da alfabravo » venerdì 9 novembre 2007, 14:36
Egr. Sig. Elyathos,
traggo queste note dalla “Sicilia Nobile” di Villabianca.
Terra baronale col mero e misto impero nella valle di ma zara.
Questa possiedesi dalla famiglia Migliaccio che ne fece l’acquisto per concessione avutane dall’Ospedale Massimo della felice città di Palermo. Vedesi popolata da 1.285 anime e vi sono 302 fuochi. Tiene 4 chiese, comprese in esse la parrocchiale. Ed è diocesi di Palermo
MARIANO MIGLIACCIO e CONTE, terzo marchese di Montemaggiore.
Migliaccio famiglia originaria dalla città di Firenze. Fiorisce nobilissima nella nostra Palermo, adorna di feudi e di vassallaggi, facendo insieme di sé pompa nell’aver goduto più d’una volta le supreme cariche di questo Regno.
Primo principe quale titolo gli fu concesso dal Serenissimo Re Filippo IV con privilegio 16 ottobre 1626, esecutoriato a 20 gennaio 1627. Fu egli Diputato di questo Regno e Pretore di Palermo nel 1636, 1641 e 1645. Contrasse nodo di sposo con Violante Marullo e Notarbartolo, nipote di cesare arcivescovo di Palermo. Quindi nacque da loro GERARDO che morì giovine nel 1655, lasciando sua successione al fratello
IGNAZIO MIGLIACCIO e MARULLO che sostenne la carica di Vicario Generale di Catania l’anno 1674. Fu Capitano di Palermo nel 1663 e Pretore nel 1661. Questi dispose nel vano del Real Palazzo di questa nostra Palermo il nobilissimo teatro, in cui vedesi alzata la statua di Filippo IV il Grande. Conchiuse sue nozze con Lucrezia Sarzana, il di cui parto erede fu
MARIANO MIGLIACCIO e SARZANA, così attestandoci la sua investitura registrata a 15 marzo 1684. Passò agli anni eterni in Palermo a 22 settembre 1700. Incontrò mentre visse nelle nozze di Eleonora Naselli Fiorito e Tagliavia figlia di Baldassarre principe di Aragona e si rese genitore di:
IGNAZIO MIGLIACCIO VENTIMIGLIA e NSELLI, investito del titolo a 15 novembre 1700, e di questo stato il dì 15 gennaio 1703. Morì in Palermo a 4 ottobre 1744, e godendo il possesso di Flaminia Drago e Manzone sua sposa, figlia del marchese Casimiro Drago. Presidente di Giustizia videsi accresciuto d’una figlia chiamata
ELEONORA MIGLIACCIO e DRAGO i di cui Stati paterni si trovano sotto l’amministrazione dei magistrati a motivo del concorso feudale che contro di essa sostiene M – 30 luglio 1746ARIANO MIGLIACCIO e NASELLI, figlio di LUIGI fratello minore di Ignazio ultimo difonto come rilevasi dall’investitura di questo vassallaggio assunta a dì 30 luglio 1746 dal Maestro Razionale Giovanni Battista Arceri e Giudice della RG Corte a nome del vero successore da dichiararsi.
Questa signora sposò Antonio Termine e Valguarnera, principe di Casteltermine
Finalmente delli due nobili pretendenti alla poderosa successione di questo stato di Baucina in Val di Mazara, che restarono per allora in iscena nella mia passata Sicilia Nobile, ebbe fortunatamente a cantar vittoria la fu principessa di Casteltermine ELEONORA MIGLIACCIO e DRAGO, figlia eredera d’Ignazio ultimo principe di Baucina di detat casa Migliaccio. Il Tribunale della Regia Gran Corte Civile di questo Regno fu appunto che venne a risolvere con sua decisiva sentenza, data li 3 settembre 1746, che avesse a reggere l’investitura medesima a pro della detta pretendente eredera, che dal Ministro Deputato allora a nome del vero successore era stata occupata un mese prima di detto giorno, che fu nel dì 30 luglio di esso anno 1746. Salutata quindi che fu tal Dama col titolo di novella Signora, e feudataria dello Stato e principato di Baucina, venne ella al punto stesso riconosciuta in marchesa di Montemaggiore ed eredera primogeniale di tutti gli altri feudi della famiglia Migliaccio, come a dire del territorio e luogo chiamato dell’Abbate, posto nel contado palermitano, de’ feudi di Ciaramita e Cavallaio e d’altri predi della stessa casa. Se ne morì finalmente questa signora in palermo a 14 maggio 1767 e fu sepolta a San Francesco li Chiovara, seguita avendola ne’ funerali, dopo però quattro anni, il marito Antonino Termine e Valguarnera principe di Casteltermine sotto li 24 ottobre 1771, che sepolto rimase alli cappuccini.: siecome al fato istesso dell’uman frale cedette altresì nella stessa città metropoli la principessa di Baucina vedova Flaminia Drago e Mansone sotto li 11 ottobre 1769, ricevuta alle cappuccinelle.
Posta dunque la morte di questa eredera Lionora Migliaccio e Termine, fu naturale che il retaggio di lei mobilissimo si fermasse in casa Termine del suo marito Antonio, passando nelal persona del di lei unico figlio maschio per nome CASTRENSE TERMINE e MIGLIACCIO, il quale unito in matrimonio essendo fin da 20 giugno 1761 con Rosalia Lucchese e Tomasi, figlia di Antonio principe di Campofranco e cavaliere di San Gennaro, entrò nell’investitura de’ feudi di Caslbianco, Ciaramita e Cavallaio, adottando insieme il titolo semplice di principe di Baucina sotto li … agosto 1769.
Investitosi costui altresì dello Stato e marchesato di Montemaggiore sotto anche il detto giorno; ma intanto della vera investitura, ch’era per dare al novello barone l’effettivo dominio dello Stato e terra di Baucina con sua popolazione e vassallaggio, se ne adornò da vero proprietario il fu barone FRANCESCO CALDERONE a dì 22 febbraio 1760, come quello, che n’era stato compratore dagli stessi signori Termine due lustri prima mercè il prezzo sborsato loro di scudi 100.000 inclusi gli accolli, così costando dal contratto di vendizione in notar Giuseppe Miraglia di Palermo, rogato ne’ suoi pubblici libri sotto li 9 giugno 1759.
In questa dunque famiglia novella baronale di Caldarone risiede di presente la vera signoria di questo stato di Baucina e in esso confermata vieppiù rimase dopo la morte di detto barone Francesco primo acquistatore, avverata in Palermo a 29 novembre 1770, sebbene il cadavere sia stato poscia inviato a sepoltura in Baucina, teneore della di lui testamentaria disposizione coll’occasione d’essere succeduto nel detto stato SALVATORE CALDERONE suo figlio, il quale presentemente ammogliato vive colla dama Girolama Pallavicino e de Franchis Centurione e Giustiniani de’ nobili genovesi, da lui sposata nell’anno 1765.
Distinti saluti da Ritter e benvenuto tra noi