Lettera del settecento "comerciante de coronas"

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Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda mct » sabato 10 dicembre 2011, 12:32

Cari amici/colleghi,
Su alcune lettere del 1767 si parla di un commerciante Spagnolo vivente a Roma che di professione era "comerciante de coronas";
Il passaggio recita: "...el comerciante de coronas Mariano Serve* —desde su tienda de Roma—, actuaba de intermediario entre los jesuitas españoles y sus amigos y familiares en España ...";
Più avanti nel testo si parla di una lettera inviata dal commerciante dove richiedeva: "... a un encargo de coronas y otros productos de su comercio."

Secondo voi in cosa consisteva il mestiere di "comerciante de coronas"?
Vi ricordo che aveva il negozio a Roma.

Grazie mille
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda adj » sabato 10 dicembre 2011, 12:50

Quello che mi viene in mente è che corona in spagnolo (come per altro anche in italiano) significa anche serto, ghirlanda, aureola: visti il luogo, l'epoca, e i clienti si potrebbe pensare o a corone funebri o a aureole per santi, o anche alle corone di spine per i Crocifissi, o alle stesse corone per le statue della Vergine.
Attualmente l'espressione comerciante de coronas indica proprio i commercianti di fiori e corone funebri.

Nel medesimo testo (Aspectos de la Política Religiosa en el Siglo XVIII: Estudios en Homenaje a Isidoro Pinedo Iparraguirre, S.J, vedasi: http://books.google.it/books?id=qiE--8U ... &q&f=false) il termine corona è utilizzato anche per indicare addobbi di santi, insieme a diademi e aureole, p.e. a p. 145 e a p. 204.
adj
 

Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda mct » sabato 10 dicembre 2011, 16:31

adj ha scritto:Quello che mi viene in mente è che corona in spagnolo (come per altro anche in italiano) significa anche serto, ghirlanda, aureola: visti il luogo, l'epoca, e i clienti si potrebbe pensare o a corone funebri o a aureole per santi, o anche alle corone di spine per i Crocifissi, o alle stesse corone per le statue della Vergine.
Attualmente l'espressione comerciante de coronas indica proprio i commercianti di fiori e corone funebri.

Nel medesimo testo (Aspectos de la Política Religiosa en el Siglo XVIII: Estudios en Homenaje a Isidoro Pinedo Iparraguirre, S.J, vedasi: http://books.google.it/books?id=qiE--8U ... &q&f=false) il termine corona è utilizzato anche per indicare addobbi di santi, insieme a diademi e aureole, p.e. a p. 145 e a p. 204.



si, effettivamente è la prima cosa che mi è venuta in mente...
anche cercando su internet, oggi si intende proprio un commerciante di fiori e corone funebri. (ance se vengono definiti "de coronas y flores")
però ho qualche dubbio in quanto una mia amica spagnola, interrogata sull'espressione mi ha risposto che potrebbe trattarsi di un "cambiavalute"/"usuraio"... letteralmente "commerciante di monete".
Inoltre, so per certo che l'attività del commerciante in questione era molto lucrosa.... vi risulta che l'attività di fioraio "specializzato" fosse ben retribuita?
Grazie
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda Salvennor » sabato 10 dicembre 2011, 16:48

Si, credo che tale figura fosse un "mercante/banchiere", non per forza considerato usuraio (dipende).
Metteva parte del suo capitale in operazioni finanziarie/mercantili di altre persone, in genere altri mercanti.
Nella mia regione esiste, dal 400 o forse dal 300, il cognome Corona e Coronas, che deriva dall'omonima entità monetaria.
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda adj » sabato 10 dicembre 2011, 20:01

Non credo che si trattasse di una sorte di cambiavalute o banchiere.
Prestando attenzione anche alla seconda citazione, "... a un encargo de coronas y otros productos de su comercio", penserei piuttosto a un'attività di commercio di oggetti per addobbi sacri, specie per statue: corone, appunto, e altro materiale simile: attività che poteva risultare assai lucrosa.
Non vedo come delle monete possano essere qualificate come "prodotti del suo commercio".
adj
 

Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda Salvennor » sabato 10 dicembre 2011, 21:49

Anche io avevo letto la seconda parte dove si parla di carico ordinato e di altri prodotti commerciali, ma nonostante ciò ho ipotizzato la teoria mercantile-bancaria.
È possibile che ci fosse tutto quel volume d'affari di oggetti sacri o anche funerari? Forse neanche a Roma.
Non so lì, ma quì nelle chiese e conventi c'erano tanti oggetti, spesso di significato sacro, di pregevole valore artistico ed economico, ma quasi tutti erano o donazioni ex proprietà di fedeli, o donazioni da parte di fedeli di oggetti ordinati a botteghe locali o regionali (argentieri e orafi, fabbri, pittori e scultori, etc..).
Per quanto riguarda manufatti funerari, penso che avessero usanze diverse da oggi, forse erano rari.
Dunque pensavo ad un carico di contante monetario (coronas), e di altri prodotti.
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda adj » sabato 10 dicembre 2011, 23:09

Ma, a parte l'Inghilterra, chi usava delle corone come monete nel XVIII secolo?
Possibile che il termine corona in spagnolo fosse usato genericamente per indicare delle monete?
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda Franco Benucci » domenica 11 dicembre 2011, 1:17

Aureole ma soprattutto rosari e rosarietti... digitare corona e vedere le accezioni 4, 8, 9: http://buscon.rae.es/draeI/
Franco Benucci
 

Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda adj » domenica 11 dicembre 2011, 1:33

Franco Benucci ha scritto:ma soprattutto rosari e rosarietti...

