Il Conte dei tre scalini, un predicato " sui generis "

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Il Conte dei tre scalini, un predicato " sui generis "

Messaggioda contegufo » lunedì 4 ottobre 2010, 22:33

Cari amici

L'uomo spesso inciampa nelle pieghe dell'onestà andando ad incrociare i sentieri del maligno al di là di onori passati e presenti.
Nessuno escluso siano essi nobili o borghesi.
Voglio allora raccontare un fatto realmente accaduto che ha come sfondo la Toscana e la Lombardia ma non citerò nè le città in questione nè tanto meno i nomi dei protagonisti di un episodio avvenuto alla fine degli anni '70.
A quel tempo c'era il diffuso timore di attentati terroristici alle centrali che erogano servizi pubblici come luce, acqua e gas.
Appunto ad una stazione di derivazione del metano fu messo un giovane soldato armato e pronto a difendere il luogo da lui presidiato.
Sappiamo anche che i fuorilegge hanno bisogno di " strumenti " adatti al loro " lavoro " ovvero le armi che ovviamente non possono comprare ma che devono rubare a qualcuno.
Il Nostro che chiameremo ROSSI, bandito patentato, rapinatore di banche e pluricondannato non si fece scappare la ghiotta occasione e assalì alle spalle la giovane recluta alla quale sottrasse il fucile da guerra FAL col relativo corredo di proiettili, gli "strumenti" necessari per suonare le sue musiche a raffica !
Portato in questura il soldato riconobbe dalle foto segnaletiche un certo personaggio a cui prima accennato, il pregiudicato ROSSI, del quale si erano perse da tempo le tracce essendo uccel di bosco ovvero latitante.
In seguito fu istruito il processo per quel fatto a cui si aggiunsero anche altri reati che nel frattempo il Nostro aveva compiuto tanto per rimanere in esercizio.
Venne condannato contumace e ricercato in Italia e all'estero.
Qualche anno dopo alla questura arrivò una soffiata che dava il Nostro dalle parti di una città lombarda in appassionate e continuate processioni a casa di una avvenente fanciulla conosciuta in un night club. Organizzato un appostamento sotto l'abitazione che soleva visitare, il Nostro fu catturato e associato alla locale casa circondariale.
Interrogata dagli ispettori di polizia la giovane donna disse che mai aveva sospettato di aver avuto a che fare con un pregiudicato pluricondannato, meravigliandosi visto i modi garbati e le premure con cui le si era avvicinato.
Disse la donna " era così gentile, così educato, mi portava sempre fiori e cioccolatini e si era presentato come un Patrizio, Nobile di xxxxx il Conte dei tre scalini ":
In questa citta toscana che per decenza ho omesso esisteva in una certa viuzza un alberghetto a ore che era in pieno esercizio ai tempi giovanili del Nostro, evidentemente assiduo cliente.
Questo Casino perchè è così che si chiamava era conosciuto come "ai tre scalini".
Il Nostro quindi si autotitolò Conte dei tre scalini con un predicato da fare invidia al più nobile dei nobili!
Anche lui manca nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana......come tanti altri e nemmeno c'è in quello degli ipocriti.
Ognuno poi tragga la morale del caso.

Cordialmente
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