Quesito Egr.Sig. Grimaldi- Nobili di Napoli fiorenti

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Quesito Egr.Sig. Grimaldi- Nobili di Napoli fiorenti

Messaggioda antonio de conciliis » martedì 4 aprile 2006, 16:49

Gentile Signor Grimaldi,
una decina di giorni fa circa la contattai per porle un quesito tramite messaggio privato.
Sono sicuro vi sia stato un qualche problema di inoltro elettronico, in quanto non è giunta risposta.
Certo di un suo riscontro anche solo per pura cortesia, le riformulo la domanda sul forum, in quanto mi sono reso conto che potrebbe essere di un qualche interesse per altri cultori della materia.
Dato che lei si interessa della Nobiltà napoletana ascritta agli antichi Seggi di Napoli, è a conoscenza se vi sia una pubblicazione del CNI o di altre associazioni che tratta solo di quelle tuttora fiorenti?
Di contro, l'unica soluzione è quella di controllare tutte le famiglie napoletane sul Libro d'Oro (edizione 2005-08) e confrontarle con quelle riportate sul sito del Signor Shamà?
Ancora grazie dell'attenzione prestatami.
Distinti saluti,
Antonio de Conciliis - Lanza
antonio de conciliis
 
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Messaggioda Davide Shamà » giovedì 6 aprile 2006, 1:15

per quanto mi è dato sapere tutte le casate napoletane che furono ascritte nel Libro d'oro del 1800, e con i successivi riconoscimenti dati dal Re delle Due Sicilie, ebbero il titolo di patrizio napoletano riconosciuto dalle autorità araldiche del regno d'Italia. Le famiglie furono ascritte nell'Elenco Ufficiale del 1922 e, in buona parte, appaiono nel Libro d'Oro (almeno quelle che non si siano estinte nel frattempo). Dato che il numero di queste dinastie era già "chiuso" almeno dalla fine del XVIII secolo, dubito esistano casate escluse dagli elenchi ufficiali!
Davide Shamà
 

Re: Quesito Egr.Sig. Grimaldi- Nobili di Napoli fiorenti

Messaggioda Grimaldi » giovedì 6 aprile 2006, 1:58

antonio de conciliis ha scritto:Gentile Signor Grimaldi,
una decina di giorni fa circa la contattai per porle un quesito tramite messaggio privato.
Sono sicuro vi sia stato un qualche problema di inoltro elettronico, in quanto non è giunta risposta.
Certo di un suo riscontro anche solo per pura cortesia, le riformulo la domanda sul forum, in quanto mi sono reso conto che potrebbe essere di un qualche interesse per altri cultori della materia.
Dato che lei si interessa della Nobiltà napoletana ascritta agli antichi Seggi di Napoli, è a conoscenza se vi sia una pubblicazione del CNI o di altre associazioni che tratta solo di quelle tuttora fiorenti?
Di contro, l'unica soluzione è quella di controllare tutte le famiglie napoletane sul Libro d'Oro (edizione 2005-08) e confrontarle con quelle riportate sul sito del Signor Shamà?
Ancora grazie dell'attenzione prestatami.
Distinti saluti,
Antonio de Conciliis - Lanza


Egregio signore
ultimamente ho avuto poco tempo e mi scuso se non ho risposto alla sua mail ma francamenteho scaricato poco la posta.

Lei chiede se vi siano pubblicazioni contemporanee sulla nobiltà napoletana?

La nobiltà napoletana, sotto il profilo tecnico del termine, non esiste più in sostanza.
Non lasci perplessi la affermazione. La nobiltà era uno status giuridico. Se lo Stato non riconosce più tale status essa non è più ufficialmente tale.

Esistono attualmente famiglie signorili discese da quelli che erano casati che in epoca regia erano riconosciuti nobili dallo Stato monarchico.
Quindi le pubblicazioni ufficiali non esistono più e quelle che esistono sono private, come il citato Libro d'Oro e quindi hanno tale limite, nonostante la loro autorevolezza in materia.

Altro discorso invece è quello sulle famiglie nobili in epoche passate, che hanno una ricca bibliografia e molte fonti archivistiche.

Fra l'altro, se le interessa, le consiglio
La Nobiltà Napoletana, oggi - di Anna Maria Siena Chianese.

Cordiali saluti.


Giovanni Grimaldi[/url]
Grimaldi
 

Grazie

Messaggioda antonio de conciliis » giovedì 6 aprile 2006, 20:20

Gentili Signori,
ringrazio tutti per le cortesi ed esaurienti risposte.

Gentilissimo Signor Grimaldi mi sto già informando su come acquistare il testo segnalatomi.

