Brut zingne è romagnolo schietto, si pronuncia con non la gn di gnomo, ma con la g/n dura... Significa: brutto zingaro! Anzi "BRUT ZINGNE!" in quanto deve essere quasi urlato. E' quasi un complimento, come dire brutto birbaccione, inteso circa come vitellone romagnolo primordiale, in quanto molto antico. Si dice, ad esempio, ad un bimbo precoce che giochi in modo quasi malizioso con una bimba, oppure anche ad un adulto che abbia commesso una "scappatella". Penso che tutti i miei compaesani sappiano il significato di questa esclamazione, ma che quasi nessuno sia a conoscenza del perchè essa si adoperi e del suo significato vero.
Nei paesi, un tempo, sembra proprio sino agli anni trenta, " e Zingne", lo zingaro, era un personaggio: spesso lo si contraddistingueva per le caratteristiche somatiche leggermente differenti, proprio ed in questo caso similzingaresche. Aveva un compito direi piacevole e particolare: quando una sposa, purtroppo, nonostante i ripetuti tentativi col coniuge, non riusciva ad aver dei figli, il marito, spesso a primavera, la mandava a "servizio" a casa del zingne. Se al ritorno, dopo qualche tempo, fortunatamente risultava essere gravida, il marito (alcune volte un parente stretto onde evitar pettegolezzi) aveva l'obbligo di sdebitarsi del favore.
Così si recava al frantoio e "commissionava" una bella fiasca, meglio una damigiana, per il nostro amico zingne.....
E il tutto era debitamente annotato dal ragazzo di cui sopra nel registro del frantoio.
Quando, incuriosito, chiesi al ragazzo antico come mai questo tizio ogni tanto ricevesse una damigianina d'olio nuovo, mi venne svelato il segreto. Ebbene, ovviamente senza far nomi, io so chi fu lo zingaro ed anche i di lui discesi.... dei quali rimane solo qualche superstite all'oscuro dei fatti che vi dico.
Cordialmente auguro a tutti buona notte.
