Comune, c'è un "Giuseppe Giorgio".
Inutile dire che di persone con cognome simile non ne trovo altre, nel periodo in esame.
Da allora in poi il cognome si stabilizza in Giorgi; dal Giuseppe già citato, che morì nel 1690, è possibile arrivare con continuità fino ad oggi. Da Giorgio Testori a me conto 13 generazioni.

E' plausibile la ricostruzione che ho fatto? Oppure devo aspettarmi (e cercare, se esiste) qualche altro documento che sancisca la trasformazione del cognome in modo formale ?
Grazie a chi mi risponderà.

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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda adj » giovedì 30 giugno 2011, 23:45

Direi che è plausibile.
Textoris, genitivo di textor, cioè tessitore, indicava la professione: Giorgio tessitore.
La formazione del cognome, invece di concretizzarsi sull'attività lavorativa dell'antenato (come successo in molti casi) si è poi stabilizzata sul patronimico, figlio di Giorgio, o più semplicemente Giorgi (più vicino alla forma genitiva latina).
adj
 

Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 30 giugno 2011, 23:50

Il problema è che il primo non era figlio di Giorgio Testori, ma di Giorgio il tessitore (del paese) che non aveva un cognome. Solo i suoi discendenti sono stati detti 'di Giorgio', che poi è diventato cognome (al singolare per il singolo, al plurale per tutta la banda, normalmente al femminile per le donne di casa).
Vedo che adj mi ha preceduto di poco, ma meglio confermarsi che contraddirsi
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda claudio2574 » venerdì 1 luglio 2011, 0:01

Franco Benucci ha scritto:Il problema è che il primo non era figlio di Giorgio Testori, ma di Giorgio il tessitore (del paese) che non aveva un cognome.
...


Quindi dovrei aspettarmi che prima ancora non ci siano (o siano difficili da identificare) documenti relativi a questo Giorgio "il tessitore", visto che non di cognome si tratta. E neanche di cambiamento di cognome stiamo parlando, ma solo di "assegnazione iniziale".
Non sono ancora arrivato tanto indietro; anche i documenti che ho citato li avevo annotati solo per curiosità, perchè credevo che all'epoca i cognomi fossero già stabili. Dovrò tornare a fotografarli...
Nell'elenco di cui parlavo ricorrono molti cognomi che ancora sono usati in paese, mentre altri sono spariti.
Grazie delle informazioni.
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 1 luglio 2011, 0:25

Beh, anche Giorgio il tessitore avrà avuto un padre... magari ignoto, ma ce l'ha avuto di sicuro. Quindi rischia che ci siano anche i documenti precedenti, solo che chissà come era designato (sempre ammesso che in realtà non fosse originario del paese accanto, dove si troverebbero anche i documenti precedenti la tessitura...). Difficili da identificare, sì, direi così...
Invece non parlerei di assegnazione del cognome (che suggerisce l'esistenza di un apposito ufficio anagrafico dotato di tali poteri), ma di fissazione in uso cognominale (o cognominizzazione) del patronimico (o del professionale o del caratteristico: Bassi, Rossi, Neri, ecc, o del proveniente: Ongaro, Napolitano, Padoin, ecc., o del 'detto', o del quel-che-sia)
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda pierluigic » venerdì 1 luglio 2011, 1:00

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Col concilio di Trento concluso nel 1563 ai parroci e’ dato l’obbligo di tenere tutta una serie di registri
Battesimi , morti , stati delle anime , cresimati
E’ da questo momento che tutti dovrebbero avere un cognome ( nel caso in cui manchi e’ il parroco ad assegnarlo ) per individuare meglio le parentele ed evitare matrimoni tra consanguinei
Non tutti i parroci pero’ adempiono coscienziosamente a queste disposizioni per cui da luogo a luogo i registri iniziano in epoche diverse
E non sempre pur in presenza dei registri viene assegnato un cognome
Spessissimo pero’ negli atti di battesimo si cita il padre e il nonno

Nel nostro caso e’ probabile che Giorgio tessitore muoia poco prima del 1601 per via di quella divisione di beni tra i fratelli e l’atto di morte potrebbe dare qualche indicazione (difficile )
I figli di Giorgio dovrebbero esser nati dopo il 1563 : occorre verificare in che anno cominciano i registri dei battesimi e sperare di trovare la registrazione della loro nascita ( nel caso si potrebbe sperare di risalire al nonno )

Insomma bisogna rivolgersi alla chiesa senza pero’ abbandonare gli atti notarili che sono gia’ stati cosi proficui e che possono integrati dai registri religiosi portare ancora lontano

Poi ci sono i documenti fiscali nel caso ci fossero beni da tassare

Quindi niente scoramenti la partita puo’ essere ancora aperta

e' vantaggioso che i personaggi si muovono in un raggio abbastanza circoscritto


auguri
pierluigi

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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda claudio2574 » venerdì 1 luglio 2011, 1:16