Concordo che sia un peccato che non vi sia un qualche autore che tratti comunque delle famiglie che discendeno dagli antichi Seggi di Napoli.
Potrebbe essere una buona idea per una tesi di laurea...

Vi segnalo due ottimi testi per chi si interessa di famiglie nobili settentrionali.
Il primo è "Famiglie Nobili delle Venezie", ovvero l'elenco aggiornato dei casati nobili delle Venezie edito nel 2001 dal Corpo della Nobiltà Italiana (tipi della Gaspari Editore).
L'altro è un testo dell'Associazione Archivistico Nobiliare Lombarda, che ha edito un testo ormai introvabile sulle famiglie nobili lombarde fiorenti.

Gentilissimo Signor Shamà, grazie di cuore per l'attenzione prestatami.
Desidererei un suo parere su questa questione: sarebbe scorretto riunire nella dicitura "Famiglie Nobili Napoletane, Casati come i Sanseverino (che non hanno più il titolo di Patrizio Napoletano), o i de Vargas Machuga (mai aggregati ai Seggi) e tanti altri?
In altre parole ho notato che in Lombardia, per evitare di escludere antichissime casate nobiliari che hanno perduto il titolo patrizio, si sono incluse tutte le famiglie nobili con nobiltà di origine lombarda.
Sarei curioso della sua opinione, in quanto come meridionale, mi farebbe piacere che qualche storico recuperasse il "Corpo" della nobiltà di Napoli (ascritta o meno al Seggio, fuori piazza o no).

Cordialmente,
Antonio de Conciliis-Lanza
antonio de conciliis
 
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Re: Grazie

Messaggioda Davide Shamà » giovedì 6 aprile 2006, 20:49

antonio de conciliis ha scritto:Gentili Signori,
ringrazio tutti per le cortesi ed esaurienti risposte.

Gentilissimo Signor Grimaldi mi sto già informando su come acquistare il testo segnalatomi.

Concordo che sia un peccato che non vi sia un qualche autore che tratti comunque delle famiglie che discendeno dagli antichi Seggi di Napoli.
Potrebbe essere una buona idea per una tesi di laurea...

Vi segnalo due ottimi testi per chi si interessa di famiglie nobili settentrionali.
Il primo è "Famiglie Nobili delle Venezie", ovvero l'elenco aggiornato dei casati nobili delle Venezie edito nel 2001 dal Corpo della Nobiltà Italiana (tipi della Gaspari Editore).
L'altro è un testo dell'Associazione Archivistico Nobiliare Lombarda, che ha edito un testo ormai introvabile sulle famiglie nobili lombarde fiorenti.

Gentilissimo Signor Shamà, grazie di cuore per l'attenzione prestatami.
Desidererei un suo parere su questa questione: sarebbe scorretto riunire nella dicitura "Famiglie Nobili Napoletane, Casati come i Sanseverino (che non hanno più il titolo di Patrizio Napoletano), o i de Vargas Machuga (mai aggregati ai Seggi) e tanti altri?
In altre parole ho notato che in Lombardia, per evitare di escludere antichissime casate nobiliari che hanno perduto il titolo patrizio, si sono incluse tutte le famiglie nobili con nobiltà di origine lombarda.
Sarei curioso della sua opinione, in quanto come meridionale, mi farebbe piacere che qualche storico recuperasse il "Corpo" della nobiltà di Napoli (ascritta o meno al Seggio, fuori piazza o no).

Cordialmente,
Antonio de Conciliis-Lanza


Gentile sig. de Conciliis-Lanza,
se si riferisce ad una generica residenza in quella città, non è scorretto. Napoli fu sede di famiglie patrizie e di famiglie nobili che vi abitavano senza far parte di alcun seggio (esiste anche un caso limite di una famiglia, credo un ramo degli Adorno, che fu aggregata genericamente al patriziato ma senza indicazione di Seggio. "Curiosità" che terminò con la morte del primo iscritto).
La separazione tra i due tipi è utile solo per fini storici e araldici. Penso, alla fine, che per il suo problema sia utile indicare solo le famiglie con residenza sicura in Napoli.
Davide Shamà
 

Messaggioda flombardo » lunedì 10 aprile 2006, 19:13

Gentile Signor de Conciilis,


prova a dare alcune risposte ai suoi quesiti:

1. bisogna distinguere la Nobilta' Napolitana dalla Nobilta' Napoletana, la prima comprende tutte le famiglie nobili e titolate del Regno di Napoli comprese le famiglie straniere non residenti che erano ascritte ai seggi di una delle citta' nobili del Regno di Napoli o avevano feudi e titoli "Napolitani"; la seconda comprende le sole famiglie ascritte ai seggi nobili di Napoli ovvero le patrizie Napoletane, compreso quelle famiglie -es: de Vargas Machuca- che furono dichiarate nobili napoletane fuori seggio. Ovvero la prima comprende la seconda , la seconda non comprende la prima.

