Nel libro “L’inquisizione del patriarcato di Aquileia e della diocesi di Concordia. Gli atti processuali, 1557-1823”, a cura di Andrea Del Col, ediz. 2009, troviamo varie attestazioni di battesimi di soldati musulmani stanziati nella fortezza di Palmanova, al servizio della Repubblica di Venezia.
Sono molto interessanti i nuovi nomi e cognomi assunti con il battesimo, specialmente per le ricerche genealogiche:
anno 1637 “l’albanese Demo, divenuto Marco Valiero, figlio di Musichiò e di donna Salla cristiana”; “l’albanese Alì, divenuto Alberto Badoero, figlio d’Abdì e di donna Elena cristiana”; “l’albanese Alì, divenuto Giovan Paolo del Monte, figlio di Mustafá e di donna schiava cristiana”;
anno 1638 “il cimariotto Sinam, divenuto Marco Valier Bragadin, figlio di Meemet e di Catena”;
anno 1641 “Amath, divenuto Bartolomeo Gradenigo, figlio di Assan”; Alì, divenuto Michele Dolfino, figlio di Mustafá”; “Alì, divenuto Demetrio Porto, figlio di Cagi”; “Sinam, divenuto Giovanni Collini, figlio di Alì”; “Alì, divenuto Rocco Paguri, figlio di Amath”; “Amath, divenuto Giovanni Zagari, figlio di Nicha”;
“Sinam, divenuto Stefano Arigoni, figlio di Uranai”; “Alì, divenuto Giovanni Dogliosi, figlio di Sinam”; “Amath, divenuto Matteo d’Acquino, figlio di Gini”; “Alì, divenuto Francesco Tavolini, figlio di Martin”; “Amath, divenuto Felice Marcando, figlio di Memi”, tutti albanesi.

