Discendenti di un casato

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Discendenti di un casato

Messaggioda foffo » martedì 22 settembre 2009, 15:20

Salve a tutti,
vorrei porvi una questione: consultando il libro "I Patrizi di Lucca" del Mansi, ho torvato notizie su una famiglia di mercanti omonima alla mia, che godette fin dal 400 di un discreto rilievo sociale nella città, e iscritta lla nobiltà cittadina sin dal 1470; ho trovato e cito "Lodovico di Gaspero ebbe altri nove dei figli, alcuni dei quali svolsero la loro attività all'estero, soprattutto in Francia ...". Di questi nove figli è probabile che uno sia un mio avo trasferitosi a Siena, anche se dovrei verificare ufficialmente, magari con le carte private della famiglia l'Archivio di Stato di Lucca, anche se al momento non ho modo di andarci, potreste consigliarmi, dovrei scrivere al Direttore ? [hmm.gif]
Ma la mia domanda è: è possibile che di questi figli uno non primogenito, non ereditasse il titolo? Cioè, sarebbe normale quindi che questo parente "emigrato", o meglio trasferitosi nei primi del 600 fosse si benestante, magari "Magnifico", ma non nobile? Come funzionava il passaggio dei titoli? Il nono figlio, per esempio, poteva non vantare lo stemma o la nobiltà del padre?
Grazie mille anticipatamente.....
foffo
 
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Re: Discendenti di un casato

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 22 settembre 2009, 17:44

Per il titolo. Non si capisce bene che titolo sia; se si tratta dell'ascrzione ai consigli cittadini che governavano i comuni italiani sino al XVI s. bisogna capire chi nella famiglia venne ascritto e come era regolato l'esercizio di quei diritti politico-amministrativi tra i membri della stirpe. In ogni caso è lecito supporre che se il Suo avo si sia trasferito poi ad altra città, per ovvie ragioni, non esercitasse più l'attività politica in quella originaria e a lungo andare, certo i suoi discendenti, non godettero più della "nobiltà civica" ad essa correlata, pur restando "nobili" in senso più ampio; certe titolature erano indice di una "nobiltà" generica o di un "more nobilium".
Ma esperti "toscani" su queste questioni dei patriziati cittadini locali, molto complesse e "particulari" potranno aiutarLa maggiormente.

Per lo stemma. Probabilmente era anteriore all'ascrizione al consiglio cittadino - di solito erano cooptate stirpi del "popolo grasso" di elevato livello socio-economico già dotate di emblemi - quello si trasmette indifferentemente dalla nobiltà civica o dalla residenza. È un bene della stirpe. Se il padre del Suo avo lo portava, il figlio, anche se ultimogenito poteva parimenti usarlo.

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