da alfabravo » venerdì 13 febbraio 2009, 18:40
Dal dizionario storico blasonico di G. B. di Crollalanza
MANTEGAZZA di Milano.
La più antica memoria di questa illustre famiglia rimonta al 962 in cui vivea Boschino Mantegazza famigliare e scudiero di quel Tazio Mandello che l’imperator Ottone I fece signore di Taccagno. Da lui discendono Giovanolo Boschino che fu condottiero di genti alemanne nel 1080 e 1081; Michele Boschino capitano generale de’ pavesi collegati nel 1124 a molte migliaia di altri lombardi per recarsi in Terrasanta a combattere gli infedeli; Boschino VII supremo duce dei milanesi, allorche questi si azzuffarono, il 24 maggio 1061, co’ pavesi in giornata campale presso l’Olona, detta di Campomorto; Giovanni, figlio del precedente, che combattè anch’egli a Campomorto, e nel 1119 figurò fra i 35 nobili che firmarono il decreto, onde i milanesi, ad istanza del monaco Bernardo, concedettero l’esenzione di ogni balzello alla chiesa di San Giuseppe da essi edificata in Pontida, Paolo partigiano dei signori della Torre e del marchese di Monferrato, implicato nella trama ordita da Paolo Damiano contro l’arcivescovo Ottone, per cui venne espulso da Milano e relegato a Bobbio; Giovanni Boschino cavaliere gerosolimitano, commendatore a Napoli, capitano di terra e di mare, il quale armò a proprie spese, navi destinate contro il turco e difese nel 1405 lungamente e col massimo valore la cittadella di Pisa dove la sorella Agnese erasi col proprio figlio rinchiusa per sottrarsi al furore del popolo per opporsi alla vendita della città ai francesi ed ai fiorentini che la stessa Agnese aveva contrattato; Giovanni fu tra i primi ad essere eletto al governo della Repubblica Ambrosiana.
Molti di questa celebre famiglia furono decurioni, dei dodici di provvisione, questori delle pubbliche entrate, podestà, familiari e consiglieri ducali, etc. Hanno infine posseduto molti feudi, fra’ quali le terre di Lugagnano e di Solbiate, non che Settimo e Liscate.
Un ramo di questa famiglia si spense nel XVIII secolo in quella dei Meraviglia che ne ereditò il nome , i titoli e le sostanze.
Arma. Sbarrato d’oro e d’azzurro, col capo del primo, caricato di un’aquila di nero, coronata dello stesso.
Ritter