[thumb_yello.gif] ... che poi è lo stesso significato dell'italiano. [crybaby.gif]
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda Franco Benucci » domenica 11 dicembre 2011, 1:53

A Padova, tutto attorno al confine vaticano, ci sono da sempre i banchi delle coronare: venditrici di suveniri, moccoli e candele, immagini stroboscopiche (madonna-papa-padrepio-sacrocuoredigesù in varie salse) sanpietri e santantoni con la neve o che diventano viola quando che piove, rosari di varia generazione e misura, tovagliette, libri fotografici, bandiere del milan e della juve, santini, cartoline, fintemacchinefoto, vetronondiMurano, ecc.: coronas y otros productos de su comercio
Quelle di Lourdes hanno anche le caramelle cailloux du Gave e le bottigliette madonniformi col tappo blù per l'acqua della grotta... Orate fratres e scardole per il convento...
Franco Benucci
 

Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda Salvennor » domenica 11 dicembre 2011, 13:20

Dunque il citato personaggio commerciava in "rosari" (coronas) e altra oggettistica legata al sacro?
Non l'avrei mai creduto.
Addirittura era una attività prospera per quanto riguarda i guadagni.
Poichè i rosari durano anni, mi veniva difficile pensare a tutto questo smercio.
E tra l'altro nel 700 la popolazione era mediamente 5 o 7 volte minore di quella attuale, e sarebbe interessante dunque anche fare un confronto con il volume d'affari attuale per tale tipologia di commercio.
Cmq non avevo presente la figura dei "coronari" venditori.
Ma allora perchè la citata persona spagnola aveva anch'essa pensato alla teoria mercantile-monetaria?
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Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda adj » domenica 11 dicembre 2011, 13:52

Salvennor ha scritto:Addirittura era una attività prospera per quanto riguarda i guadagni.
Poichè i rosari durano anni, mi veniva difficile pensare a tutto questo smercio.

L'individuo in questione era probabilmente un "grossista". Posso immaginare che raccogliesse il frutto dell'attività di tanti piccoli artigiani (magari di suore che confezionavano rosari nei loro conventi) e lo distribuisse a seconda della richiesta.
E' vero che i rosari durano anni, ma nel '700 la richiesta immagino fosse maggiore di quella attuale, e i costi anche, non esistendo la produzione di massa e in materiale sintetico (plastica, ecc...). Inoltre, meno popolazione, ma anche meno commercianti, quindi le possibilità di lucrare erano analoghe.
Ma allora perchè la citata persona spagnola aveva anch'essa pensato alla teoria mercantile-monetaria?

Considerato che i significati della parola corona sono praticamente identici sia in spagnolo che in italiano, è probabile che questa persona spagnola abbia seguito ragionamenti simili ai nostri e si sia confrontato con i medesimi dubbi (a meno, ovviamente, che si tratti di un esperto nel settore, nel qual caso il suo parere assume un diverso rilievo).
adj
 

Re: Lettera del settecento "comerciante de coronas"

Messaggioda mct » domenica 11 dicembre 2011, 17:31

Cari amici, in primis grazie mille per l'aiuto!
Questa notte ho pensato parecchio alle possibili interpretazioni del mestiere del suddetto...
Effettivamente la dicitura "comerciante de coronas" ci aveva tratto in inganno... bastava avere a disposizione la trascrizione delle carte dell'Archivio del Ministerios de Asuntos Exteriores (inviatemi poco fa dal gentile prof. Gimenez);
In una lettera del 03/11/1767 si dice che: "un tal Mariano Servent, comerciante en la calle de los coronarios", ed in un'altra "para el Coronaro Servent"!!
In sostanza aveva il negozio in via dei Coronari.... e quindi era un "coronaro" cioè un mercante di "Chincaglierie" quali oggetti sacri, medaglie, corone ecc.
Alla domanda che ci ponevamo circa la "lucrosità" del mestiere di coronaro, ho trovato risposta su una pubblicazione di fine 800 su google books (che adesso non trovo [crybaby.gif] , ma che riferiva che era lucrosissimo per via dei tanti pellegrini che transitavano per Roma e delle molteplici attività parallele), e a mo di esempio basti vedere "l'imponenza" del palazzo Gondi (oggi Grassi Gondi) acquistato dal "coronaro" Filippo Gondi nel settecento.

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