da San Marco » lunedì 15 ottobre 2007, 10:53
Da internet.
La famiglia di Luigi Forconi (1780-1848), “ortolano possidente”, è presente in un registro (Stato delle anime) della Parrocchia di San Pietro alla Magione del 1833. Nel registro del 1850 viene definita come famiglia 35 residente al numero civico 1189 della Strada Maestra di Camollia nell’agglomerato di abitazioni chiamato “Burbera”.
Il quartiere della Burbera corrisponde alle case intorno alla corte cui adesso si accede dal numero civico 143 di Via Camollia. Il nome deriva dal rumore, simile a un borbottio, prodotto dal meccanismo di sollevazione dell’acqua dal pozzo della corte. Il pozzo, facente parte del Bottino Maestro di Fonte Gaia, tuttora fornisce acqua (un dado) per l’irrigazione dell’orto retrostante le case ed era allora fonte di sostentamento per le famiglie dell’abitato. L’orto, collegato alla corte ed alla strada da un piccolo vicolo, adesso incorporato nelle abitazioni ma di cui sono ancora presenti le tracce, è oggi prevalentemente adibito a giardino e confina con l’antica Via di Fichereto, attualmente chiusa, che univa la Parrocchia della Magione con la Chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta.
Luigi (figlio di Pietro e Maddalena Papi, appartenenti alla Parrocchia di San Martino) sposò Rosa Savelli da cui ebbe 4 figli: Saverio (morto a 22 anni), Lorenzo (emigrò a Firenze), Pierantonio e Gustavo, (che dette inizio al ramo poi stabilitosi in Via Garibaldi).
In Camollia, insieme alla madre Rosa, rimase Pierantonio (nato nel 1823, non si hanno dati sulla morte), “sarto padrone”, sposato con Vittoria Fagnani. Il suo nome è ricordato nella targa dipinta all’ingresso della cisterna nel Bottino di Fonte Gaia, ramo di Camollia. Ebbe 4 figli, Saverio, Osmunda, morta a due anni, Elvira che andrà a Trequanda, maestra elementare, e Arnolfo, seminarista a Montalcino.
Saverio (1850-1934) sposò Costanza Biagini e divenne medico condotto a Sant’Angelo in Colle. Costanza Biagini era nipote dell’Ing. Giovanni Biagini, Ingegnere Comunale, il cui nome è legato al taglio esistente e ben visibile nel Campanone della Torre del Mangia, eseguito per eliminare una crepa nel bronzo che ne alterava il suono. Dopo il pensionamento Saverio ritornò con la sorella Elvira in Camollia.
L’unico figlio di Saverio, Giovanni (1880-1953), medico dermatologo, sposò all’inizio del ‘900 Ida Cencini. Giovanni si dedicò al recupero del quartiere da lui abitato, separò gli ingressi e le scale degli attuali numeri civici 139 e 143, restaurò la facciata mettendo in risalto due preesistenti trifore e risanò la corte. La moglie Ida Cencini, profondamente inserita nella vita della città, era responsabile locale dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia e promosse la costruzione della “Casa della Madre e del Bambino” fuori Porta Camollia, casa poi ricostruita e attuale sede dell’asilo infantile. Giovanni ebbe due figli, Piero e Vittoria, ambedue medici.
Piero (1909-2000), chirurgo all’Ospedale di Siena, scuola del Prof. Bolognesi, divenne Primario a Sansepolcro dove si trasferì negli anni ’50 per poi tornare, in tarda età, a Siena nella stessa casa nella quale era nato; sposò Nara Nocentini ed ebbe due figli, Sandro e Letizia. Vittoria (1916-1992), medico e Direttore del Laboratoro Medico Micrografico Provinciale di Via delle Scuole, poi Ufficiale Sanitario del Comune di Siena, abitò sempre in Camollia.
Sandro (nato nel 1938) è sposato con Laura Ferri e vive tuttora nella casa di famiglia dove abitano in appartamenti contigui anche i figli Giovanni e Francesco e i quattro nipoti:
Giovanni, (nato nel 1967 e sposato con Marta Garosi) ha due figlie (Vittoria, 1998, e Virginia, 2001); Francesco, (nato nel 1971 e sposato con Paola Bagozzi) ha due figli (Pietro, 2003, e Luigi, 2006).