Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Tilius ha scritto:Non vorrei sembrare troppo sfacciato, ma volevo chiedere consiglio sulla seguente croce di Leopoldo dal noto sito.
La fattura non mi sembra esaltante, ma conoscendo poco la materia questo fatto potrebbe anche essere indice di autenticità...(?!)
Al momento, é a quota 3OO.![]()
Grazie 1OOO,
M.T.

Elmar Lang ha scritto:Salve Maurizio,
un bell'esemplare di Ordine di Leopoldo; fabbricazione di Rothe & Neffe, Vienna, circa 1960/1975.
Quindi ben più tardi della fine della monrachia nel 1918.
Il venditore, come la descrive? Il prezzo, di 300 Euro, è corretto (e quasi conveniente) per un pezzo di Rothe di quest'epoca.
A presto, E.

Tilius ha scritto:Ecco, nella mia ignoranza avevo intuito che c'era qualcosa che non andava.
Il venditore non accennava (almeno mi sembra) che potesse NON essere un esemplare "regolarmente" pre 1918.
E' andato venduto per più (mi sembra) di 1200€. Come un originale, e anche a pagarlo come tale, forse un po' caro, no?
Comunque, 4 volte il prezzo "corretto" per una replica di questo tipo, a quanto apprendo ora.
Purtropo il rischio é questo: con una bella copia il passo a spacciarla per originale é brevissimo.
Mi viene spontanea la domanda: perchè la Rothe produceva ordini di Leopoldo nel 1970 (!?!?) ?
Grazie 1OOO per la risposta.
Maurizio

Elmar Lang ha scritto:Maurizio,
siamo anche in questo caso al solito tentativo, tipico di certi venditori su eBay, di vedere se "la và", con descrizioni molto vaghe, che dicono tutto e niente e che soprattutto mettono al riparo dalle proteste di eventuali compratori insoddisfatti.
1.200 Euro sono un bel po' per una copia; sono il prezzo giusto per un cavaliere di Leopoldo, d'epoca, in bronzo dorato (qualche volta arrivano però anche a cifre un po' più alte...).
Rothe, praticamente, non interruppe mai la produzione delle decorazioni ex-Austria; eccetto nel periodo 1938-45. In pratica, fino al '38 continuò a vendere le "giacenze" o a realizzare nuovi esemplari, marcandoli però diversamente rispetto al periodo imperiale (ma già la qualità era scaduta).
A partire dal 1950 circa, su espressa richiesta del Generale Uhl e del Prof. Holzmair (quest'ultimo per il Münzkabinett del KHM), vennero commissionate alla Rothe delle copie, fatte con i coni originali, da esporre allo Heeresgeschichtliches-Museum per sostituire gli Ordini di Maria Teresa rubati negli allegri giorni dell'occupazione sovietica di Vienna e per realizzare delle vetrine didattiche (ora non più esistenti) sulla storia della faleristica imperiale.
Nel contempo, Rothe riceveva commissioni da parte di decorati ancor viventi o da parte dei loro eredi; un po' com'era per Cravanzola a Roma o Johnson a Milano; perciò nelle loro vetrine, oltre ai bei gioielli, si ammiravano belle copie degli ordini cavallereschi austriaci, che venivano realizzati (in base al "budget" del cliente) in oro, argento dorato o metallo argentato/dorato e smalti. Con il passare del tempo e fino ai primi anni '80 del XX Sec. (quando cessò definitivamente la produzione di copie d'onorificenze), la qualità andò scemando anche perché per ragioni anagrafiche i vecchi artigiani di laboratorio andavano in pensione.
Teniamo anche presente che Otto d'Asburgo ordinava a Rothe le insegne del Toson d'Oro.
Una cosa è certa: distinguere un Rothe pre-1918 da uno più tardo è cosa semplicissima, soprattutto per la differente qualità; per gli smalti non rifiniti; per la minor cura nella lavorazione del metallo al di sotto degli smalti trasparenti, per la differente punzonatura (quando presente), ecc.
I pezzi prodotti da Rothe post-1918 sono sempre molto belli esteticamente e possono degnamente sostituire un esemplare d'epoca. Proprio per questo fatto, esiste un nutrito numero di appassionati collezionisti che cercano tali pezzi; al punto che -ridiamo un po'- esistono anche "falsi di copie di Rothe"!
Attualmente, il mercato è anche infestato da falsi ordini cavallereschi austriaci realizzati principalmente in Ungheria. La qualità è talmente bassa e miserevole, che c'è da meravigliarsi come possano essere scambiati per originali (eppure succede, e spesso!).
A presto e con i più cordiali saluti,
E.

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Mario Volpe ha scritto:Mi risulta esistere anche un'ottima produzione più o meno contemporanea di svariati ordini preunitari tedeschi...
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