da egometta » domenica 24 febbraio 2013, 1:29
Nel 2008, in occasione del bicentenario della morte di Melchiorre Cesarotti, sono state avviate a Padova numerose ricerche su di lui e sulla sua famiglia, che hanno prodotto allora un paio di mostre documentarie e varie pubblicazioni, ma per altri aspetti (soprattutto letterari e filologici) sono ancora in corso.
Da quanto allora pubblicato in base alle fonti reperite (civiche, seminariali e private), si evince quanto segue. I Cesarotti erano famiglia notarile da varie generazioni, il cui ramo principale fu aggregato al Consiglio civico di Padova il 18 agosto 1669, in persona di Alvise (notaio collegiato) e Gaspare, fratelli, q. Lodovico q. Paulo [III] q. Paulo [II] q. Paulo [l] (tutti notai collegiati). Di tale ramo principale, ammesso alla nobiltà civica padovana, non sono noti gli sviluppi successivi, ma verisimilmente andò estinto molto prima prima dei riconoscimenti di nobiltà di epoca austriaca cui faceva riferimento Gens Valeria (e probabilmente anche prima del 1797, come sembra di poter dedurre dal passaggio ereditario della villa di Selvazzano al ramo cadetto nei primi decenni del '700).
Lodovico (padre dei due fratelli ammessi in Consiglio) aveva infatti due fratelli: Alvise, fattosi monaco, e Giovanni Paolo [l], dottor di leggi e Auditore Civile a Piacenza, da cui si generò il ramo cadetto cui appartenne il celebre Melchiorre. Da Giovanni Paolo [l] nacquero Lorenzo (frate minore conventuale, zio preferito del 'nostro', che lo avviò agli studi letterari), Marchioro (da un cui figlio, non identificato, nacque poi Melchior Capovilla, unico parente con cui il 'nostro' intrattenne rapporti in età adulta) e Giovanni (avvocato, pubblico funzionario a Padova e poi Governatore nel ducato di Parma, morto nel 1748).
Da Giovanni, sposato con Medea Bacuchi (ma altrove Medea Bacco e addirittura Margherita) nacquero Giovanni Paolo [II] (di cui non si sa nulla), una figlia (di cui non è noto il nome), Francesco Antonio (avvocato, sposato con la veneziana Elisabetta Corner da cui ebbe Giustina e Virginia, con le quali il nome si estinse) e infine il nostro Melchiorre (15 maggio 1730-3 novembre 1808), che fu seminarista come i fratelli e giunse a prendere gli ordini minori che gli davano diritto al titolo (e al beneficio) di Abate (non nel senso monastico).
Nobiltà civica dunque, non titolata, e per di più nel ramo cadetto, non direttamente oggetto di aggregazione al Consiglio nobile nel 1669: nell'atto di morte, Melchiorre è infatti qualificato solo come "Cavaglier, Commendator del Regio Ordine Italico della Corona di Ferro, Abbate, Dottor, Pubblico professor, Pensionato di Sua Maestà Imperiale e Regia".
Non sono finora noti stemmi della famiglia ma, visti i trascorsi del padre e del nonno a Parma e Piacenza, una ricerca mirata potrebbe essere condotta anche sul vesante di quel ducato (farnesiano fino al 1731, poi borbonico e asburgico), oltre che con ulteriori escavi su quello nostrano.