Latinizzazione di un cognome

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Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda adj » lunedì 1 agosto 2011, 8:49

GENS VALERIA ha scritto:I tentativi ( di per sè tragici o comici ) di trasformazione di un cognome da una lingua all'altra sono stati sempre legati ad una certa dose di fantasia .

Già. per citare un altro esempio "teologico", Johann Dobneck fu latinizzato in Cochlaeus perché nativo di Wendelstein: anche se in questo caso, più che di vera e propria latinizzazione del cognome, si potrebbe parlare di soprannome o pseudonimo.
adj
 

Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda Andreas de Florentia » lunedì 1 agosto 2011, 14:04

GENS VALERIA ha scritto:Come già visto il cognome si forma in lingua volgare , sarà quindi latinizzato trascrivendolo negli archivi parrocchiali e notarili ( in certe epoche ).
Quello di Corso/a/i potrebbe provenire da corso ( abitante della Corsica ) .
In ogni caso, nel latinizzare un cognome, si consideravano due possibilità :
utilizzare il genitivo ( di Corsius , ovvero di padre detto Corso ) Cursij
oppure un complemento di origine o di provenienza ( dai Corsi , ovvero proveniente dalla famiglia dei Corsi )
per il quale si usa de + ablativo : de Cursis.

Nel caso in oggetto sono stati utilizzate entrambi le modalità.

Saluti toto corde :D


Corso è più spesso aferesi di Bonaccorso o Buonacorso.
Andreas de Florentia
 
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Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda Franco Benucci » martedì 2 agosto 2011, 0:11

adj ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:I tentativi ( di per sè tragici o comici ) di trasformazione di un cognome da una lingua all'altra sono stati sempre legati ad una certa dose di fantasia .

Già. per citare un altro esempio "teologico", Johann Dobneck fu latinizzato in Cochlaeus perché nativo di Wendelstein: anche se in questo caso, più che di vera e propria latinizzazione del cognome, si potrebbe parlare di soprannome o pseudonimo.

Mica poi tanto di fantasia: Cochlaeus è un calco dell'etnico (già latinizzato) Wendelstinus, abitante o originario di Wendelstein.
Similmente Kramer che diventa Mercator, calco del 'cognome'.
Calvin(o) è ricostruzione, forse arbitraria ma formalmente corretta, del possibile etimo di Cauvin. Da notare che se fosse stato francese (d'oil ma DOC) avrebbe dovuto essere *Chauvin, ma era di Noyon, quindi piccardo...
Eccetera: ogni caso ha la sua logica, ma una logica (fenomenologia linguistica) c'è sempre
Franco Benucci
 

Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda adj » martedì 2 agosto 2011, 9:30

Franco Benucci ha scritto:Mica poi tanto di fantasia [...]

Quel che si inendeva dire è che la latinizzazione del nome seguiva molti possibili percorsi (e con ulteriori differenze in base al luogo e all'epoca):
- traduzione latina del significato del nome (il caso di Corso se si fosse assunto Cursus,us: è in un certo senso analogo al procedimento che portò a stemmi parlanti);
- formazione ex novo di un cognome a partire da alcune caratteristiche dell'individuo (fisiche, morali, origine, nascita: ma questo è più relativo a soprannomi, poi magari venutisi a sostituire al cognome originario e per processo inverso rivolgarizzati; può essere il caso di Cochlaeus)
- semplice latinizzazione della forma, in genere assumendo le declinazioni più comuni (p.e. se mi chiamo Bertoldo diverrò Bertoldus,i; e mi pare sia il caso di Corso divenuto Cursus,i).
- ecc...
Così se mi chiamo Tromba, potrò diventare Tuba,ae o Bucina,ae o Lituus,i ma anche semplicemente Tromba,ae (o magari un più virile Trombus,i), vuoi per disinteresse nel richiamarsi al significato del nome, vuoi per semplice ignoranza del "latinizzatore". O potevo per circostanze varie finire per essere latinizzato in modo ancora diverso.
adj
 

Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 3 agosto 2011, 0:10

Un conto sono i cognomi (familiari) e la loro origine; un altro conto sono gli appellativi (individuali) di vario tipo e quindi di varia origine; un altro ancora sono i procedimenti di latinizzazione degli uni e degli altri.
In questi ultimi, in quanto questioni di lingua, normalmente non c'è spazio per la fantasia: o vanno per via fonetica (categoria prestiti) o per via semantica (categoria calchi), con le relative sottocategoria: Calvino è fonetica ricostruttiva (pura forma significante: siccome storicamente AL > au, allora ricostruiamo au > AL, anche se magari nel caso specifico l'origine poteva essere diversa); Presule, quello del castello che gira in questi giorni, è fonetica adattiva (banalmente qualcosa che assomiglia a Proessl e che solo per caso vuol dire qualcosa cioè ha anche un significato e non solo un significante). Cochlaeus invece è semantica cioè traduzione (significato, sostanza del segno: in questo caso dell'appellativo nato dall'etnico già formalmente latinizzato: Wendelsteiner > Wendelstinus > Cochlaeus). Idem per Mercator da Kramer, ma lì traduzione del cognome, nato dal mestiere di qualche antenato, idem ancora per Bevilacqua che diventa Abstemius (dove la traduzione è su un'interpretazione 'sintetica' del cognome) o per Ognibene che (ri)diventa Omnibonus, ecc.
Corso/Cursus/de Cursis/Cursij (e non -y) è fonetica adattiva: la semantica non c'entra, i corsi e percorsi, viali e carriere, non c'entrano (a parte il discorso sul paradigma della IV declinazione, che magari il notaio poteva analogizzare cursus-i su lupus-i)
Franco Benucci
 

Re: Latinizzazione di un cognome

Messaggioda Carlettino » giovedì 9 agosto 2012, 19:07

Per poter interpretare le parole "ad prosbit" avrei bisogno dell'intero testo.
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