Ecco un'informazione per me (ignorantone) nuova: il cognome poteva mancare prima del 1563.
Quanto alla consultazione dei registri parrocchiali, però, non ho speranze: non ne è rimasto quasi nessuno dopo i bombardamenti della 2GM.
Li ho consultati nel paese vicino, in tempi un po' più vicini (fine 1600-inizio 1700), perchè all'epoca credevo che il trasferimento fosse avvenuto in quegli anni.
Ma è stato tempo perso. No, mi correggo: ho imparato un po' di cose, quindi il tempo non è stato perso. Tuttavia inutile per ricollegare le due famiglie, che a quanto pare non si sono incrociate.
Certo che queste ricerche richiederanno pure tanto tempo e pazienza, ma sono di uno sfizioso...
Non ho guadagnato una lira (anzi, ne ho perse, rubando tempo al lavoro), ma mi stanno dando una soddisfazione che è, letteralmente, impagabile.
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda pierluigic » venerdì 1 luglio 2011, 2:12

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In realta’ mi pare che in alcuni piccoli paesi il cognome possa esser mancato fin quasi al 1800
La gente si conosceva tutta e non c’erano grossi problemi di identificazione e i parroci erano un po pigri

Tieni conto che il cognome e’ uno strumento e non ce lo diamo noi ma ce lo danno gli altri
Tieni conto che spostandosi da un luogo all’altro il cognome ( l’individuazione) era soggetta anche a cambiamenti
Non c’erano anagrafi , ne fotografie , ne impronte digitali
Uno che arrivava da Milano anche se aveva gia’ un cognome rischiava di diventare il “ Milanese “

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La mancanza dei registri religiosi e’ un grosso guaio oltre ai documenti notarili prova a cercare documenti fiscali

ciao
Pierluigi

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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda claudio2574 » venerdì 1 luglio 2011, 2:38

Nel paese vicino, la consultazione dei registri parrocchiali mi ha fatto scoprire che tutti erano registrati con cognome, nome e soprannome, perchè si chiamavano sempre con gli stessi nomi. Di rami di "Giorgi" ce ne erano almeno 4 e tra cugini praticamente coetanei c'erano almeno 3 "Giuseppe" o 2 "Domenico Antonio" o simili. Quindi, senza il soprannome diventava impossibile sapere di chi si parlasse.
La fantasia non era troppa, ma il parroco era ordinato.

Qui, in mancanza dei registri parrocchiali, devo dire che i notai erano tanti e sostanzialmente ordinati (anche se qualcuno scriveva a zampe di gallina). Non tutti facevano la rubricella, diciamo che ce n'è una ogni 5 registri; quindi tocca spulciare quasi tutto pagina per pagina. Finora, in un arco di tempo di circa 250 anni, ho trovato 33 notai e 72 faldoni. Non sono ancora arrivato nemmeno a un terzo del fondo.
Il fondo NON ha inventario, per cui, di fatto, come sottoprodotto della mia ricerca, lo sto facendo io.
Nessuno sa quale sia l'atto più antico conservato. Ho intravisto dei registri del 1500, ma non so in che condizioni siano (nè tantomeno se sarò capace di leggerli. Già adesso per me è un'impresa).
Il responsabile dell'ufficio mi ha detto che dalla fine della guerra NESSUNO ha consultato quel fondo, che è stato ritrovato in mezzo ai calcinacci di un edificio danneggiato dai bombardamenti. C'erano molti altri fondi, di altri paesi vicini, che sono stati riordinati; questo si vede che aspettava un pazzoide come me...

Curiosa una serie lunghissima di atti, praticamente tutti uguali, che si collocano alla fine del 1700.
Il principe locale si faceva restituire le terre date a vario titolo ai contadini circa 150 anni prima. Si vede che, con la rivoluzione francese appena successa, non si fidava che gliele negassero. Ogni atto è la fotocopia del precedente, è lunghissimo (circa 6 pagine) e l'UNICO cambiamento è il nome del contadino, che si trova sempre più o meno a metà della terza pagina. Prima viene ripetuta una lunghissima formula che dice come il principe, per favorire le persone del suo feudo, avesse deciso nel 1640 circa di dare il terreno perchè così, perchè cosà, eccetera eccetera.
Il notaio ci si sarà arricchito!
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda pierluigic » venerdì 1 luglio 2011, 9:18

Complimenti veramente

stai comportandoti molto altruisticamente facendo un lavoro anche di interesse generale
La mancanza dei documenti religiosi e’ un grave handicap ma la tua tenacia ti ha permesso di affrontare il problema in un modo molto piu’ ricco di contenuti

Ti stai costruendo una visione della comunita’ , ( secondo me ti sta venendo la vocazione dello storico locale )
Quando avrai finito e coordinato meglio le tue ricerche potrai scriverne lasciando qualcosa di utile e prezioso
( Mi raccomando fai qualche fotografia degli atti piu’ significativi e trascrivine le parti interessanti )
Stai facendo una bellissima ricerca genealogica non hai solo un’elencazione di nomi stai ricostruendo anche il loro vissuto

Per quanto riguarda i Giorgi stai attento alle omonimie
Il problema che hai tu nel distinguerli era il problema che aveva anche il notaio che doveva porsi il problema di assegnare con precisione dei beni ad un individuo identificandolo nella maniera piu’ sicura per il presente e per il futuro ( devi comprendere lo schema mentale del notaio )

