Li Volsi di Caltanissetta e Favignana

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Li Volsi di Caltanissetta e Favignana

Messaggioda VictorIII » giovedì 13 ottobre 2022, 18:47

Hello friends!
I miei antenati Li Volsi si trasferiscono a Caltanissetta nel periodo 1620, certamente assenti dai registri ecclesiastici, riveli e notarili negli anni precedenti. Il primo nato a Caltanissetta è Michele di Giuseppe, pochi anni dopo che il mastro Giuseppe Li Volsi completa la nota scultpure dell'arcangelo Michele per la città. Ma nei documenti del mio Giuseppe Li Volsi la famiglia non è mai chiamata padrona (sicuro che la Bottega stava finendo in quegli anni, quindi forse si spiega con il trasferimento a Caltanisetta dopo quell'opera commissionata nel decennio del 1620).

Un autore che scrive della famosa bottega chiama una delle loro filiali come di Caltanissetta, ma ho anche seguito il suo riferimento e ahimè, la carta a cui aveva fatto riferimento non in realtà istituiva una filiale di Nisseni, solo che il lavoro era stato fatto in quella città del mio antenati.

Ma curiosamente, e dandoci prove ancora più circostanziali che il Li Volsi che compare nei registri di Caltanissetta solo dopo che la famiglia Li Volsi completò l'opera per la Chiesa Madre di Caltanissetta è proprio di quella famosa famiglia di artisti, troviamo i miei antenati Michele di Giuseppe nominando il mio antenato di prossima generazione Stefano. Così la linea inizia con Giuseppe Li Volsi nato qualche tempo prima del 1600, con un figlio di nome Michele pochi anni dopo la commissione della statua Michele, e il nome di Stefano così prevalente in quella bottega.

Ma finché non avrò raggiunto quegli anni di atti notarili (abbiamo rivisto attentamente il periodo 1500-1580 e pian piano abbiamo lavorato avanti, e ho tante storie magiche da condividere!) non saprò con certezza chi siano le origini dei miei Li Volsi.

Piuttosto sorprendentemente, però, venni a sapere che i miei Li Volsi, qualunque sia la loro origine nel XVI secolo, sono senza dubbio i Li Volsi che contribuiscono a costruire Favignana per i conti Pallavicino come loro agenti, provvisti di diritti di caccia e responsabili di molto della semina vista oggi sull'isola. Mi ha davvero scioccato: la ricerca della bottega mi aveva portato a questa spedizione selvaggia per il Pallavicino. In quei primi anni di sviluppo del Settecento a Favignana sembra che le due famiglie più potenti siano i Li Volsi ei Cannino, spesso in aspre contese sul controllo di produzioni e territori differenti.

Meglio ancora, i miei antenati Giunta che sposano i Li Volsi, li accompagnano anche a Favignana e molti di quelli Giunta a Favignana nel 18° e 19° secolo sono del ramo di Caltanissetta, cugini del 18° e inizio 19° secolo notaio D. Luigi Giunta ( alias Nascotto che era così chiamato il mio ramo di Giunta almeno dal 1697 ... in una nota a margine - se qualcuno sa qualcosa sul motivo per cui questo alias si è profilato per così tanto tempo nei riveli del 1815 e attraverso documenti ecclesiastici a riveli, sempre scritto "Giunta alias Nascotto" o anche Nascosto, sarei molto grato di saperne di più. Alla fine spero di trovare delle risposte in atti notarili di quell'epoca. Credo sia D. Luigi che costruisce quel palazzetto Loria Giunta e anche il Melfa che sposa Giunta vivere in quella stessa strada nei decenni successivi). Antonino Giunta, marito di Rosa Li Volsi, nasce a Caltanissetta negli anni '90 del Seicento e muore a Favignana nel 1776, così come il figlio magistro Francesco, nonché molti dei discendenti di Michele Li Volsi di Giuseppe. Più tardi nato nel 1798 a Favignana è mio zio chiamato D. Michele Li Volsi, la classica ascesa di famiglia, in quanto suo padre non ha ricevuto il don dai documenti che ho trovato.

I Pallavicino sono efficienti e in quei primi anni vediamo i Li Volsi anche a Marettimo.

Ad ogni modo, questi sono piccoli frammenti della microstoria, ma spero che possano essere di interesse, o meglio ancora utili, per alcuni in futuro. Inoltre, sarei lieto di sapere qualcosa in più sulle famiglie di Favignana, o magari qualche notizia su come i Li Volsi siano arrivati ​​a Caltanissetta e se di sicuro è il famoso mastro Giuseppe ad essere in capo all'albero ora per i Li Volsi di Caltanissetta e Favignana? molte grazie!

Rimango ancora sorpreso come la mia ricerca della bottega porti a Favignana, e ancora nessuna esatta conferma della bottega, se anche circostanzialmente mi sembra chiaro un ramo discendente dal mastro Giuseppe Li Volsi di Tusa si stabilisce a Caltanissetta e continua i cognomi nel anni dopo la fine della bottega... ma ancora, devo trovarne di più per confermarlo esattamente!


