Come non detto: qui si afferma che gli Arlotta che erano proprietari della Banca Minasi e Arlotta e che possedevano a Gallipoli una succursale
https://www.storiaeconomica.it/pdf/2006.2-3.305.pdfE la loro presenza a Gallipoli è attestata anche dalla presenza di una villa da loro edificata
https://digilander.libero.it/SannicolaS ... le%201.htm.
Dunque, dispongo di ulteriori informazioni, ma i dubbi restano se siano originari di Gallipoli o Scilla.
Sulla scheda Wikipedia sul Regno delle Due Sicilie
https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_del ... e#Economia nel capitolo sull'Economia si afferma che: "Le case di commercio avevano generalmente sede a Napoli, e succursali nelle varie province ed all'estero. Le case più importanti venivano dette anche "firme di piazza", tra queste si ricordano quelle dei Rocca, dei Cardinale, dei Piria, dei Perfetti, dei Pavoncelli, dei De Martino e la Minasi & Arlotta. Quest'ultima in particolare si rese protagonista di una significativa operazione di borsa nel 1856, che portò all'esclusione dei Rothschild dal mercato degli oli nel regno".
Qui invece viene meno l'ignoranza su come e quando è avvenuta l'ascesa economica della famiglia; è avvenuta, dunque, attraverso il commercio dell'olio. E la cosa si ricollega alla loro presenza a Gallipoli, nel Salento, terra da sempre cruciale nella produzione dell'olio.
Riguardo il quesito che avevo posto sulle proprietà della famiglia, ho scoperto che, oltre alla villa gallipolina e alla grande dimora urbana di Napoli sul lungomare, possedevano anche una villa a Sorrento, purtroppo perduta
http://www.italy-russia.com/it/2014_07/arlotta-flaviya/Chissà se il novero delle passate proprietà immobiliari di questa famiglia sia più vasto, e cioè comprenda altri edifici (ville, palazzi o tenute); nel frattempo siamo arrivati a tre.
Tra tutte le cose che ho domandato, dunque, restano un mistero solo il nome dell' o degli Arlotta che commissionarono il palazzo napoletano e l'architetto che lo progettò.
In definitiva, su queste ultime due curiosità mi affido a voi.