Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » martedì 9 ottobre 2018, 0:33

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Lato sud di casa Turrettini - Ginevra
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda pierluigic » lunedì 24 dicembre 2018, 13:21

Lucca ( di cui purtroppo conosco poco la storia ) era un centro ereticale di grande interesse ne xvi secolo
Mi piacerebbe saperne di più
Pietro Perna monaco lucchese e tipografo poi a Basilea si trasferi in Svizzera attraverso canali fiorentini; si sa qualcosa di come emigrarono queste famiglie ?
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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » domenica 5 gennaio 2025, 13:16

Aggiorno un vecchio post:
viewtopic.php?f=3&t=20719&p=233153&hilit=nobili+lucchesi+emigrati#p233153

Jacques-Barthélemy Micheli du Crest:
Ritratto realizzato verso il 1720 dal pittore ginevrino Robert Gardelle (Collezione privata) © Fotografia Bibliothèque de Genève.

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Autrice/Autore: Jacques Barrelet Traduzione: Christina Müller

28.9.1690 Ginevra, 29.3.1766 Zofingen, rif., di Ginevra. Figlio di Jacques, Signore di Le Crest e capitano al servizio della Francia, e di Elisabeth Calandrini. Fratello di François-Gratien (->). Celibe.
Frequentò il collegio di Ginevra (1705). Al servizio della Francia dal 1709, divenne capitano nel 1712 (carica da cui dimissionò nel 1738) e partecipò alla guerra di successione spagnola. Membro del Consiglio dei Duecento di Ginevra (dal 1721), criticò aspramente un progetto riguardante le fortificazioni cittadine. Nel 1728 corse un notevole rischio facendo stampare e distribuire un memoriale che descriveva i punti deboli del sistema difensivo della città. A causa della sua intransigenza e del suo rifiuto di comparire davanti al Consiglio per essere "censurato", nel 1730 fu privato della cittadinanza e si vide confiscare i propri beni. Mosso in particolare da un sentimento personale di ingiustizia, divenne un avversario del regime aristocratico di Ginevra. In fuga dal 1731 (Parigi), fu condannato a morte in contumacia nel 1735. Lottò senza sosta per ottenere la riabilitazione, ma la speranza di figurare tra gli amnistiati dell'Atto di mediazione del 1738 restò vana. Arrestato a Neuchâtel (1746) su richiesta di Ginevra, Zurigo e Berna, fu poi condannato al carcere a vita e imprigionato nella fortezza di Aarburg (1749-65). La tragica sorte non gli impedì di essere un vero e proprio rappresentante dell'Illuminismo. Personaggio geniale ed eclettico, autore di numerose pubblicazioni, si interessò non solo alle fortificazioni e alla cartografia (carta dei dintorni di Ginevra, 1730; primo panorama scientifico delle Alpi, 1755), ma anche all'urbanistica (progetto di sviluppo urbano di Ginevra) e alla termometria.

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Re: Nobili lucchesi emigrati nel '500 in Svizzera

Messaggioda contegufo » lunedì 6 gennaio 2025, 14:13

Il Palazzo cinquecentesco in questione era in origine Castracane degli Antelminelli e rimase proprietà della famiglia del ramo di Lucca. Altri Castracane emigrarono nelle Marche e diedero vita a due ulteriori rami: quello di Fano, tuttora fiorente e quello di Cagli estinto.
Passò poi ai Micheli e per matrimonio ai Guinigi Magrini. Estinto anche questo ultimo nobile casato passò nelle mani del Comune di Lucca e senza un progetto serio di ricollocazione urbanistico residenziale per circa 40 anni fu abbandonato a se stesso. Fin quando negli anni 2000 in pieno fulgore nel riposizionare antichi palazzi sul mercato immobiliare, non venne ceduto dal Comune di Lucca e restaurato come meglio non si poteva fare. Durante la fase di restauro vidi tutto l'immobile dalle cantine all'altana con grande soddisfazione non facilmente ripetibile.
Quando un ramo dei Micheli svizzeri venne a Lucca per rivedere le antiche proprietà fece tappa in via Fillungo e vide il Palazzo nella fase di abbandono. Le foto rendono giustizia ad un immobile di gran pregio.

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In secondo piano è Palazzo Buomvisi sede del liceo Artistico.

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Quella che si vede è una stufa in cotto dell'800 che l'uso aveva annerito. Forse riportarla all'origine non era possibile la si immagini quindi color mattone.
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