2. di queste alcune sono estinte ma di tante altre vi sono ancora molti discendenti che vivono altrove in italia e all'estero.

3. oltre al libro d'oro della nobiltà Italiana dovrebbe consultare anche l'annuario della nobiltà italiana di GB Crollalanza nelle vecchie edizioni ed in quelle del nuovo editore Dr Borella, le pubblicazioni del conte F.Bonazzi di Sannicandro "Famiglie Nobili e Titolate del Napolitano, Napoli 1901"; "l'Araldo, almanacco nobiliare italiano" dal 1876 al 1910; Elenco delle famiglie ricevute nel SMOM compilato dai priorati di Barletta e Capua nel 1801; Elenco delle famiglie ricevute nelle RR Guardie del Corpo.

Inoltre dovrebbe essere in preparazione un elenco delle famiglie nobili delle province Napolitane aggiornato ad oggi con le ultime discendenze, in sostanza un aggiornamento anagrafico degli ultimi iscritti negli elenchi ufficiali del 1901;1922;1933.

Cordiali saluti
flombardo
 
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BOCCAPIANOLA e RIZZO

Messaggioda antonio de conciliis » martedì 11 aprile 2006, 12:28

Gentilissimo Signor Lombardo,
grazie molte della risposta.
Adesso mi è del tutto chiara la distinzione tra Napolitana e Napoletana.
Da cilentano doc, aspetterà con ansia il testo con l'aggiornamento dei Casati Nobili del Meridione.
Oso approfittare facendole una domanda ancora più specifica con altri due esempi di famiglia Nobile di Napoli.
La famiglia dei Nobili RIZZO DEI RITII, la cui filiazione in linea retta mascolina dal 1300 fu approvata dalla Consulta Araldica del Regno nel 1938, la posso inseririre tra le famiglie Napoletane?
In altre parole i Rizzo seu Riccio erano Patrizi di Napoli ma persero il titolo Patrizio per non residenza in Napoli. Nel 1938 ottennero il decreto di riconoscimento (di Giustizia). Sono dunque napolitani (non avendo più il titolo Patrizio) o napoletani (anche se furono ascritti al Seggio di Nido per tre secoli)?
Stessa cosa per i Nobili BOCCAPIANOLA: l'unico ramo arrivato al Novecento si estinse senza più diritto al titolo di Patrizio di Napoli. Devo considerarli Napoletani o Napoletani (essendo comunque il Casato appartenuto per secoli ai Seggi)?
Molte grazie.
Cordialmente,
Antonio.
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Messaggioda flombardo » martedì 11 aprile 2006, 16:05

Se trattasi di famiglia la cui nobiltà ha origine da una città del Regno di Napoli, inclusa Napoli, si puo dire che sia una famiglia Napolitana se risiede a Napoli si puo dire Napoletana se iscritta ai seggi di Napoli si puo dire patrizia napoletana, le famiglie patrizie napoletane sono solo quelle iscritte ai seggi di Napoli le altre possono essere famiglie napoletane perche ivi residenti da molto tempo ed avendone la cittadinanza pur non essendo iscritte ai nessuno dei seggi.

Cordiali saluti


ps

al momento non ho modo di controllare le famiglie di cui ha fatto mezione
flombardo
 
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 19 aprile 2006, 2:33

flombardo ha scritto:Gentile Signor de Conciilis,


prova a dare alcune risposte ai suoi quesiti:

1. bisogna distinguere la Nobilta' Napolitana dalla Nobilta' Napoletana, la prima comprende tutte le famiglie nobili e titolate del Regno di Napoli comprese le famiglie straniere non residenti che erano ascritte ai seggi di una delle citta' nobili del Regno di Napoli o avevano feudi e titoli "Napolitani"; la seconda comprende le sole famiglie ascritte ai seggi nobili di Napoli ovvero le patrizie Napoletane, compreso quelle famiglie -es: de Vargas Machuca- che furono dichiarate nobili napoletane fuori seggio. Ovvero la prima comprende la seconda , la seconda non comprende la prima.

Egregio signore in base a cosa, per favore, lei diversifica i due termini napolitano e napoletano? Sono solo due forme grafiche dello stesso termine. E non mi risulta che sia mai stata emanata una legge di diritto nobiliare che regolasse tale distinguo. Sono sue considerazioni?

