In parte dalle informazioni presenti nel sito " www.sardimpex.com ", quando era disponibile, in parte dalle diverse fonti araldiche (Amyden, Spreti, Manno) ma per lo più da approfondite ricerche nell'Archivio di Stato di Roma, ho ricostruito gran parte della genealogia della Famiglia Ducale Muti.
Il primo duca Carlo Muti, acquistò il 26/11/1573 da Muzio Tuttavilla, per 25000 scudi, i territori di Canemorto, Pozzaglia, Petescia e Montorio, ed ottenne da Sisto V l'erezione a ducato. Era signore di Palidoro, Sant'Angelo e Castel Lombardo (atto di affitto dell'8/4/1579). Acquistò la contea di Vallinfreda da Francesco Cenci nel 1593.
La madre di Carlo era Olimpia Astalli sorella di quella Flaminia Astalli moglie di Marcantonio Borghese e madre del futuro Papa Paolo V.
Senza per ora dilungarmi sulle altre parentele, dalle mie ricerche è emerso che Carlo Muti era cavaliere di Gran Croce e Gran Cancelliere dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Gran Priore di Roma (come si evince da atti conservati in ASR). Nel Manno è riportato un Carlo Muti: Consigliere di guerra, Colonnello di mille fanti italiani (12/10/1580; pat. 19, 318); infeudato di Settimo Torinese da Carlo Emanuele I di Savoia (4/5/1584; pat. 18, 199); eretto in Marchesato (18/5/1584, pat. 18, 203 v); Ambasciatore del duca di Savoia presso Sisto V (10/4/1586). Oltre ai documenti a lui relativi, anche in quelli dei suoi successori diretti (in Archivio di Stato a Roma) è menzionato il titolo di Marchese di Settimo. Titolo che Carlo mantiene anche dopo il 12/5/1582 quando dona il ducato di Canemorto al figlio Giacomo. Trattasi quindi della stessa persona.
Vi è una particolarità: sotto i Savoia Carlo adotta come stemma una mezzaluna crescente mentre a Roma troviamo due mazze incrociate legate agli anelli da una catena. Ho trovato una annotazione girovagando nel web (non ricordo più dove) "quando un cavaliere cambiava Stato e Signoria, mutava sigillo e divisa".
Sempre nell'Archivio di Stato di Roma, ho individuato gli atti notarili che si riferiscono a tre testamenti depositati da Carlo nella Chiesa dei SS. 12 Apostoli: il 25/6/1574, il 27/2/1580 ed il 10/6/1580 e mai aperti, lasciati, deduco, prima della partenza di una missione militare.
Sono risalita nella linea ascendente di Carlo ed ritengo, contrariamente a quanto riportato nelle diverse fonti, che i diversi rami della famiglia Muti, Muti-Papazzurri, Muti-Bussi abbiano una unica origine. La mezzaluna crescente è presente infatti nei Muti-Papazzurri e le mazze nei Muti-Bussi.
Per quel che riguarda il ducato, fù permutato il 13/11/1632 (Chirografo di Urbano VIII) con quello di Rignano e la famiglia è confluita nel 1703 in quella Cesi che si estinse nel 1799. Il Ducato di Rignano fù trasmesso il 9/9/1828 (Breve di Leone XII) ai Massimo d'Aracoeli ed il 20/8/1899 (R.D.) ai Colonna.
Ogni informazione a partire dal 1450 è gradita per riscontri ed approfondimenti, in particolare se relativa al sigillo.
