La Genealogia di Nostro Signore

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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La Genealogia di Nostro Signore

Messaggioda MMT » sabato 27 dicembre 2003, 15:53

Stimolato dall'ultimo numero di Nobiltà provo a lanciare una discussione che a mio avviso potrebbe essere di grande interesse per tutti. Sull'articolo di don Camillo Di Campli Sanvito trascrive e commenta i versetti dei S.Vangeli di San Marco (1, 1-17) e di San Luca (3, 23-38 ). Le due versioni delle genealogie sono però discordi tra loro e si è cercato di darne spiegazioni. Ovviamente ci sono varie ipotesi tra le quali spiccano quella che una sia la genealogia della Madre di Dio e l'altra di San Giuseppe, suo sposo. Altra teoria riguarda l'antichissima legge ebraica del levirato, che disponeva l'uso di sposare la vedova del proprio fratello morto senza figli.
Tra l'altro la discendenza riportata da San Matteo è tesa a dimostrare la paternità di Abramo, (v.1: Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo) mentre quella di San Luca arriva sino ad Adamo (v.38: figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio)

Sarebbe interessante sentire le Vostre opinioni, se è possibile tracciare una genealogia completa ed unitaria o se qualcuno già ci ha provato o riuscito.

Saluti, buone feste,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda omero » martedì 30 dicembre 2003, 19:28

Caro Michele,

un interessante argomento il tuo: posso suggerire il punto di vista di R. T. Ketcham, che ho trovato in rete stimolato dall'articolo di don Camillo Di Campli su Nobiltà.

"... Vi sono troppe cose che dipendono dai diritti regali di Gesù perché si possa sorvolare su un tale argomento come se fosse senza importanza. Se i diritti del Signore Gesù al trono di Davide possono essere stabiliti al di là delle ombre del dubbio, vi sono allora mol­tissime cose che ricevono una spiegazione.


LA GENEALOGIA DI MATTEO


Uno degli argomenti più largamente usati basantisi Nuovo Testamento per stabilire i diritti regali del Signore Gesù, è la genealogia di Matteo. L'argomento in questione fa presente che Giuseppe aveva un diritto legale a sedere sul trono di Davide come successore dalla parte di Salomone, e che egli passò questo diritto legale a Gesù suo figliastro. Perciò mentre Gesù ebbe il diritto fisico al trono per mezzo di Sua madre, ebbe il diritto legale al trono per mezzo del Suo patrigno. L'argomento in questione va contro la maledizione di Conia (Jeconiah) in Geremia 22:28-30 e non sembra reggere. In questo passo infatti è affermato chiaramente che dopo Conia, e per sempre, nessuno del seme della linea Davide-Salomone Conia avrebbe più potuto sedere sul trono di Davide. E questo escluderebbe naturalmente anche Giuseppe. Il ragionamento in questione evita l'ostacolo mostrando il fatto che Gesù non era il seme di Giuseppe per discendenza fisica, e che perciò non rientrava nel bando pronunciato sopra il seme di Conia (Geremia 22:28-30);d'altra parte, essendo figliastro di Giuseppe poteva arrogarsi i diritti legali che Giuseppe aveva e quindi sfuggire alla maledizione che su Giuseppe. Tutta la discussione si basa sulla differenza fra le parole « figlio » e « seme ».

Esistono almeno due difficoltà notevoli in tutta questa questione. Prima di tutto la maledizione pronunciata sui discendenti di Salomone come viene ricordata in Geremia 22. Teniamo chiaramente in mente le parole di questo passo: "Questo Conia è egli dunque un vaso spezzato, infranto? E' egli un oggetto che non fa più alcun piacere? Perché son dunque cacciati, egli e la sua progenie,lanciati in un paese che non conoscono? O paese, o paese, o paese,ascolta la parola dell'Eterno! Cosi parla l'Eterno: Iscrivete quest'uomo come privo di figliuoli, come un uomo che non prosperererà durante i suoi giorni; perché nessuno della sua progenie giungerà a sedersi sul trono di Davide, ed a regnare ancora su Giuda".

Vorremmo presentare questo passo con un'altra traduzione letterale di Rotherham: " Un vaso di terra, disprezzabile,gettato via è quest'uomo Conia? Oppure uno strumento in cui non si può prendere piacere? Perciò devono essere - lui e il seme di lui - gettati fuori e buttati in una terra che non hanno conosciuta?O terra,terra,terra!