Ricordati di vedere se esistono in qualche altro fondo documenti fiscali

Ciao
Pierluigi

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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda claudio2574 » venerdì 1 luglio 2011, 10:27

Uno degli atti più strani che mi è capitato è del 17/2/1719.
Ordine di mons. Nicolo' Negroni per mezzo di G.Prosperi alla comunità di Genazzano (è il paese vicino, a 7 Km da Valmontone) perchè
fornisca 1000 fasci di fieno da 25 libbre per l'indomani, per il passaggio delle truppe alemanne.
Indica anche la penale, non ricordo quanti scudi d'argento (tanti), se questa consegna non fosse fatta.
Dietro c'è la firma per ricevuta della comunità di Genazzano. Guarda caso, firma un Giorgi, che doveva essere un chierico.
Notaio Ludovico Frella.
L'ho fotografato...

Un altro è una specie di denuncia per schiamazzi notturni, fatta da uno contro un mio lontano parente che era andato sotto casa sua insieme ad un amico con le chitarre a cantargli le canzonacce...
(23/5/1695, da Giuseppe Galante a Angelo Giorgi e Francesco Polce, notaio Bernardo de Romanis)

Sto fotografando anche i sigilli dei notai, che da soli rappresentano un bel gioco di grafica.

Poi ci sono testimonianze di chi vede un tentativo di omicidio, dei testamenti dove il valore delle cose fa ridere ("due padelle di ferro", "due camicie usate", ...), vedovi inconsolabili che dopo 30 giorni fanno un dotale, donne che stabiliscono nel testamento che il marito debba stare a casa della figlia disponendo di un letto, due lenzuola e un cuscino, e se se ne va perde tutto "perchè così e non altro".
Insomma, tanti squarci di vita passata.
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda adj » venerdì 1 luglio 2011, 10:57

claudio2574 ha scritto: dei testamenti dove il valore delle cose fa ridere ("due padelle di ferro", "due camicie usate", ...)

... adesso.
(e in compenso non c'era il problema della spazzatura)
adj
 

Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 1 luglio 2011, 15:58

Sì, il consumismo era di là da venire! Un consiglio per le ricerche: per le parrocchie che hanno subito la perdita dei documenti non si potrebbe controllare presso la locale diocesi se ne hanno copia? Ciao, congratulazioni ed auguri per il proseguimento dell'opera!
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda Franco Benucci » sabato 2 luglio 2011, 0:28

Il concilio di Trento definisce l'obbligo per i parroci di tenere i registri, il che è cosa diversa dall'inizio effettivo delle registrazioni, che varia molto da luogo a luogo e da tipo a tipo (ad es. battesimi quasi subito, matrimoni tra 15 anni, morti ancora un po' dopo, stati delle anime di solito a 700 avanzato, cresime quando capita tanto si facevano davvero quando capitava un vescovo da quelle parti). Comunque non è che il parroco attribuisse un cognome: semplicemente registrava tutti i dati a lui noti o dichiarati (a volte "Maria, sta in casa dei signori Tali" o "Toni, della mia parrocchia"), compreso, se c'era, quello che nel tempo si sarebbe fissato come cognome, del resto normalmente flesso per genere e numero fino all'800, quando le funzioni di stato civile passarono agli ufficiali di governo o municipali, con conseguenti divaricazioni d'uso che generarono cognomi apparentemente diversi per parenti strettissimi (per es. Poletto-Poletti) in funzione dell'estro del'ufficiale d'anagrafe trovato in quel momento, che lui sì attribuiva ufficialmente e inflessibilmente un cognome, spesso senza rendersene conto.
A volte il 'detto' divenne cognome, più spesso rimase 'detto' affiancando il cognome che era sostanzialmente uguale per mezzo paese (a Chioggia è ancora così, ufficialmente, liste elettorali comprese: Mario Boscolo detto Boscoletto, Maria Boscolo detto Todaro, ecc. oppure altrove anche senza 'detto': Luigi Nicolussi Rossi, Carlo Nicolussi Paolaz, ecc.).
Poi non ho mai trovato 'copia' dei documenti parrocchiali in curia: o sono rimasti in parrocchia, o sono andati persi in qualche modo, o sono stati trasferiti in curia (o a volte alla nuova parrocchia che assorbiva la vecchia) al momento della soppressione della parrocchia originaria. Al massimo in curia si trova qualche bollettino di matrimonio relativo a casi spinosi che il parroco non poteva risolvere da solo e gli serviva l'avvallo dell'ordinario, e in questi casi sì la documentazione può essere doppia (se pervenuta)
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Re: Come cambia un cognome...

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 2 luglio 2011, 8:48

Secondo l'autorevole Prof. Pavle Merkù:
"Il cognome, come secondo nome ereditario ( per far pagare le tasse agli eredi di un defunto ) è stato creato a Venezia nel 1090 e da lì si è diffuso gradualmente in tutto il mondo, dapprima solo nei territori con i quali Venezia aveva rapporti commerciali o in città vicine"
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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