pierluigic ha scritto::
Non mi e' chiaro chi fosse il padre di Giuliano Buonaccorsi
Antonio Buonaccorsi.
"La più distinta tra queste case è quella che fu unita in consorteria coi Berti Rinieri e coi Rustici, e che usò per arme il campo tagliato in piano d' oro su azzurro, con un grifo rampante, contrariante i colóri dei campi, attraversato da nna banda rossa caricata di una croce d' argento ritrinciata e pomata. Si chiamò un ramo di questa casa dei
Buonaccorsi Pinadori per avere sulla sua spczerìa l'insegna di una pina d'oro col motto tempestate viget.
Ser Domenico di Ser Bonaccorso fu notaro della Signorìa nel 1482, ed
Antonio suo figlio fu l'unico Priore di questa casa nel 1523. Suo fratello era
Alessandro, liberale ardente, da Cosimo I fatto impiccare nel 1540 sotto pretesto dell' avere frodate le gabelle, ma per nascondere invece il vero fallo, sperando che così morisse inonorato e senza l'impronta del martirio per la causa della libertà. Giuliano figlio di Antonio si mise in animo di vendicare la sua morte, e a tale oggetto cospirò contro la vita del Duca. Scoperta la congiura, fu appeso con catene di ferro nel 1542 e dal popolaccio, corrotto dall'oro di Cosimo I, fu fatto traseinare il cadavere per la città. Antonio sopranominato, deputato al comando della cittadella di Pisa nel 1535, fa in benemerenza del suo buon governo ascritto alla cittadinanza Pisana ed ottenne il privilegio della croce di Pisa ncll' arme. Da lui discesero e Giovanni di Antonio di Niccolò eletto vescovo di Colle nel 1645, e Lorenzo suo fratello cui, nel 1673, fu conferitala dignità Senatoria. Niccolò figlio del Senator Lorenzo conseguì la eredità ed il nome dei Perini, alla estinzione di una delle case di questo nome, succeduta per la morte di Carlo di Vincenzio nel 1698. Questa casa esiste tuttora ridotta nel solo Piero di Carlo, poichè il ramo detto Pinadori, dipartitosi dal restante della famiglia dopo la metà del secolo XV, si spense in Alessandro del Sergente generale Francesco il 18 Febbrajó 1782.
I Buonaccorsi corazzai, detti più in antico dei Valdigiani da Brustugliole, luogo della loro origine, portarono per stemma un leone d' oro rampante in campo azzurro e tenente una roncola dorata. Cominciarono ad ottenere il Priorato nella persona di Piero di Buonaccorso corazzalo nel 1402, e da quell'epoca al 1510 lo conseguirono sei volte. Ser Buonaccorso di Piero fu notaro della Signorìa nel 1427, Ambasciatore a Siena nel 1410, in Savoja nel 1422. Ser Piero suo figlio fu Cancelliere de' Signori nel 1441, Ser Bonaccorso di Leonardo nel 1502 e 1508, e Ser Giuliano suo figlio nel 1506, 1508 e 1513. Leonardo suo fratello fu da Leone X ascritto tre i cavalieri dell' ordine di S. Piero e decorato del titolo e privilegi di Conte Palatino. Mancò questa casa in Tiberio Gaetano di Bonaccorso Maria d' Angelo morto il 28 Ottobre 1724. I Buonaccorsi di Vanni, venuti a Firenze dal contado di Lucca, abitarono nel popolo di S. Apollinare e furono ascritti all' arte degli Orafi. Bonaccorso di Vanni fu Priore nel 1370 e 1376 e Gonfaloniere di giustizia nel 1380; Francesco suo fratello ottenne il Priorato nel 1385; Piero di Bonaccorso nel 1425; e Niccolò di Piero nel 1453. Questa famiglia sembra mancata poco dopo, perchè non se ne hanno ulteriori notizie. Usò per arme un archipenzolo d' argento avente due gigli d' oro al di sopra ed uno al di sotto nel campo turchino.
Ai Buonaccorsi di Ghese appartiene Ghese di Bonaccorso il quale fu Priore nel 1319, usando per arme un campo tagliato a sghembo di argento su verde, con un giglio verde nella parte superiore.
I Buonaccorsi, detti di Noferi per questo nome usato da varj individui della famiglia, derivano da Simone di M. Buonaccorso da Passignano che conseguì il Priorato nel 1302. Bartolo di Simone di Noferi fu 1' undecimo Priore di questa casa nel 1460. Rimase estinta questa famiglia alla morte del Senator Lapo di Antonio di Stefano, accaduta il primo Marzo 1702, stile comune. Fu stemma di questi Bonaccorsi il campo tagliato a sghembo d'oro su rosso, attraversato sulla divisione dei campi da una banda azzurra, avente a ciascun lato dello scudo una stella contrariante. (...) "
http://books.google.it/books?pg=PA1986&ei=wEquTPfsD4XMswa-p6G0DQ&ct=result&id=Dg4uAAAAcAAJ#v=onepage&q&f=false