Odi la parola di Jehovah! Registra quest'uomo come senza figli, come un uomo che nei suoi giorni non prospererà, poichè non vi sarà prosperità fra quelli del suo seme e nessuno siederà sul trono di Davide o dominerà in alcun modo sopra Giuda". Ci sembra che ogni analisi equilibrata di questo testo mostri che la discendenza di Salomone, da Davide, si interrompa bruscamente nella persona di Conia.Non vogliamo discutere se la discendenza sia iniziata con Salomone o no, vogliamo solo fare notare che nonostante l'inizio, giusto o errato che fosse, la fine della discendenza è determinata per intervento divino nella persona di Conia. Le pa­role potrebbero difficilmente essere più solenni e chiare: « Perciò devono essere - lui e il seme di lui - gettati fuori ». « Scrivi (re­gistra) quest'uomo come senza figli ». Se queste parole hanno un significato, ci sembrano affermare che Dio ordinò che Conia fosse considerato come senza figli per quanto riguardava i diritti al trono. E' vero che Conia aveva avuto molti altri figli da cui discendeva anche Giuseppe, ma se questo passo di Geremia significa ciò che dice, nessuno di questi discendenti - Giuseppe compreso - poteva mai essere considerato come nato per quanto riguardava i diritti reali. Conia doveva essere considerato come senza figli e perciò la linea dei discendenti di Salomone da Davide si deve essere inter­rotta bruscamente con Conia. Perciò se Gesù doveva ottenere i suoi diritti legali al trono di Davide da Giuseppe, ci imbattiamo in una difficoltà molto evidente.

La seconda difficoltà che si presenta e che rende difficile accettare l'argomento in questione è che se Gesù veramente ottenne

i Suoi diritti legali a sedere sul trono di Davide per mezzo di Giu­seppe, la dottrina fondamentale della nascita da una Vergine viene incriminata. Nel capitolo 17 dei I libro delle Cronache, Dio parla a Davide per mezzo del profeta Nathan. E nel versetto 11 dice:

« Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu te n'andrai a raggiun­gere i tuoi padri, io innalzerò al trono dopo di te la tua progenie, uno dei tuoi fighuoli e stabilirò saldamente il suo regno per sempre ». Vogliamo fare notare che la persona che siede sul trono di Davide, sia nei giorni che seguirono immediatamente la morte di Davide, sia nel millennio futuro, doveva essere di più di un figlio di Davide. Doveva essere un vero e proprio seme di Davide. Perciò se Gesù doveva trarre le sue qualifiche a sedere sul trono di Davide per mezzo di Giuseppe, avrebbe dovuto essere di più di un figlio di Giuseppe. Avrebbe dovuto essere veramente seme di Giuseppe, in modo di essere il seme di Davide. Si comprende immediatamente da ciò che questo eliminerebbe la nascita dalla Vergine e mande­rebbe in pezzi tutta la gloriosa struttura della salvezza. Perciò l'argomentazione che Gesù ottenne i suoi diritti legali al trono da Giuseppe, ci sembra debba essere abbandonata.

LA GENEALOGIA DI LUCA

Ora dobbiamo esaminare la genealogia che si trova nel capi­tolo 3 dell'Evangelo secondo Luca. Tutti gli studiosi e gli inse­gnanti delle Scritture sono d'accordo nel dire che questa genealo­gia, che comincia al vers. 23 e finisce al vers. 38, è la genealogia dì Maria e non di Giuseppe. Il Dr. Scofield, in una nota, abilmente fa notare che il figlio di Heli « potrebbe essere giustamente letto come « genero di Heli » che era padre di Maria. Si deve notare che la parentela di Heli, padre di Maria, risale fino al vers. 31, e notiamo che arriva a Davide attraverso Nathan.

