Gentile amico,
è sempre consigliabile svolgere uno studio agnatistico.
Tuttavìa non è impossibile studiare le linee di ascendenza femminile ma, di sicuro, è molto più faticoso.
Il criterio da seguire, anche in questo caso, è identico a quello delle linee maschili; bisogna sempre partire dal cognome delle nonne, poi risalire alle bisnonne e via discorrendo fino al capostipite della linea femminile.
Come per le linee maschili anche per quelle femminili bisogna recarsi negli archivi parrocchiali o diocesani (se i registri confluiscono in questi ultimi), poi ancora, ci si deve recare presso gli archivi di Stato, lì si possono consultare i registri di Stato Civile, mentre presso gli archivi storici dei comuni si potranno consultare i registri di popolazione e l'anagrafe.
Com'è noto, per le famiglie borghesi si può risalire solo fino alla fine del 1500, in quanto prima non c'era l'obbilgo di registazione e, putroppo, non si possono svolgere ricerche per mancanza di documenti inerenti.
Se la famiglia è aristocratrica lo studio è molto più semplice, in quanto ci sono le fonti indirette che agevolano la ricostruzione genealogica.
Ad es. presso gli archivi di Stato si possono consultare i seguenti fondi: Significatorie del relevi, registri dei Quinternioni feudali, Cedolari, repertori e protocolli notarili, libri d'Oro ecc. Tutti fondi questi che forniscono notizie utili sulla famiglia e sulla discendenza. Sempre presso gli archivi ma, in qualche caso anche presso le biblioteche, vi sono gli archivi privati che molte famiglie aristocratiche hanno donato a tali istituti.
Ebbene... se si ha la fortuna di poterli consultare si scopriranno tante notizie interessanti ed utili per la ricostruzione genealogica anche sulle ascendenze femminile.
Insomma... bisogna armarsi solo di tanta pazienza e, con un po' di buona volontà, la ricerca darà i risultati sperati.
Buon lavoro e in bocca al lupo.
Cordialmente.
Lucia Lopriore.