Come scrissi altrove
nel Regno di Napoli le distinzioni fra nobili erano:
1) Patrizi:
- nobili abitanti di città regie (non sottoposte a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro);
- viventi nettamente separati dagli altri nobili locali e dal popolo;
- godenti dell'ascrizione ad un Seggio chiuso (al quale non potevano accedere altri se non voluti dai patrizi già ascritti):
- godenti del diritto monopolistico (esclusivo) dell'accesso alle cariche civiche locali (e spesso anche a certe ecclesiastiche);
2) Nobili di città (nobiltà civica):
- nobili abitanti di città regie (non sottoposte a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro);
- viventi separati dal popolo;
- godenti dell'ascrizione ad un Seggio Aperto (al quale potevano accedere però anche ALTRI NOBILI, richiedendolo al Seggio o al Sovrano se non erano stati accettati dai nobili già ascritti);
- -godenti del diritto esclusivo dell'accesso alle cariche civiche locali (e spesso anche a certe ecclesiastiche);
3) Nobili locali:
- nobili abitanti di città regie ma NON ascritti, nei vari casi, al patriziato locale o alla nobiltà civica esistente (non sottoposti a feudatari dunque; con eccezioni che vedremo in futuro); oppure viventi (in maggioranza) in città FEUDALI;
- viventi separati dal popolo;
- uniti in un collegio nobiliare ma NON ascritti a nessun seggio (perchè localmente NON esistente oppure perchè Seggio chiuso);
- con l'opportunità di collaborare al potere locale (con il feudatario del luogo, ecc.).

I Patrizi napoletani (o napolitani) godevano di antichi privilegi e del prestigio di appartenere alla nobiltà patrizia della capitale del Regno...
ed erano quelli ascritti ai Seggi nobili della città.
Gli altri nobili che vivevano in loco erano detti "nobili fuori Piazza" e che fra loro tesero in certi casi ad unirsi in altri modi, come nel celebre Monte Manso (da leggere lo storico Fasulo).


2. di queste alcune sono estinte ma di tante altre vi sono ancora molti discendenti che vivono altrove in italia e all'estero.

I discendenti delle famiglie che fino alle ultime registrazioni ufficiali erano ricordate come patrizi napoletani sono pochi rispetto ai casati antichi. Molti di loro si sono infatti estinti.

3. oltre al libro d'oro della nobiltà Italiana dovrebbe consultare anche l'annuario della nobiltà italiana di GB Crollalanza nelle vecchie edizioni ed in quelle del nuovo editore Dr Borella, le pubblicazioni del conte F.Bonazzi di Sannicandro "Famiglie Nobili e Titolate del Napolitano, Napoli 1901"; "l'Araldo, almanacco nobiliare italiano" dal 1876 al 1910; Elenco delle famiglie ricevute nel SMOM compilato dai priorati di Barletta e Capua nel 1801; Elenco delle famiglie ricevute nelle RR Guardie del Corpo.

Inoltre dovrebbe essere in preparazione un elenco delle famiglie nobili delle province Napolitane aggiornato ad oggi con le ultime discendenze, in sostanza un aggiornamento anagrafico degli ultimi iscritti negli elenchi ufficiali del 1901;1922;1933.

....

Le pubblicazioni che terrei da conto sono solo quelle ufficiali. Quindi anche moderne "integrazioni" sottolineo che sono a puro carattere privato....



Cordiali saluti

Giovanni Grimaldi
Grimaldi
 

Seggio di NILO

Messaggioda antonio de conciliis » mercoledì 19 aprile 2006, 11:33

Gentilissimo Signor Grimaldi,
la ringrazio per le delucidazioni ed il contributo.
Ne approfitto per porle un altro quesito (... a proposito ho recuperato in una libreria specializzata di Napoli il testo segnalatomi su "La Nobiltà di Napoli, oggi"; molto interessante :D ):
Saprebbe indicarmi se esiste un testo sulla Nobiltà di Nido?
Sto difatti svolgendo uno studio sulle famiglie ancora fiorenti che appartennero al Seggio (contattando i discendenti ove possibile).
In un testo del Volpicella, ho trovato segnalato uno scritto del De Lellis proprio sulla Nobiltà di Nido.
Purtroppo non figura negli elenchi né dell'Archivio Storico di Napoli, né presso la Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele.
Data la fonte autorevole, suppongo che il testo/ manoscritto non sia più esistente per le distruzioni del 1943.
Se ritiene posso in una seguente comunicazioni scriverle le coordinate esatte che erano segnate per il reperimento di tale saggio.
Grazie mille!
I più cordiali saluti,
Antonio de Conciliis - Lanza
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