Siamo dell'opinione che la linea regale giunga a Maria dall'antenato Davide attraverso Nathan e non a Giuseppe da Davide attraverso Salomone. Riconosciamo che qui ci troviamo di fronte ad un problema serio. Dio non scelse Salomone perché continuasse la linea reale di Davide. Noi confessiamo d'avere dei dubbi che Dio avesse scelto Salomone a continuare la linea regale di Davide o che Davide e Batsheba avessero fatto la scelta in favore di Salomone a spese del figlio maggiore di Davide che allora viveva e che si chiamava Nathan. Ripetiamo che non siamo abbastanza certi di questa affermazione per fare delle asserzioni dogmatiche. Ci limitiamo a dire che meriterebbero uno studio assai approfondito e qui ci manca il tempo e lo spazio per farlo. E non abbiamo bisogno di discutere questo particolare per arrivare alla conclusione a cui tendiamo.

Qualunque sia il modo in cui la linea regale iniziò da Davide passando attraverso Salomone, siamo obbligati a ritornare alla conclusione cui eravamo arrivati precedentemente, e cioè che la linea di Davide attraverso Salomone finì nella persona di Conia, per decreto di Dio. Il risultato sarebbe che Gesù sarebbe stato lasciato senza diritti al trono di Davide se avesse dovuto ottenerli per mezzo del Suo padrigno Giuseppe. Ma Egli doveva ricevere i suoi diritti al trono da qualcuno, se non li poteva ottenere da Giuseppe nella linea di Davide-Salomone. Perciò l'unico mezzo per ottenere i suoi diritti al trono era quello di ottenerli per mezzo di Maria, nella discendenza da Nathan e Davide.

Uno degli scopi della genealogia di Davide riportata da Luca è dimostrare che Maria possedeva questi diritti al trono e che li poteva trasmettere al figlio Gesù.

MA ALLORA PERCHE' ABBIAMO LA GENEALOGIA DI MATTEO ?

La domanda che perciò sorge immediatamente è: « Se la genealogia di Giuseppe riportata in Matteo non sta a provare i diritti reali dì Gesù, quale è lo scopo di essa? ». Questa è una domanda giusta ed è giusto che abbia una risposta. Per rispondervi dobbiamo risalire alle leggi di eredità dell'Antico Testamento. Quando Israele entrò in Canaan, la terra fu divisa ed una parte fu data in eredità ad ogni tribù. Queste parti di terra, poi, furono spartite fra le varie famiglie appartenenti ad ogni tribù. La legge di eredità nelle famiglie andava dal padre al figlio maggiore. Nel capitolo 27 dei Numeri a Mosè venne posto un problema apparentemente assai difficile da risolversi. Un uomo, chiamato Tselofehad aveva ricevuto una parte di territorio, ma aveva solo delle figlie femmine. Tselofehad muore, non vi è figlio per erede; così si presenta il problema: chi erediterà i possessi del padre? Mosè portò il caso davanti al Signore e il Si­gnore dichiarò che nel caso ci fossero solo delle figlie nella famiglia, esse sarebbero state eredi esattamente come i figli maschi.

Le cose vanno bene in Israele con questo provvedimento, finché nell'ultimo capitolo dei Numeri non si presenta un altro problema: che cosa succede all'eredità se la figlia maggiore è sposata ad un uomo di un'altra tribù? Se il titolo della proprietà è trasferito alla tribù nella quale essa è sposata, come possono le cose tornare allo " status quo" nell'anno del giubileo? A questo problema il Signore ri­sponde che ogni donna la quale abbia un'eredità in Israele, per man­tenere la sua eredità, deve sposare qualcuno della tribù e della fa­miglia di suo padre. Se essa violasse questa regola, rinuncerebbe alla sua eredità e neppure i suoi figlioli potrebbero possedere il te­soro perduto.

Qui, crediamo, sta la spiegazione dello scopo della genealogia di Giuseppe data da Matteo.

Non ci sembra possibile - ripetiamo -che lo scopo della genealogia di Giuseppe sia quello di dimostrare i suoi diritti regali in Israele. Infatti, per quanto riguardava i diritti reali era come se non fosse mai nato. In relazione con i diritti al trono dell'antenato Conia, è stato detto che «lui e il suo seme sareb­bero stati gettati fuori ». « Registra quest'uomo come senza figli ». Crediamo invece che lo scopo di Matteo fosse quello di mostrare per sempre che, pur non avendo diritti regali, Giuseppe era della fami­glia di Davide e della tribù di Giuda. Qui scopriamo che Giuseppe era della stessa famiglia e la stessa tribù di Maria. La genealogia di Matteo vuole provare che Maria aveva sposato l'uomo giusto e che quindi, facendo così, non aveva in nessun modo, incriminato la sua eredità in Israele. Questa eredità, nel suo caso, erano i diritti reali al trono. Sposando Giuseppe che era della sua stessa famiglia e della sua stessa tribù essa manteneva il prezioso tesoro che po­teva trasmettere al suo figlio maschio, Gesù di Nazareth.

