Buongiorno a tutti
Di recente mi ha incuriosito il caso di una famiglia della piccola nobiltà marchigiana, la cosiddetta nobiltà delle Terre. La famiglia é di antica data, ha avuto tra i suoi esponenti anche un Vescovo, cavalieri, podestà di comuni ecc. Come molte delle famiglie della piccola nobiltà, i problemi riguardano la disponibilità di denaro, soprattutto quando il patrimonio veniva diviso tra i figli.Venendo al dunque, nella prima metà del Settecento la famiglia é rappresentata da cinque maschi, figli di due fratelli. Due di loro sono possidenti e fanno parte del reggimento nobiliare, uno é agrimensore, un'altra fa il sacerdote mentre il piú piccolo, che ha ereditato davvero poco, é fabbro. Quest'ultimo sarà il solo ad avere figli, che erediteranno il discreto patrimonio di tutta la famiglia, e ovviamente non avranno bisogno di portare avanti il mestiere del padre, ma ristabiliranno la propria condizione di possidenti. Nonostante questo, non faranno piú parte del Consiglio dei nobili. Questo puó essere considerato come il segno che la loro famiglia non era piú nobile, che avesse perso la qualità patriziale?