Dopo la morte di Angelo Pallavicino (25 maggio 1698), divenne conte di Favignana il nipote Giuseppe Maria (27 aprile 1699), che sposò Livia Centurione e fu padre di Giovan Luca, investito della contea di Favignana il 23 luglio 1727. Per far la guardia contro i pirati, Marettimo era abitata da un gruppo di soldati e poche famiglie. All'interno del castello venne costruita una chiesetta, dove gli abitanti (una sessantina) potevano andare a pregare e a sposarsi. I Pallavicino sfruttarono soprattutto l'abbondanza di legname dell'isola. Con la fine delle scorrerie saracene, si cominciò a formare il paese. Le prime famiglie che hanno abitato l'isola si chiamavano Aliotti, Spataro, Maiorana, Arancio, Duran, Sercia, Cocco, Tedesco, Mercurio, Carriglio, Li Volsi, Campo, Torrente. dopo aver spietrato quell'arido terreno e aver resa la terra adatta alla semina e al pascolo...
la famiglia Pallavicino chiamò tante persone (trecento capi famiglia) da altri luoghi per popolare l'isola. Racconta Cataliotti nelle sue memorie su Favignana: "Nel 1 700 venne in Favignana da Caltanissetta certo Antonio Li Volsi con 4 figli. Andrea, Mauro, Stefano, e Michele, appassionato coltivatore ed ebbe censito dal Marchese Melchiorre Paolo Girolamo Pallavicino tutta la contrada della Piana. Impiantò macchine per attingere acqua, piantò alberi fruttiferi e l'isola abbondò allora di verdure, cereali, granturco, cotone ecc. Venne poi la famiglia Canino (in origine Hanino) dalla Spagna, che ottenne il censimento di una parte della contrada Bosco, dove piantò vigneti, fichi d'india, ed altri alberi, coltivandovi pure cereali." Nel 1764 venne costruita la chiesa Madrice a Favignana, che coronò il popolamento dell'isola, e nello stesso periodo venne concessa in affitto dai Pallavicino la prima taverna-spaccio, che fu la prima putìa (bottega) di Favignana!65I1 vino veniva dalla vigna di Levanzo o dal "Bosco" di Favignana, che era stato Nel passato, il lavoro dei prigionieri era previsto come sanzione punitiva aggiuntiva, che rendeva un utile allo Stato od ai privati cui lo Stato riteneva di offrire particolari privilegi in ricompensa di determinati servigi.
https://www.favignana.com/michelegallit ... icino.html



Dai nomi di alcune località favignanesi, come Portella del Cervo, si può dedurre che l'isola doveva essere popolata di cervi, di daini. Sotto il governo borbonico si tentò di incrementare le specie animali con l'importazione di cervi, cinghiali, lepri, conigli. Infatti, i
Borboni di Napoli, tra una "lazzaronata" e l'altra, dalla metà del 1600 in poi, vengono qui periodicamente per delle battute di caccia che, per regio decreto, era riservata ai blasonati. Tra i residenti godevano di questo privilegio le famiglie degli Hanino, Livolsi, Tobia, Ernandes. Lo Struppa riferisce che nell'isola si trovavano anche ilcorvo, il falcone e parecchie altre specie di uccelli predatori. ...
L'agricoltura di Favignana è un'introduzione relativamente recente, contrariamente al resto della Sicilia. Infatti, le passate popolazioni indigene vivevano dedicando la loro attività alla pastorizia e al mare. Nel '700, ad opera di un certo Livolsi ha inizio la piantagione di alberi da frutta, la coltura di verdure, di cereali nella zona chiamata la Piana....
Sedata questa lite, ne sorge un'altra tra le famiglie eternamente rivali dei Canino e dei Livolsi. Passata la chiesa di S. Anna sotto l'amministrazione di Bacicia Canino, questi provvede ad alcune innovazioni e a restauri. non tenendo conto a bella posta dei diritti acquisiti dai Livolsi che a loro spese avevano in precedenza
riattato la chiesa. La pretura darà ragione ad Andrea Livolsi. Dopo i moti rivoluzionari del1820, il governo borbonico scioglie la Congrega che sa di Carboneria, la quale quindi abbandona la chiesa di S. Anna. Tale situazione si protrae fino all'anno 1871,
quando Martino Beltrano ripristina la Congrega che diviene subito attiva e funzionante.
Favignana, la perla delle Egadi, Scarcella G.
VictorIII
 
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Re: Li Volsi di Caltanissetta e Favignana

Messaggioda VictorIII » venerdì 14 ottobre 2022, 17:15

A few small corrections.

It is Stefano Li Volsi (di Gio Battista) who completed the statue of the archangel Michele at the cattedrale S Maria La Nova di Caltanissetta in the 1620s, while Scipione Li Volsi is also called to Caltanissetta for the commission in the Chiesa di San Sebastiano.

Further, when I wrote “non è mai chiamata padrona”, I simply mean that *no* documents found thus far have indicated the Li Volsi di Caltanissetta as masters in any way involved in the bottega, and they are never called mastro in Caltanissetta.

Finally, the author that wrote of a ramo di Caltanissetta can be found in the Archivio Messinese #57, Camilo Filangeri, who wrote “Per i Li Volsi di Caltanissetta, Enna e Nicosia cfr. DI MARZO 80, pp. 708-710; ”. But following his reference to Di Marzo I conclude that di Marzo had no more information than I do, and merely noted the work of the family in Caltanissetta and the subsequent emergence of the surname in the following years in that same city.
http://www.societamessinesedistoriapatr ... e%2057.pdf

Still we must make the gap to understand if the Giuseppe Li Volsi, progenitor of the Li Volsi di Caltanissetta, is Giuseppe Senior or Junior or if it’s some unusually strange case of homonyms. (Although, also on this branch of my tree we find other famous artists and architects, always in a dance with the small and civic nobility - and with ever changing identities, so I really think it will be the Li Volsi of Tusa/Nicoscia in the years after they’ve left the arts). Stay tuned!
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