Questa conclusione non infirma affatto la posizione generalmente accettata e che, cioè, la genealogia di Matteo è la genealogia regale. Poiché, se essa non stabilisce i diritti regali di Giuseppe, stabflisce il fatto che egli era l'uomo che Maria doveva sposare in modo che essa potesse mantenere i suoi diritti al trono. In questo modo, la re­galità di Gesù Cristo è dimostrata in ambedue le genealogie, e la sua nascita dalla Vergine come seme di Davide, per mezzo di Maria, è una volta di più salvaguardata..."
Pier Carlo Omero Bormida
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Re: La Genealogia di Nostro Signore

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 30 marzo 2010, 16:32

Per l'ipotesi che la genealogia di San Luca Evangelista sia quella di Maria Santissima(quella di San Matteo Evangelista quella di San Giuseppe) era stato pensato un sacerdozio davidico(contrappeso ai leviti Maccabei sovrani di Giudea), ma secondo lo scrittore cattolico Vittorio Messori il sacerdozio israelitico è sempre(e tuttoggi è) solo levitico - aronnita e tale l'origine di Nostra Signora, madre di Dio coniugata a San Giuseppe di Davide padre putativo di Gesù. Per spiegare le due genealogie di Nostro Signore rimane il levirato. Comunque le promesse bibliche sul Messia mi sembrano rendere certo che Gesù Figlio di Maria Vergine nella sua incarnazione umana ad opera dell' Altissimo sia un Figlio(Discendente) di Davide di Iesse di Giuda. Ho casualmente trovato questa interessante discussione, nel forum si è anche parlato della nobile famiglia ebraico - francese dei Levy, che vanta l'appartenenza al casato di Maria. Un caro saluto,
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Re: La Genealogia di Nostro Signore

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 15 aprile 2010, 18:44

Caro Michele,
la questione da te proposta è molto interessante!
Peccato non essermene accorto che pochi minuti fa...
Le divergenze osservabili tra la genealogia dell'evangelista Matteo e quella dell'evangelista Luca, sono - come è certo noto a te e a molti dei nostri lettori - solo alcune delle differenze presenti nel materiale narrativo (come anche in quello didattico) che è andato a costituire nei primi decenni della storia cristiana l'impianto dei due scritti neotestamentari. Come sappiamo, secondo la visione unanimamente condivisa dagli studiosi da due secoli a questa parte, Matteo e Luca avrebbero composto rispettivamente i loro scritti partendo dai dati offerti dal più antico vangelo di Marco (forse già composto un ventennio dopo la morte e risurrezione del Signore), e attingendo anche a una comune fonte di detti di Gesù (convenzionalmente chiamata "Q" dal tedesco quelle = fonte), oltre che da materiale proprio attinto da ciascuno alla predicazione orale della Chiesa primitiva.
Inoltre ciascuno dei due evangelisti avrebbe adattato il contenuto esposto nella sua opera in modo da offrire un messaggio teologico e spirituale più attuale ed efficace per la precisa comunità nella quale il loro scritto trovava il suo ambiente vitale e alla quale il loro scritto era indirizzato (il che ci permette tra l'altro di ipotizzare non pochi elementi della vita, della struttura e delle convinzioni dottrinali ed etiche delle rispettive comunità: cristiani di origine ebraica abitanti probabilmente nella zona di Antiochia di Siria per Matteo; una comunità cristiana non palestinese, probabilmente di lingua greca per Luca).
Ma torniamo alle nostre genealogie.
A proposito delle tesi riportate dal gentile omero, direi che per quanto interessanti, esse, oltre a una certa confusione nell'impostazione generale del discorso, peccano di un duplice limite:
- Ketcham pretende di impostare le sue tesi quasi esclusivamente a livello giuridico, il che per testi di grande complessità come i vangeli sinottici, e gli scritti neotestamentari in genere, non è mai possibile;
- l'asserzione di Scofield, utilizzata dallo stesso Ketcham per avvalorare le sue tesi, circa l'identificazione di Heli come il "suocero" di Giuseppe (sposo di Maria) invece che come suo genitore, è semplicemente priva di fondamento. Infatti nulla permette di intendere che il tou ("di") utilizzato dal testo greco originale per Giuseppe rispetto ad Heli, vada inteso come un valore diverso da quello della filiazione indicato tra un personaggio e l'altro dell'intera lista di nomi (Giuseppe di Heli, di Mattàt, di Levi... ecc).
Ora, ben lungi dal dare una risposta definitiva a tutti i problemi sollevati (e sollevabili) dalle divergenze dai due testi – esulerei troppo dagli scopi di questo forum e sarei inevitabilmente prolisso – mi limito qui a suggerire una impostazione corretta del discorso e a delineare una possibile pista di soluzione.
Innanzitutto possiamo qui delineare i problemi posti allo storico dalle due genealogie.
L’ordine inverso riportato dalle due genealogie (in avanti per Mt; a ritroso per Lc), come la diversa formulazione genealogica (“x generò y” per Mt; “y figlio di x” per Luca), non hanno certo importanza, come non ne ha il fatto che Mt ricorra a una struttura tripartita di cui Lc non avverte la necessità. Il problema critico è che Lc presenta 76 nomi contro i 42 di Mt e che questi coincidono con una certa rarità. Nella lista da Gesù a Davide troviamo in comune solo 5 nomi, e dobbiamo sottolineare che nessuno dei due evangelisti disponeva qui del fondamento di testi biblici). Al contrario, da Davide ad Abramo, dove entrambi gli evangelisti disponevano di testi biblici di riferimento (1Cr 2), troviamo tutti nomi in comune, eccetto due aggiunti da Lc. Ovviamente, dato che Lc prosegue fino ad Adamo, anche quei nomi (che ritroviamo in genealogie bibliche 1Cr 1; Gn 5) non sono in comune con Mt.
Le due genealogie di Gesù nel Nuovo Testamento sono semplicemente diverse e come tali inconciliabili. Né sembra una soluzione sensata quella di far risalire la linea di Luca attraverso Maria. Infatti le parole di Gabriele in Lc 1,32, dalle quali forse è possibile desumere che Maria fosse discendente di Davide, si potrebbero spiegare invece come riferimento a “Giuseppe della casa di Davide” (v. 27); d’altra parte troviamo al v. 36 che Maria è parente di Elisabetta, identificata al v. 5 come discendente di Aronne. E infine, se fosse stato scopo di Luca stabilire la genealogia di Gesù passando per Maria, suonerebbe strano il fatto che ciò non viene detto chiaramente…
Se poi tentativi di conciliazione tra le due versioni ci siano stati nel passato, non saprei dirlo. So che una versione più complicata, che comprende il matrimonio secondo la legge del levirato, ci giunge da Giulio Africano (230 d.C. ca.) sulla base di una tradizione custodita, secondo quanto si asserisce, dalla famiglia di Gesù (Eusebio, Hist. Ecc. 1,7).
Si potrebbero aggiungere molte altre considerazioni, entrando più nel merito dei singoli nomi ma questo richiederebbe diverse pagine di questo forum…Oltre che un eccessivo esercizio di pazienza da parte del lettore… Penso che possa bastare, come conclusione, l’affermare che la questione sulla storicità delle due liste può essere futile e perfino fatua. L’interesse dei due evangelisti, al di là della ricerca di ogni esattezza d’ordine storiografico, era piuttosto quello di radicare il racconto di Gesù nella storia dell’intero popolo, come presentata nei registri anagrafici riportati dalla Scrittura. E se Matteo si “accontenta” di dimostrare oltre alla discendenza regale e messianica da Davide, anche la discendenza dal padre di tutti i credenti, Luca va oltre mostrando con la sua risalita fino ad Adamo la solidarietà del Cristo con tutto il genere umano, il che ben si adatta alle visioni salvifico-universaliste del terzo evangelista.
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Re: La Genealogia di Nostro Signore

Messaggioda MMT » giovedì 15 aprile 2010, 20:07

Caro don Antonio ti ringrazio molto per la tua risposta, molto interessante!
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Re: La Genealogia di Nostro Signore

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 15 aprile 2010, 20:38

Grazie a te, caro Michele, per lo stimolante argomento che hai proposto.
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